home search menu
CEDU, pillole di giugno
Osservatorio internazionale / Europa
CEDU, pillole di giugno
di Alice Pisapia* e Pier Francesco Poli**
* Prof. a contratto di Diritto UE nell'Università dell’Insubria e Avvocato del Foro di Milano
**Dottore di ricerca in Diritto e Procedura Penale e Avvocato del foro di Milano
Le materie esaminate della Corte: libertà d'espressione (Italia e Finlandia) e estradizione di un terrorista marocchino (Belgio)

La Corte EDU giudica non lesiva della libertà d’espressione la condanna in sede penale per diffamazione di un avvocato nei confronti di un giudice.

Sentenza della Corte EDU (Quarta Sezione) 30 giugno 2015, rich. nn. 39294/2009, Peruzzi c. Italia

Oggetto: Non violazione dell’art. 10 CEDU  – Condanna in sede penale di un avvocato per diffamazione nei confronti di un giudice – Estrema gravità delle affermazioni e irrisorietà della sanzione pecuniaria e del risarcimento – Legittimità – Importance level 3

Il ricorrente, avvocato al momento dei fatti, aveva inviato al Consiglio Superiore della Magistratura una lettera in cui si lamentava del comportamento che un giudice del Tribunale di Lucca aveva tenuto nei confronti suoi e del suo assistito durante una causa in materia successoria. Aveva inoltre comunicato il contenuto della missiva a numerosi altri giudici dello stesso tribunale tramite una lettera circolare in cui tuttavia non menzionava esplicitamente il nome del giudice del cui comportamento si doleva. All’esito del procedimento penale intentato nei suoi confronti per diffamazione da parte del giudice, l’Avvocato veniva condannato ad un’ammenda. Lamenta che il procedimento penale e la relativa condanna subita abbiano violato la sua libertà di espressione, garantita dall’art. 10 CEDU. La Corte non ritiene sussistente la violazione sulla base del fatto che, nella lettera diffusa, l’Avvocato aveva scritto affermazioni gravemente lesive dell’onorabilità del magistrato, asserendo che lo stesso aveva commesso gli errori “volontariamente”, con “dolo, colpa grave o mancanza di impegno”, affermazioni dalle quali emergeva addirittura che il giudice avrebbe posto in essere un reato e che superavano in maniera evidente il limite del diritto di critica. Inoltre, osserva la Corte che la pena cui era stato condannato il signor Peruzzi era pecuniaria e di lieve entità (400 euro), così come il risarcimento da dare al magistrato diffamato (1.500 euro) circostanza che giustificava ulteriormente la condanna penale subita dal ricorrente.

 

La Corte europea statuisce che l’estradizione di un terrorista marocchino verso il Paese d’origine da parte del Belgio potrebbe costituire trattamento inumano e degradante ai sensi dell’art. 3 CEDU.

Sentenza della Corte EDU (Seconda Sezione) 2 giugno 2015, rich. nn. 26417/2010, Ouabour c. Belgio

Oggetto: Violazione dell’art. 3 CEDU – Estradizione di soggetto marocchino condannato per atti di partecipazione a gruppi terroristici verso il proprio paese di origine – Esecuzione nel Paese di origine di torture e maltrattamenti nei confronti dei soggetti accusati di terrorismo – Illegittimità dell’estradizione – Importance level 2

Il ricorrente, cittadino marocchino condannato in Belgio a sei anni di reclusione per partecipazione a gruppi terroristici, si duole del provvedimento di estradizione in Marocco adottato nei suoi confronti da parte delle autorità belghe. In particolare, egli osserva che, qualora l’estradizione fosse attuata, egli potrebbe subire torture o trattamenti inumani e degradanti, in contrasto con quanto stabilito dall’art. 3 CEDU, in quanto tali pratiche sono utilizzate in Marocco nei confronti dei soggetti facenti parte delle organizzazioni terroristiche. La Corte accoglie il ricorso statuendo che l’eventuale estradizione costituirebbe una violazione della disposizione convenzionale e vietando alle autorità belghe di porre in essere il menzionato provvedimento. In particolare, al fine di valutare la serietà del pericolo corso dal ricorrente, i Giudici di Strasburgo fanno riferimento agli ultimi rapporti di alcune organizzazioni internazionali, risalenti al 2012 e al 2013, dai quali è emerso che nei confronti dei soggetti implicati nel terrorismo vengono praticati trattamenti contrastanti con il dettato dell’art. 3 CEDU.

