home search menu
Fine pena: ora
Magistratura e società / cinema e letteratura
Fine pena: ora
di Riccardo De Vito
magistrato sorveglianza Nuoro
Recensione al libro di Elvio Fassone, Sellerio, 2015
Fine pena: ora
La copertina del libro

Lo cacciavano da scuola Salvatore, da tutte le scuole. Dal carcere che lo deve “rieducare”, da quei fortini che ha girato su e giù per la Penisola, Salvatore non può uscire. La legge non lo fa e non lo farà uscire, anche a distanza di anni, anche cambiato, anche “studiato”.

La storia vera che ci racconta Elvio Fassone, a dispetto del titolo – Fine pena: ora, Sellerio, 2015 –, riguarda un ergastolano; di quelli, poi, per i quali la pena realmente non finisce mai: gli ostativi.

La sensazione immediata è quella di trovarsi di fronte a un libro importante e necessario, in primo luogo per gli stimoli che infonde a chi ogni giorno, anche con ruoli diversi, si affaccia sul mondo della penalità e tenta di conciliare il carcere con la giurisdizione, le norme con le persone, le formule e i riti con la carne e la vita vere.

Un libro così, capace di commuovere e coinvolgere senza ricorrere a un filo di retorica o di bigotto paternalismo, lo puoi commentare solo con il ricorso a qualche citazione, che almeno ti aiuta a far arrivare a piccole e attraenti dosi la voce dello scrittore.

La storia prende le mosse dalla scelta di un giudice, l’autore stesso, che, il giorno dopo aver irrogato la pena dell’ergastolo, scrive d’impulso una lettera al suo ergastolano, al giovane boss catanese che già durante il processo aveva imparato a conoscere come uomo, oltre che come imputato. Come questa conoscenza sia stata possibile già durante il procedimento bisogna scoprirlo leggendo; è una scoperta appassionante, buona per scrollarsi di dosso le tristi sensazioni di una routine giudiziaria quotidiana dove troppo spesso l’imputato è “presente al giudice quale semplice entità metafisica, una sorta di contrappunto concettuale e anonimo alla nozione della contumacia”.

Da quella scelta, da quella lettera accompagnata anche dal regalo di un libro significativo, nasce una corrispondenza tra il giudice e Salvatore lunga ventisei anni. Lo scambio epistolare con il suo giudice ritma la vita di Salvatore, tra timide esaltazioni per i traguardi raggiunti e nere frustrazioni per una meta, quella del ritorno in società, che si sposta sempre in avanti senza arrivare mai. Per ventisei anni. Un tempo lungo, lo stesso necessario per arrivare, se si è ergastolani e si è stati bravi, alla liberazione condizionale.

Tuttavia per Salvatore quella libertà non può arrivare. Nel frattempo, infatti, lo Stato ha dovuto prendere le misure alla criminalità organizzata e in piena emergenza mafiosa è scattato il “giro di vite” dell’art. 4-bis dell’Ordinamento penitenziario. In altre parole, se sei dentro per mafia e per una serie di altri (molti, troppi) delitti equiparati, non c’è rieducazione che tenga. L’unico modo per mettere il naso fuori dalla pena perpetua è collaborare con la giustizia, mettere in mostra una “disponibilità ad un atteggiamento processuale (in concreto: la denuncia di altri individui)” che con il reinserimento sociale “ha poco a che spartire” e che spesso neppure è umanamente esigibile.

Non ci si può fermare soltanto a evidenziare la profondità e l’autenticità delle riflessioni sul carcere, in cui ci imbattiamo scorrendo le immagini di una vita in galera.

Occorre, piuttosto, provare a riflettere sulle sensazioni che si sedimentano dopo la lettura e, soprattutto, accettare la sfida politica che l’autore lancia attraverso una postilla dedicata alle possibili modalità di superamento dell’ergastolo, pena diseguale per eccellenza.

Due riflessioni, prima di ogni altra. Chiuso il libro, ci si confronta subito con il pensiero forte che il fare giustizia non possa e non debba finire con la sentenza di condanna. Troppo spesso, al contrario, ci si accontenta di quel punto di arrivo. Per il dopo si accetta o si pretende che il muro della galera soddisfi i sentimenti della vittima, degradi sufficientemente il colpevole, tranquillizzi il buon senso. Una coazione a ripetere che, sinora, non ha portato più sicurezza, non ha ristorato le vittime, ma spesso, in compenso, ha fatto fuori le vite dei colpevoli.

Un mutamento di paradigma si impone, anche a partire da una considerazione ancora non unanime: dopo la sentenza c’è ancora bisogno di giustizia, di giudici, di giurisdizione.

