home search menu
Prassi e orientamenti
Il PCT a Siena
di Stefano Caramellino
giudice e magrif Tribunale di Siena
L'inarrestabile realizzazione del processo telematico a Siena
Il PCT a Siena

L'avvio del processo civile telematico a Siena ha avuto luogo in via anticipata rispetto alla scadenza legislativa 30 giugno 2014, poiché in data 21 ottobre 2013 il Ministero della Giustizia, DOG, DGSIA, ha adottato il decreto (protocollo 35326) ex articolo 35, primo comma decreto ministeriale 21 febbraio 2011, numero 44. Dal 4 novembre 2013 è stata quindi attivata la possibilità di trasmissione dei documenti informatici provenienti dai soggetti abilitati esterni negli ambiti del contenzioso civile comprese le procedure monitorie, delle esecuzioni immobiliari, delle procedure fallimentari e fallimentari, nonché del processo del lavoro.

Si è trattato del frutto di un intenso cammino di lavoro e collaborazione avviato nell'estate del 2012, il cui positivo esito era tutt'altro che scontato alla luce di alcune preesistenti posizioni manifestatesi in seno tanto all'Ufficio, inteso nelle sue varie componenti, quanto al Foro locale. L'Ufficio del referente distrettuale per l'informatica, la Presidenza del tribunale (che nel Tribunale di Siena, monosezionale, cumula in sé la dirigenza amministrativa) e il locale Consiglio dell'ordine degli avvocati: questi sono stati i tre i principali attori che hanno consentito allo scrivente magistrato di riferimento per l'informatica di catalizzare l'insorgere dei presupposti necessari all'adozione del predetto decreto direttoriale, vale a dire in sostanza delle condizioni fattuali indispensabili per il buon funzionamento del processo civile telematico.

Va sottolineato, in relazione alla fase di creazione dei presupposti per la fattibilità del PCT, il carattere cruciale della collaborazione e del coordinamento tra i predetti soggetti, che con i rispettivi contributi informativi, direttivi e formativi dispongono di fatto delle leve idonee a sancire il successo, o al contrario la dilazione quando non il fallimento, dell'innovazione e del miglioramento qualitativo e di efficienza che essa reca con sé.

In particolare, nell'esperienza senese è stato decisivo l'impulso del referente distrettuale Gianmarco Marinai verso un'apertura al telematico della massima ampiezza possibile, comprensiva cioè dei procedimenti speciali; non meno vitale è stata la convinta fiducia nutrita dal presidente Stefano Benini nelle possibilità del processo civile telematico di affermarsi spontaneamente, una volta divenuto tecnicamente possibile, in ragione della sua intrinseca maggiore efficienza per tutti i soggetti del processo; davvero grande, infine, è stata l'opera prima di tutto culturale del presidente del Consiglio dell'ordine avvocato Nicola Mini e del referente informatico del Consiglio stesso, avvocato Remo Alfisi, che approfondendo e diffondendo le risposte tecniche ai problemi di accesso alle nuove tecnologie hanno dissolto, più che infrangerle, le barriere di misoneismo che inizialmente avevano levato la voce contro l'innovazione in difesa, di fatto, del procedimento cartaceo visibilmente inefficiente e insostenibile.

Così conquistato l'approdo dell'immediata fattibilità del processo civile telematico, molto screziato appare oggi il panorama della sua effettiva penetrazione nelle modalità operative dei suoi singoli attori.

Per quanto riguarda i giudici, la prospettiva di facoltatività dell'uso del telematico per tutte le procedure monitorie consente un approccio più morbido da parte dei meno entusiasti, progressivamente sempre più mossi dalla curiosità circa le potenzialità dell'ormai relativamente evoluta consolle del magistrato, le cui imperfezioni appaiono comunque non più gravi del rischio di smarrimento di un provvedimento cartaceo. Chi ha deciso di iniziare a redigere verbali e provvedimenti con la consolle ha dato tendenzialmente la propria preferenza ai verbali, ai decreti di fissazione d'udienza, alle ordinanze riservate. Soltanto nel momento in cui acquisiscono sicurezza nella relazione di questi tipi di atti, i colleghi si inoltrano nella sottoscrizione digitale dei provvedimenti a contenuto decisorio, suscettibili di essere o diventare titolo esecutivo.

Il principale ostacolo verso un uso a 360 gradi della possibilità di formare provvedimenti nativi telematici viene ravvisato nella necessità di predisporre frasari e modelli. Peraltro, nelle ultime settimane si registra una maggiore apertura all'ipotesi di un'informazione grafica dei provvedimenti all'interno dell'Ufficio, almeno in parte mediante la spontanea diffusione dei modelli redatti e archiviati sul server dal magistrato di riferimento per l'informatica. Ben più graduale è la crescita dell'archivio personale di ciascun giudice di punti di motivazione, che a differenza di frasari e modelli sono direttamente e intimamente connessi agli orientamenti interpretativi e redazionali del singolo. Alcuni giudici adottano, nell'ambito del potere di direzione del procedimento ex articolo 175 c.p.c., statuizioni intese a promuovere un impiego delle tecnologie del pct di in chiave efficientistica.