 

La condanna penale per diffamazione al pagamento di una somma non irrisoria per un articolo pubblicato da un giornalista in cui venivano criticati alcuni documentari televisivi viola l’art. 10 CEDU.

Sentenza della Corte EDU (Quarta Sezione) 23 giugno 2015, rich. nn. 32297/2010, Niskasaari e Otavamedia c. Finlandia

Oggetto: Violazione dell’art. 10 CEDU  – Condanna penale nei confronti di un giornalista per le affermazioni contenute in un articolo – Rilevanza della sanzione economica – Illegittimità –  Importance level 3

I ricorrenti sono un giornalista ed una società finlandese per la quale il signor Niksaari lavorava. Lamentano la condanna penale per diffamazione al pagamento di una pena pecuniaria – 240 euro il giornalista –  e ad un risarcimento del danno – 2.000 euro il giornalista e 4.000 euro la società – in relazione ad un articolo, da essi pubblicato, in cui criticavano il contenuto di due documentari televisivi trasmessi su una emittente finlandese aventi ad oggetto alcune case infestate da muffa e la protezione delle foreste. La Corte europea accoglie il ricorso ritenendo che l’interferenza con la libertà di espressione dei giornalisti non fosse giustificata in una società democratica alla luce dei criteri contenuti nell’art. 10 CEDU e della propria pregressa giurisprudenza. In particolare, stante l’importante ruolo della stampa all’interno della società, ritengono i giudici di Strasburgo che la critica non travalicasse il limite in cui la stessa risulta consentita, risultando peraltro il corrispettivo economico da pagare del tutto sproporzionato.

 

 