C’è bisogno, poi, di conoscenza ravvicinata delle persone. E qui viene in mente il secondo importante lascito della lettura, che conduce a una considerazione da ribadire con forza: la conoscenza reale degli uomini che il giudice si trova davanti, in carcere come in tribunale, non fa male alla giurisdizione, non inquina il formalismo, non sporca la tabula rasa. Semmai, rende più efficace la giustizia penale, la fa assomigliare meno al dito puntato contro il capro espiatorio di turno e la traghetta in un campo dove, accanto alle responsabilità personali, vengono in rilievo anche quelle collettive e sociali. L’unica giustizia costituzionale è quella che si toglie la benda.

Rimane il tema della battaglia politica contro l’ergastolo, se non altro nella sua variante assoluta e ostativa. È una sfida culturale che merita risposte all’altezza, almeno in termini di impegno. Questa Rivista la accetta e intende portarla avanti con la riflessione culturale, l’analisi e la critica della giurisprudenza, la proposta normativa. Salvatore direbbe: lasci stare, ce lo detto che sono maledetto. E invece no.

21 novembre 2015
Se ti piace questo articolo e trovi interessante la nostra rivista, iscriviti alla newsletter per ricevere gli aggiornamenti sulle nuove pubblicazioni.
L'editoriale del n. 3/2018
L'editoriale del n. 3/2018
di Renato Rordorf
Disabilità e regime carcerario, questi i temi ai quali è dedicato il nuovo numero trimestrale di Questione Giustizia
11 dicembre 2018
Questione penale e politiche penitenziarie, i documenti dell’Associazione italiana dei professori di diritto penale
Prescrizione & processo: solo l’etica ci salverà
Prescrizione & processo: solo l’etica ci salverà
di Donatella Stasio
Avvocati e Anm, divisi sulle proposte di riforma del processo penale e della prescrizione, concordano invece (ed è una novità) sulla pregiudizialità della prima rispetto alla seconda. Ma la diversa “visione” del processo rende la riforma impossibile. Oltre che inutile senza un cambio di passo dell’etica di tutti gli attori del processo
15 novembre 2018
Luci ed ombre di una riforma a metà: i decreti legislativi 123 e 124 del 2 ottobre 2018
Luci ed ombre di una riforma a metà: i decreti legislativi 123 e 124 del 2 ottobre 2018
di Marcello Bortolato
Il 10 novembre 2018, entra in vigore la riforma dell’Ordinamento penitenziario. Anticipiamo dal numero 3/2018 di Questione Giustizia Rivista trimestrale questo analitico commento dei decreti legislativi che hanno coagulato il vasto programma di riforma avviato dall’esperienza degli Stati generali dell’esecuzione penale. Punti di forza (pochi) e punti di debolezza (tanti) di un testo legislativo con cui gli interpreti (magistrati, avvocati, operatori del penitenziario) dovranno confrontarsi
9 novembre 2018
Costituzione e “trattamenti” penitenziari differenziati *
di Davide Galliani
Una riflessione originale e radicale sul 41-bis, sui trattamenti differenziati, sui loro presupposti e sui “decisori” effettivi, con la Costituzione antropocentrica a fare da bussola
7 novembre 2018
La lezione di Dworkin: anche nella partita sulla sicurezza, la «briscola» è la tutela dei diritti fondamentali
La lezione di Dworkin: anche nella partita sulla sicurezza, la «briscola» è la tutela dei diritti fondamentali
di Donatella Stasio
Reati in calo, processi lenti, carceri affollate: un quadro che ci riporta indietro di dieci anni e riapre prospettive securitarie. Secondo il filosofo americano, il rispetto dei diritti umani non è un impiccio di cui liberarsi per placare la paura e riscuotere consensi
30 ottobre 2018
Provenzano c. Italia, la Corte Edu condanna l’Italia per violazione dell’articolo 3 Cedu
Provenzano c. Italia, la Corte Edu condanna l’Italia per violazione dell’articolo 3 Cedu
Anticipiamo una sintesi del contenuto della decisione cui seguiranno i necessari commenti e approfondimenti. Nella motivazione del provvedimento che ha esteso il 41-bis non si è fatto un accertamento approfondito del deterioramento delle capacità cognitive del detenuto
25 ottobre 2018
Un Viaggio avventuroso!
Un Viaggio avventuroso!
di Marco Patarnello
La decisione della Corte costituzionale di collocare nelle carceri il suo secondo fronte del viaggio nel Paese reale è un fatto senza precedenti. Un incontro ai massimi livelli (la più alta magistratura ed uno dei carceri più popolosi e delicati d’Italia) fra due realtà prive di contatti. Eppur funziona. Fra applausi scroscianti e qualche silenzio tattico, due mondi lontani, per tre ore, hanno comunicato guardandosi in viso, ricordando che il diritto alla dignità, come il valore della Carta costituzionale, non si arresta sulla soglia di un carcere
8 ottobre 2018
Ergastolo e preclusioni all’accesso ai benefici penitenziari: dalla Corte costituzionale un richiamo alla centralità del finalismo rieducativo della pena
Ergastolo e preclusioni all’accesso ai benefici penitenziari: dalla Corte costituzionale un richiamo alla centralità del finalismo rieducativo della pena
di Alessandra Galluccio
La dichiarazione di illegittimità costituzionale dell’art. 58-quater, comma 4, ord. pen. – che prevedeva un trattamento penitenziario estremamente rigido e rigoroso per i condannati all’ergastolo ai sensi degli artt. 630, comma 3 e 289-bis, comma 3 cp (sequestro di persona a scopo di estorsione o terrorismo ed eversione, con morte del sequestrato) – è l’occasione, per la Consulta, di affermare nuovamente la centralità del finalismo rieducativo della sanzione, nella forma del reinserimento sociale del condannato che dimostri di partecipare al percorso rieducativo
16 luglio 2018
Carcere e recidiva, l'offensiva controle statistiche per fermareil cambiamento (vero)*
Carcere e recidiva, l'offensiva contro
le statistiche per fermare
il cambiamento (vero)*
di Donatella Stasio
La campagna contro il cambiamento maturato negli ultimi dieci anni sul carcere parte dalla recidiva, con il tentativo maldestro di delegittimare gli studi statistici, cioè uno degli argomenti più forti per una politica penitenziaria onesta, impostata su misure alternative e carcere aperto
28 maggio 2018
Newsletter