In particolare, l'utilità di disporre del testo delle conclusioni di merito e istruttorie da inserire dopo l'intestazione di ogni sentenza può indurre a disporre, contestualmente alla calendarizzazione dell'udienza di precisazione delle conclusioni, che ogni parte depositi almeno tre giorni prima dell'udienza stessa, tramite un applicativo del processo civile telematico, in formato che consenta la selezione parziale del testo, un atto contenente tutte e soltanto le conclusioni che intenderà precisare in udienza, integralmente per esteso e senza richiami per relazione a precedenti atti di causa (cfr. nota Ministero della Giustizia, DOG, DGSIA 10 gennaio 2013, protocollo 548). Analogamente, in sede di fissazione di udienza presidenziale o collegiale per le procedure di separazione consensuale e di divorzio congiunto le parti vengono invitate a depositare in formato telematico una sorta di memoria che si limiti a riprodurre le condizioni consensualmente convenute.

Per quanto attiene ai soggetti abilitati esterni, gli unici che abbiano finora fruito, seppure in minima parte, delle tecnologie pct sono gli Avvocati, tanto del Foro locale quanto di altri Fori, principalmente del Distretto fiorentino. Oltre al grande vantaggio di evitare le inevitabili file che si creano nelle Cancellerie, gli Avvocati senesi e poliziani e possono beneficiare di un risparmio di spese e tempi di trasferimento tutt'altro che trascurabile, tanto più a seguito dell'assai maggiore estensione territoriale che il circondario ha assunto in esito alla revisione della geografia giudiziaria ai sensi del decreto legislativo 155 del 2012. Altri pregi che al Foro non sono sfuggiti sono il superamento, in prospettiva, delle esigenze di ricostituzione degli atti processuali che spesso si impongono nei processi cartacei e il maggiore ordine che si garantisce negli atti del fascicolo di parte, anche ai fini della loro consultabilità e comparabilità da parte del giudicante: esempio paradigmatico è stato un deposito di oltre 10 documenti a contenuto catastale e urbanistico finalizzati a dare la prova della possibilità giuridica di un trasferimento immobiliare in sede di separazione consensuale. All'approccio inizialmente "elitario" nella fruizione delle nuove tecnologie fa ora seguito una fase di maggiore diffusione delle stesse, imperniata sulla formazione di classi di poco più di 20 avvocati a settimana da parte del COA stesso.

Sul versante della Cancelleria, si registra una buona uniformità della puntualità dei controlli della presenza di atti telematici, tanto provenienti dall'esterno, quanto provenienti dai giudici. Nella complessiva insostenibilità dei carichi di lavoro che il processo cartaceo ha gradualmente fatto incancrenire, la vieta mentalità secondo cui "il pubblico viene prima" soltanto se e quando si presenta fisicamente al bancone dell'operatore di Cancelleria sta gradatamente lasciando il passo a un più equilibrato approccio, conscio del fatto che accordare la giusta precedenza, in termini di puntualità e certezza, al "pubblico telematico" equivale a razionalizzare i processi e la gestione dei tempi di lavoro, abbreviare le lavorazioni, evitare errori; in una parola, costruire per sé e per tutti una giustizia civile più effettiva.