16 settembre 2015
Se ti piace questo articolo e trovi interessante la nostra rivista, iscriviti alla newsletter per ricevere gli aggiornamenti sulle nuove pubblicazioni.
Gestation pour autrui: la prima richiesta di parere consultivo alla Cedu
Gestation pour autrui: la prima richiesta di parere consultivo alla Cedu
di Francesco Buffa
Il nuovo istituto del parere consultivo alla Cedu, introdotto dal Protocollo addizionale n. 16, è stato attivato per la prima volta dalla Corte di cassazione francese, che ha richiesto un doppio parere in materia del cd. utero surrogato, in relazione alla trascrizione di atti dello stato civile formati all’estero ed al procedimento di adozione
11 ottobre 2018
Il dialogo fra le Corti e le sorti (sembra non magnifiche, né progressive) dell’integrazione europea
Il dialogo fra le Corti e le sorti (sembra non magnifiche, né progressive) dell’integrazione europea
di Antonello Cosentino
Il giudice comune nazionale ha sempre avuto con la Cgue relazioni più fluide rispetto a quelle intrattenute con la Cedu. A partire dalla sentenza 14 dicembre 2017 n. 269 della Corte costituzionale, però, lo schema dell’applicazione diretta del diritto euro-unitario da parte del giudice nazionale sembra essere stato rimesso in discussione. La Corte costituzionale ha rivendicato la propria centralità nella dialettica tra giudice comune, giudice costituzionale e Cgue. Dagli equilibri che si raggiungeranno in tale dialettica dipenderà grande parte del ruolo che il giudice nazionale giocherà nel futuro dell’integrazione europea
1 ottobre 2018
La Corte Edu attaccata, ieri e oggi. Di chi è la colpa?
La Corte Edu attaccata, ieri e oggi. Di chi è la colpa?
di Roberto Conti
La vicenda dell’evacuazione del campo rom di Camping River, attuata nonostante la sospensione disposta dalla Corte Edu in via d’urgenza, è l’occasione per una riflessione su una cultura giuridica sovranista che dimentica le ragioni che hanno portato gli Stati a creare una Corte europea pace di tutelare i diritti umani anche davanti ad azioni delle autorità nazionali. Un campanello d’allarme e un invito a cambiar strada
28 luglio 2018
CEDU, pillole di maggio
CEDU, pillole di maggio
di Alice Pisapia
Le più interessanti pronunce della Corte Edu emesse a maggio 2018
24 luglio 2018
CEDU, pillole di aprile
CEDU, pillole di aprile
di Alice Pisapia
Le più interessanti pronunce della Corte Edu emesse ad aprile 2018
13 luglio 2018
Da Strasburgo via libera alla confisca urbanistica senza condanna
Da Strasburgo via libera alla confisca urbanistica senza condanna
di Marco Bignami
Viene commentata la sentenza della Grande Camera G.I.E.M. e altri c. Italia del 28 giugno 2018, attinente al regime della confisca urbanistica. Si sottolinea, in particolare, che deve ritenersi in linea di principio conforme alla Convenzione l’applicazione di tale sanzione, anche unitamente alla dichiarazione di estinzione del reato per prescrizione, a condizione che sia stata accertata incidentalmente la colpevolezza dell’imputato
10 luglio 2018
La Banca dati nazionale del Dna e la salvaguardia del diritto al rispetto della vita privata del singolo
La Banca dati nazionale del Dna e la salvaguardia del diritto al rispetto della vita privata del singolo
di Emilio Gatti
La raccolta a fini investigativi e la conservazione dei profili genetici pone delicati problemi di compatibilità delle esigenze investigative con il diritto al rispetto della vita privata e familiare previsto dall’art. 8 della Cedu soprattutto nei confronti di individui indagati ma poi assolti con sentenza definitiva. Il contributo ripercorre la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, l’obbligo di creare una banca dati nazionale del Dna stabilito dal Trattato di Prüm e le soluzioni adottate dal legislatore italiano che paiono rispettose dei principi convenzionali e costituzionali, in attesa di verificare la correttezza delle prassi applicative
6 giugno 2018
CEDU, pillole di marzo
CEDU, pillole di marzo
di Alice Pisapia
Le più interessanti pronunce della Corte Edu emesse a marzo 2018
25 maggio 2018
La Dichiarazione di Copenaghen sull’avvenire della Corte Edu
La Dichiarazione di Copenaghen sull’avvenire della Corte Edu
di Emma Rizzato
Gli Stati membri del Consiglio d’Europa hanno discusso, sotto la presidenza danese, del futuro del sistema convenzionale e formulato raccomandazioni con l'obiettivo di garantire maggiore qualità e efficienza ai meccanismi nazionali di protezione dei diritti umani e all'azione della Cedu
14 maggio 2018
Il Protocollo n. 16 addizionale alla Convenzione Edu è pronto per entrare in vigore
Il Protocollo n. 16 addizionale alla Convenzione Edu è pronto per entrare in vigore
di Francesco Buffa
Il 12 aprile scorso, con la ratifica ad opera della Francia, si è perfezionato l’iter del Protocollo n. 16 addizionale alla Convenzione Edu ed il Protocollo può entrare in vigore con decorrenza dal 1° agosto prossimo. Il Protocollo introduce il nuovo istituto del parere consultivo, che i giudici nazionali superiori possono chiedere alla Corte Edu in merito a questioni di principio riguardanti l'interpretazione o l'applicazione dei diritti e delle libertà stabiliti nella Convenzione. La prassi chiarirà l’effettiva utilità ed opportunità del ricorso al nuovo strumento.
2 maggio 2018
Newsletter


