home search menu
CGUE, pillole di settembre
Osservatorio internazionale / Europa
CGUE, pillole di settembre
di Alice Pisapia
Prof. a contratto in Diritto dell’UE Università degli Studi dell’Insubria e Avvocato Foro di Milano
Le decisioni più interessanti della Corte: mandato d'arresto europeo, diritto dei consumatori (Paesi Bassi) aiuti di stato (Italia), tutela dei lavoratori (Spagna)

Spazio di libertà, sicurezza e giustizia

Ordinanza della CGUE (Quarta Sezione) 25 settembre 2015, causa C-463/15 PPU                                

Tipo di procedimento: Rinvio pregiudiziale d’urgenza da Rechtbank Amsterdam - Paesi Bassi.

Oggetto: Mandato d’arresto europeo - Condizioni di esecuzione - Diritto penale nazionale che subordina l’esecuzione di un mandato di arresto europeo, oltre che alla doppia incriminazione, alla condizione che il fatto incriminato sia punito con una pena o una misura di sicurezza privative della libertà della durata massima non inferiore a dodici mesi ai sensi della legge dello Stato membro di esecuzione.

Con la presente ordinanza la Corte di giustizia si pronuncia in tema di mandato d’arresto europeo sancendo che la decisione quadro 2002/584/GAI del Consiglio, del 13 giugno 2002, come modificata dalla decisione quadro 2009/299/GAI del Consiglio, del 26 febbraio 2009, devono essere interpretati nel senso che essi ostano a che la consegna sulla base di un mandato d’arresto europeo sia subordinata, nello Stato membro di esecuzione, non solo alla condizione che il fatto per il quale tale mandato d’arresto è stato emesso costituisca reato ai sensi della legge di tale Stato membro, ma anche alla condizione che esso sia punibile, ai sensi della stessa legge, con una pena privativa della libertà della durata massima non inferiore a dodici mesi.

Infatti, in virtù dell’art. 4, punto 1, della decisione quadro, l’autorità giudiziaria dell’esecuzione può rifiutare di eseguire il mandato d’arresto europeo se, in uno dei casi di cui all’art. 2, par. 4, di tale decisione quadro, il fatto che è alla base del mandato d’arresto europeo non costituisce reato ai sensi della legge dello Stato membro di esecuzione. Il suddetto art. 2, par. 4, precisa che tale facoltà riguarda i reati diversi da quelli previsti al par. 2 di questo stesso articolo, indipendentemente dai loro elementi costitutivi o dalla loro qualifica. Nel caso specifico sottoposto all’attenzione della Corte poiché il porto di un’arma vietata, uno dei fatti esaminati nel procedimento principale, costituisce, secondo il giudice del rinvio, reato secondo il diritto olandese, occorre constatare che il rifiuto di eseguire un mandato d’arresto europeo relativo a tale fatto non è compreso nell’ipotesi esplicitamente prevista agli art. 2, par. 4, e 4, punto 1, della decisione quadro 2002/584.

 

Diritto dei consumatori

Sentenza della CGUE (Nona Sezione) 17 settembre 2015, causa C-257/14,Corina van der Lans contro Koninklijke Luchtvaart Maatschappij NV.

 

Tipo di procedimento: Domanda di pronuncia pregiudiziale da Rechtbank Amsterdam - Paesi Bassi. 

Oggetto: Trasporti aerei - Diritti dei passeggeri in caso di ritardo o di cancellazione di un volo - Negato imbarco e cancellazione di un volo - Ritardo prolungato di un volo - Compensazione pecuniaria e assistenza ai passeggeri - Circostanze eccezionali.

In caso di annullamento di un volo, il vettore aereo è tenuto, ai sensi del regolamento 261/2004, a fornire ai passeggeri assistenza e compensazione pecuniaria (da EUR 250 a EUR 600, in funzione della distanza). Nessuna compensazione è, tuttavia, dovuta se il vettore è in grado di provare che l’annullamento sia imputabile a circostanze eccezionali, che non avrebbero potuto essere evitate neppure adottando tutte le misure opportune.