Fascicolo 2/2018
Giustizia e disabilità

La riforma spezzata.
Come cambia
l’ordinamento penitenziario
Magistratura e società
Ma come fanno gli operai...
Ma come fanno gli operai...
di Paola Perrone
Il volume di Loris Campetti (Manni Editori, 2018) si interroga sull’attuale situazione esistenziale degli appartenenti ad una classe sociale che aveva ricoperto negli anni '60 e '70 un ruolo sociale centrale
19 gennaio 2019
Magistratura e società nell'Italia repubblicana
Magistratura e società nell'Italia repubblicana
di Carlo Brusco
La recensione al volume di Edmondo Bruti Liberati (Laterza, 2018), un’opera sistematica e bene informata che, forse, mancava nel panorama storico ricostruttivo delle vicende italiane che hanno legato magistratura e società nel secondo dopoguerra
12 gennaio 2019
Marina Abramović. La potenza dell'arte
Marina Abramović. La potenza dell'arte
di Giulia Marzia Locati
La mostra dell'artista serba a Palazzo Strozzi di Firenze rimanda ad un concetto di arte totale, in cui non c’è distacco tra l’artista e l’opera perché l’opera è l’artista stessa
4 gennaio 2019
La cultura giuridica e le leggi razziali: avvocati e giudici ebrei. La giurisprudenza in materia razziale
La cultura giuridica e le leggi razziali: avvocati e giudici ebrei. La giurisprudenza in materia razziale
di Carlo Brusco
Il testo costituisce un capitolo, ancora in via di elaborazione, di un libro dedicato alle leggi razziali del 1938/1939 che verrà pubblicato, nell’80° anniversario della loro promulgazione, dalle Edizioni Gruppo Abele
22 dicembre 2018
Note minime sulla giustizia secondo Dio (secondo i Vangeli) e sulla giustizia secondo gli uomini (alla luce della Costituzione)
Note minime sulla giustizia secondo Dio (secondo i Vangeli) e sulla giustizia secondo gli uomini (alla luce della Costituzione)
di Andrea Proto Pisani
Riflessioni su Vangelo e Costituzione, realizzazione della giustizia sociale e mera risoluzione di conflitti
20 dicembre 2018
Con la Costituzione nel cuore
Con la Costituzione nel cuore
di Paola Perrone
Non una biografia ma la ricostruzione di una vita fuori dalla norma, vissuta in nome dell'antifascimo, della Resistenza e della Costituzione. La recensione al libro-intervista di Carlo Smuraglia con Francesco Campobello (Edizioni Gruppo Abele, 2018)
1 dicembre 2018