Fascicolo 2/2018
L’ospite straniero.
La protezione internazionale
nel sistema multilivello di tutela
dei diritti fondamentali
Osservatorio internazionale
Gestation pour autrui: la prima richiesta di parere consultivo alla Cedu
Gestation pour autrui: la prima richiesta di parere consultivo alla Cedu
di Francesco Buffa
Il nuovo istituto del parere consultivo alla Cedu, introdotto dal Protocollo addizionale n. 16, è stato attivato per la prima volta dalla Corte di cassazione francese, che ha richiesto un doppio parere in materia del cd. utero surrogato, in relazione alla trascrizione di atti dello stato civile formati all’estero ed al procedimento di adozione
11 ottobre 2018
Il diritto di asilo costituzionalmente garantito versus il concetto di “Stato terzo sicuro” nel parere dell’Assemblea generale del Consiglio di Stato francese
Il diritto di asilo costituzionalmente garantito versus il concetto di “Stato terzo sicuro” nel parere dell’Assemblea generale del Consiglio di Stato francese
di Serena Bolognese
Un’Europa insicura circondata da Paesi sicuri? Il concetto di “Stato terzo sicuro” alla prova del diritto costituzionale d’asilo nel parere del Consiglio di Stato francese
3 ottobre 2018
CEDU, pillole di giugno
CEDU, pillole di giugno
di Alice Pisapia
Le più interessanti pronunce della Corte Edu emesse a giugno 2018
28 settembre 2018
CGUE, pillole di giugno
CGUE, pillole di giugno
di Alice Pisapia
Le più interessanti pronunce della Corte del Lussemburgo emesse a giugno 2018
21 settembre 2018
Stati Uniti: le armi da fuoco, le stragi e un diritto da Far-West
Stati Uniti: le armi da fuoco, le stragi e un diritto da Far-West
di Elisabetta Grande
Qual è la fonte del diritto ad armarsi negli Stati Uniti? Un simile diritto è da sempre garantito ai cittadini americani? Quali ne sono i limiti? Esplorare la portata del diritto alle armi in quel Paese e le gravi conseguenze sulla vita e la morte di chi vi vive, significa capire le ragioni delle proteste dei tanti giovani americani per i quali quel diritto rappresenta una minaccia. Significa anche aver consapevolezza di quel che potrebbe accadere da noi qualora allargassimo le maglie della possibilità di armarci, come in base all’ultimo rapporto del Censis molti italiani parrebbero volere
12 settembre 2018
Il Conseil constitutionnel cancella il délit de solidarité… o no?
L’aiuto all’ingresso, al soggiorno e alla circolazione di stranieri irregolari nel territorio francese in una recente decisione del Conseil constitutionnel
Il Conseil constitutionnel cancella il délit de solidarité… o no? L’aiuto all’ingresso, al soggiorno e alla circolazione di stranieri irregolari nel territorio francese in una recente decisione del Conseil constitutionnel
di Sara Benvenuti
Può la solidarietà configurare un’ipotesi di reato? In Francia, se finalizzata a prestare aiuto all’ingresso o (fino a poco tempo fa) alla circolazione di stranieri irregolari, sì. Prende il nome, nel gergo comune, di délit de solidarité (o di délit d’hospitalité) ed è al centro di un’annosa vicenda giudiziaria che vede come protagonista, tra gli altri, Cédric Herrou, contadino francese divenuto da alcuni anni uomo-simbolo della difesa dei migranti in transito sulla Val Roia al confine con l’Italia. Sulla questione è intervenuta recentemente un’importante decisione del Conseil constitutionnel che, affermando il valore costituzionale della fraternità, sembra voler richiamare all’ordine il legislatore, imponendogli maggior cautela nel punire coloro che mossi da puro intento solidaristico prestano aiuto a stranieri irregolari sul territorio francese. Ma è realmente così?
7 settembre 2018