12 marzo 2014
Se ti piace questo articolo e trovi interessante la nostra rivista, iscriviti alla newsletter per ricevere gli aggiornamenti sulle nuove pubblicazioni.
La Cassazione si cimenta sulla firma digitale: solo CAdES o anche PAdES? 
Istruzioni per l’uso
La Cassazione si cimenta sulla firma digitale: solo CAdES o anche PAdES? Istruzioni per l’uso
di Gianmarco Marinai
Commento all’ordinanza n. 20672/2017 di rimessione alle Sezioni unite della questione concernente gli effetti della violazione delle disposizioni tecniche specifiche sulla forma degli “atti del processo in forma di documento informatico”
19 ottobre 2017
Un progetto di ufficio per il processo per la sezione in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell'Unione europea
Per un modello leggero (ma non un “guscio vuoto”!) di ufficio per il processo
Per un modello leggero (ma non un “guscio vuoto”!) di ufficio per il processo
di Roberto Braccialini
Giugno 2003. In coda ad un dibattito veramente intenso promosso dall’Associazione nazionale magistrati su protocolli, processo e organizzazione, sulla scia delle riflessioni maturate in quel contesto sul valore essenziale dell’organizzazione delle risorse a disposizione della giurisdizione per rendere effettivo il principio della ragionevole durata del processo, parte uno scambio di corrispondenza molto fitto su questi argomenti tra un giudice civile, un dirigente amministrativo ed un docente universitario che in capo a pochi mesi approda ad una felice formula organizzativa, la quale riassume in sé l’esigenza di coordinare le risorse esistenti in vista della migliore funzionalità per il processo
2 maggio 2017
Noterelle forse inattuali, ma di certo un po’ polemiche, su Costituzione e processo civile
Noterelle forse inattuali, ma di certo un po’ polemiche, su Costituzione e processo civile
di Bruno Capponi
Quale che sia il rito, o non-rito, che siano chiamati ad applicare, i giudici civili non potranno farlo nelle condizioni date, con l’ennesima riforma a costo zero. Se qualcosa deve cambiare, l’ultima in ordine di importanza è proprio il rito
20 ottobre 2016
PCT: due brevi pronunce su casella pec piena e deposito cartaceo non consentito
PCT: due brevi pronunce su casella pec piena e deposito cartaceo non consentito
di Gianmarco Marinai
Commento a Trib. Milano 20.4.2016 e Trib. Locri 12.7.2016
26 settembre 2016
Abolizione del processo civile?
Abolizione del processo civile?
di Giuliano Scarselli
Contro il progetto che fa del rito sommario la regola generale di cognizione dei diritti civili
18 luglio 2016
La XI Assemblea Nazionale degli Osservatori sulla Giustizia civile
La Cassazione per la prima volta alle prese con i problemi del processo civile telematico
Nuovi scenari del “dominio” @giustizia.it
Deposito di atti in formato PDF immagine: la questione è ancora aperta
Newsletter


Fascicolo 3/2017
A cosa serve la Corte di cassazione?
Le banche, poteri forti e diritti deboli
Prassi e orientamenti
La tenuta dei registri informatici e i risvolti sulla statistica del lavoro dei magistrati, tra bonifica dei dati e insufficienza delle griglie ministeriali*
La tenuta dei registri informatici e i risvolti sulla statistica del lavoro dei magistrati, tra bonifica dei dati e insufficienza delle griglie ministeriali*
di Marco Bisogni
L’autore individua le principali criticità delle “griglie” ministeriali e degli applicativi utilizzati per la formazione delle statistiche in ambito giudiziario. Propone, inoltre − dopo aver constatato che gli attuali sistemi sono orientati ad una rilevazione statistica di tipo meramente quantitativo (per lo più ancorata alla dicotomia sopravvenuti/esauriti) con le conseguenti inevitabili ricadute sull’impostazione del lavoro da parte del singolo magistrato (dirigente e non dirigente) − l’adozione di un diverso “paniere” statistico orientato anche alla rilevazione della qualità del lavoro svolto
20 novembre 2017
Sulla legittimazione ad agire per le discriminazioni collettive afferenti al fattore della nazionalità*
Sulla legittimazione ad agire per le discriminazioni collettive afferenti al fattore della nazionalità*
di Roberto Riverso
La questione processuale in esame – indispensabile ai fini della tutela effettiva del diritto – non è suscettibile di essere risolta sulla base di una semplice interpretazione letterale di un’unica disposizione sostanziale (l’art. 3 del d.lgs n. 215/2003) di provenienza comunitaria, dettata dall’intento di riservare ai singoli Stati la regolazione della materia dell’immigrazione; e che pertanto non interferisce con le regole processuali vigenti negli Stati membri. Si tratta invece di una questione articolata di cui il giudice deve farsi carico raccordando varie norme e principi (comunitari e costituzionali), senza parcellizzazioni, valorizzando l’interpretazione complessiva e l’intenzione dello stesso legislatore, il quale mostra in più sedi di considerare unitariamente i fattori di discriminazione, anche sotto il profilo della loro tutela processuale
2 novembre 2017
Il processo telematico e la lezione del Gattopardo
La Cassazione si cimenta sulla firma digitale: solo CAdES o anche PAdES? 
Istruzioni per l’uso
La Cassazione si cimenta sulla firma digitale: solo CAdES o anche PAdES? Istruzioni per l’uso
di Gianmarco Marinai
Commento all’ordinanza n. 20672/2017 di rimessione alle Sezioni unite della questione concernente gli effetti della violazione delle disposizioni tecniche specifiche sulla forma degli “atti del processo in forma di documento informatico”
19 ottobre 2017
L’affidamento del minore e la continuità affettiva: rivisitazione dell’<i>adozione mite</i> e nuove prospettive in tema di adozione
L’affidamento del minore e la continuità affettiva: rivisitazione dell’adozione mite e nuove prospettive in tema di adozione
di Valeria Montaruli
Pubblichiamo la relazione in tema di affidamento del minore tenuta a Catania il 13 giugno 2017
6 ottobre 2017
L’arte di respingere le domande tra serio e faceto