Nella presente controversia il volo è atterrato a Amsterdam da Quito con 29 ore di ritardo a causa di pezzi difettosi non disponibili in loco. Il Tribunale di Amsterdam chiede alla Corte di giustizia se un problema tecnico che sia sorto improvvisamente, non sia imputabile a carenze di manutenzione e neppure sia emerso nel corso di un regolare controllo rientri nella nozione di «circostanze eccezionali», esonerando dunque il vettore dal proprio obbligo d’indennizzo. La Corte rileva che un guasto provocato dalla prematura difettosità di alcuni pezzi di un aeromobile costituisce certamente un evento inaspettato. Tuttavia tale guasto non può essere ascritto alla nozione di «circostanze eccezionali» poiché inerente al normale esercizio dell’attività e quindi il vettore deve sistematicamente far fronte a problemi tecnici imprevisti.

 

Politiche di concorrenza:

Aiuti di Stato

Sentenza della CGUE (Terza Sezione) 17 settembre 2015, causa C-367/14,  Commissione europea contro Repubblica italiana.

                                  

Tipo di procedimento: Ricorso per inadempimento di uno Stato membro

Oggetto: Aiuti concessi alle imprese nei territori di Venezia e Chioggia - Sgravi dagli oneri sociali - Mancato recupero degli aiuti nel termine prescritto - Sentenza della Corte che accerta l’esistenza di un inadempimento - Mancata esecuzione - Articolo 260, paragrafo 2, TFUE - Sanzioni pecuniarie - Penalità - Somma forfettaria.

Con riferimento a riduzioni e sgravi dagli oneri sociali concessi tra il 1995 e il 1997 a una serie di imprese del territorio insulare di Venezia e Chioggia la Corte aveva già accertato una prima volta l’inadempimento dell’Italia in una sentenza del 2011 dichiarando le misure aiuti di Stato incompatibili con il mercato comune. Queste riduzioni ammontavano in media a 37 milioni di euro per anno suddivisi tra 1.645 imprese. L’Italia non ha tuttora recuperato l’insieme degli aiuti e ha persino sospeso il recupero di alcuni di essi spingendo così la Commissione a presentare un nuovo ricorso per inadempimento.

Con la presente decisione, la Corte accerta che l’Italia è nuovamente venuta meno all’obbligo di recupero ad essa incombente e stabilisce una penalità di 12 milioni euro per semestre di ritardo nell’esecuzione della sentenza del 2011 oltre al pagamento di una somma forfettaria di 30 milioni di euro per le numerose sentenze per inadempimento a causa del recupero tardivo di aiuti illegittimi ed incompatibili con il mercato interno.

 

Diritto del lavoro

Sentenza della CGUE (Terza Sezione) 10 settembre 2015, causa C-266/14,  Federación de Servicios Privados del sindicato Comisiones obreras (CC.OO.) contro Tyco Integrated Security SL e Tyco Integrated Fire & Security Corporation Servicios SA.

                                  

Tipo di procedimento: Domanda di pronuncia pregiudiziale da Audiencia Nacional – Spagna.

Oggetto: Tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori - Organizzazione dell’orario di lavoro - Lavoratori che non hanno un luogo di lavoro fisso o abituale - Tempo di spostamento tra il domicilio dei lavoratori ed i luoghi in cui si trovano il primo e l’ultimo cliente.

La direttiva 88/2003 definisce l’orario di lavoro come qualsiasi periodo in cui il lavoratore sia al lavoro, a disposizione del datore di lavoro e nell’esercizio della sua attività o delle sue funzioni. Nella controversia in oggetto il giudice nazionale chiede delucidazioni circa l’interpretazione della nozione di “orario di lavoro”. Infatti, i tecnici dipendenti della Tyco si occupano dell’installazione e della manutenzione degli impianti di sicurezza nelle abitazioni e nei locali industriali e commerciali siti nella zona territoriale di loro competenza, e non hanno pertanto un luogo di lavoro fisso. La distanza tra il domicilio dei lavoratori ed i luoghi dove essi devono effettuare un intervento può variare considerevolmente e, a volte, superare i 100 km e durare fino a tre ore. La Tyco considera il tempo di spostamento «domicilio-clienti» non come orario di lavoro, ma come periodo di riposo.

Con la pronuncia in oggetto la Corte chiarisce che i lavoratori che si trovano in tale situazione stanno esercitando le loro attività o le loro funzioni durante l’intera durata di tali spostamenti e pertanto dichiara che, nel caso in cui dei lavoratori, come quelli nella situazione in oggetto, non abbiano un luogo di lavoro fisso o abituale, il tempo di spostamento che tali lavoratori impiegano per gli spostamenti quotidiani tra il loro domicilio ed i luoghi in cui si trovano il primo e l’ultimo cliente indicati dal loro datore di lavoro costituisce orario di lavoro ai sensi della direttiva.

 

6 novembre 2015
Se ti piace questo articolo e trovi interessante la nostra rivista, iscriviti alla newsletter per ricevere gli aggiornamenti sulle nuove pubblicazioni.
L’interpretazione delle pronunce della Corte di giustizia UE e della Corte EDU *
di Lucia Tria
Nel presente intervento si illustrano sinteticamente gli aspetti positivi del dialogo e della collaborazione fra giuristi di Paesi civil law e giuristi di Paesi di common law – a partire dai giuristi britannici – quali finora si sono avuti in ambito europeo, confidando, per il dopo Brexit, nell’europeismo giuridico che si è manifestato dopo il Protocollo n. 30 del Trattato di Lisbona, pur con le debite differenze
11 ottobre 2019
CGUE su Xylella Fastidiosa, l’Italia è venuta meno ai suoi obblighi di contenimento e monitoraggio del fenomeno
CGUE su Xylella Fastidiosa, l’Italia è venuta meno ai suoi obblighi di contenimento e monitoraggio del fenomeno
di Francesco Buffa* e Salvatore Centonze**
Brevi note a commento della sentenza del 5 settembre 2019, Causa C−443/18
29 settembre 2019
Pillole di CGUE, secondo trimestre 2019
Pillole di CGUE, secondo trimestre 2019
di Francesco Buffa* e Salvatore Centonze**
Le più interessanti pronunce della Corte del Lussemburgo emesse nel secondo trimestre 2019
11 settembre 2019
Conseguenze della condanna penale del rifugiato secondo la sentenza della Cgue del 14 maggio 2019
Conseguenze della condanna penale del rifugiato secondo la sentenza della Cgue del 14 maggio 2019
di Francesco Buffa* e Salvatore Centonze**
La commissione di reati gravi sul territorio nazionale non fa dell’immigrato un soggetto privo del tutto di protezione e di diritti, spettandogli comunque i diritti salvaguardati per tali ipotesi dalla Convenzione di Ginevra e tutti i diritti spettanti allo straniero e non presupponenti una sua residenza regolare
14 giugno 2019
La Giustizia in Europa  *
di Mariarosaria Guglielmi
Non è immaginabile una cultura giuridica europea senza la giurisprudenza in tema di libertà e di diritti delle Corti europee che rappresentano la garanzia di uno strumento di verifica del rispetto dei diritti: il discorso sui diritti comprende una capacità di visione attraverso una lente in grado di cogliere uno spettro più ampio di prospettive, in un’ottica non puramente nazionale. Non vi è giudice nei confini dell’Europa che oggi non si senta giudice europeo, che non avverta il senso di un percorso irreversibile che la giurisdizione deve continuare a compiere verso l’effettiva realizzazione di un spazio comune di Giustizia
21 maggio 2019
Pillole di CGUE, primo trimestre 2019
Pillole di CGUE, primo trimestre 2019
di Francesco Buffa* e Salvatore Centonze**
Le più interessanti pronunce della Corte del Lussemburgo emesse nel primo trimestre 2019
17 maggio 2019
Il diritto all’assistenza sociale dei rifugiati. Riflessioni a partire da Corte di giustizia, sentenza 21 novembre 2018 (C-713/17)
Il diritto all’assistenza sociale dei rifugiati. Riflessioni a partire da Corte di giustizia, sentenza 21 novembre 2018 (C-713/17)
di Francesca Biondi Dal Monte
La Corte di giustizia afferma che l’art. 29 della “direttiva qualifiche” obbliga gli Stati membri a riconoscere la parità di trattamento dei beneficiari di protezione internazionale nell’accesso all’assistenza sociale ed è norma produttiva di effetti diretti
8 aprile 2019
La sentenza n. 20/2019 della Corte costituzionale italiana verso un riavvicinamento all’orientamento della Corte di giustizia?
La sentenza n. 20/2019 della Corte costituzionale italiana verso un riavvicinamento all’orientamento della Corte di giustizia?
di Giuseppe Bronzini
Nuovo intervento, dopo l’obiter della n. 269/2017, della Corte costituzionale sul tema dell’applicabilità diretta della Carta di Nizza quando la norma interna viola anche le disposizioni costituzionali. Le precisazioni della Corte sembrano scongiurare una rotta di collisione con l’orientamento della Corte di giustizia, ma a prezzo di una più estesa limitazione della discrezionalità dei giudici comuni
4 marzo 2019
L’europeismo giudiziario: notazioni a margine di una sentenza del giudice del lavoro di Trento
L’europeismo giudiziario: notazioni a margine di una sentenza del giudice del lavoro di Trento
di Ilario Nasso
In una fase storica in cui l’opinione pubblica e una certa politica demolitrice guardano all’Unione europea come alla causa di tutti i mali, una sentenza del giudice del lavoro di Trento, chiaramente intercetta numerosi temi particolarmente attuali: il contributo offerto dalla normativa UE alla salvaguardia dei diritti, la missione istituzionale della Corte di giustizia, il ruolo degli Stati membri nella regolamentazione del mercato
27 febbraio 2019
CGUE, pillole di dicembre
CGUE, pillole di dicembre
di Alice Pisapia
Le più interessanti pronunce della Corte del Lussemburgo emesse a dicembre 2018
22 febbraio 2019
Newsletter


Fascicolo 2/2019
Famiglie e Individui. Il singolo nel nucleo

Il codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza: idee e istituti
Osservatorio internazionale
L’interpretazione delle pronunce della Corte di giustizia UE e della Corte EDU *
di Lucia Tria
Nel presente intervento si illustrano sinteticamente gli aspetti positivi del dialogo e della collaborazione fra giuristi di Paesi civil law e giuristi di Paesi di common law – a partire dai giuristi britannici – quali finora si sono avuti in ambito europeo, confidando, per il dopo Brexit, nell’europeismo giuridico che si è manifestato dopo il Protocollo n. 30 del Trattato di Lisbona, pur con le debite differenze
11 ottobre 2019
Rule of Law o Rule of Courts?
Rule of Law o Rule of Courts?
di Francesco Florit
Nel corso dei secoli, le istituzioni britanniche ci hanno abituato a conflitti titanici il cui esito ha segnato la tradizione del Common Law. La recente decisione della Supreme Court che ha dichiarato «unlawful, null and of no legal effect» la sospensione dei lavori del Parlamento disposta dal governo di Boris Johnson per cinque settimane rappresenta un altro di questi turning points nella storia dei rapporti tra poteri d’oltremanica. What’s next?
4 ottobre 2019
Il sistema dei rimedi de libertate alla luce della giurisprudenza della Cedu nella sentenza Rizzotto c. Italia (5 settembre 2019)
Il sistema dei rimedi de libertate alla luce della giurisprudenza della Cedu nella sentenza Rizzotto c. Italia (5 settembre 2019)
di Daniela Cardamone
Nel sistema dei rimedi in tema di privazione della libertà personale, il diritto dell’indagato di essere sentito personalmente dal giudice assume per la Corte EDU un carattere così pregnante da svalutare qualsiasi altra garanzia procedimentale. L’indagato appare essere il principale, se non esclusivo, garante del proprio diritto di difesa restando sullo sfondo, fino quasi a scomparire, tutti gli altri attori del procedimento, ivi compreso il difensore
1 ottobre 2019
CGUE su Xylella Fastidiosa, l’Italia è venuta meno ai suoi obblighi di contenimento e monitoraggio del fenomeno
CGUE su Xylella Fastidiosa, l’Italia è venuta meno ai suoi obblighi di contenimento e monitoraggio del fenomeno
di Francesco Buffa* e Salvatore Centonze**
Brevi note a commento della sentenza del 5 settembre 2019, Causa C−443/18
29 settembre 2019
La risoluzione del Parlamento europeo del 19 settembre 2019 sull'importanza della memoria europea per il futuro dell'Europa
La risoluzione del Parlamento europeo del 19 settembre 2019 sull'importanza della memoria europea per il futuro dell'Europa
di Giuseppe Battarino
Un testo che cumula ispirazioni e orientamenti differenti e che si espone al rischio di letture equidistanti di fenomeni politici non equiparabili
23 settembre 2019
Pillole di CGUE, secondo trimestre 2019
Pillole di CGUE, secondo trimestre 2019
di Francesco Buffa* e Salvatore Centonze**
Le più interessanti pronunce della Corte del Lussemburgo emesse nel secondo trimestre 2019
11 settembre 2019