home search menu
Immigrazione: non servono riforme al buio
Leggi e istituzioni
Immigrazione: non servono riforme al buio
di Simona De Napoli
Avvocato del Foro di Bari
Considerazioni sul progetto governativo di riforma processuale in materia di protezione internazionale ed immigrazione

Il “Sole 24 Ore” del 14 luglio 2016 dà notizia dell'ennesimo progetto governativo di riforma processuale in materia di protezione internazionale ed immigrazione. I dettagli non sono noti, ma è verosimile che la sostanza del futuro ddl non si discosterà molto dalle linee esposte dal Ministro Orlando nella seduta del 21 giugno 2016 della Commissione monocamerale di inchiesta sul trattamento e la gestione dei migranti e sull'impegno delle risorse pubbliche, al cui resoconto stenografico conviene fare riferimento.

Un dato emerge subito dal resoconto: mentre si conoscono i numeri crescenti delle domande di asilo proposte alle Commissioni territoriali e le correlate percentuali di accoglimento e diniego, i dati delle controversie giudiziarie sull'asilo non sono noti, tranne che per la tendenza all'incremento esponenziale delle controversie risultante da una tabella “basata sulle rilevazioni a campione dei principali tribunali italiani”.

Addirittura, quando il deputato Rondini (Lega Nord) chiede dati più precisi, il Ministro risponde riservandosi di “fare avere i numeri richiesti dall'on. Rondini nel dettaglio, sapendo già che in alcuni casi la dimensione è solo quella del campione dato da un certo numero di Tribunali”. Ma quale valida modifica delle normative è possibile se non si dispone dei dati del contenzioso? Dati che per il Ministro si avranno sempre e solo a campione.

Non può dirsi poi che gli uffici ministeriali di supporto siano sempre consapevoli delle questioni trattate, se si considera che l'on. Orlando da un lato rivendica al recente d.lgs. 142/15 l'estensione del rito sommario di cognizione alle procedure di protezione internazionale (invero regolate dal rito sommario sin dal 2011), e dall'altro, pochi paragrafi dopo, annuncia il progetto di sottrarre tali procedure al rito sommario per riportarle nell'alveo della volontaria giurisdizione.

Né si comprende in che modo il Ministero possa “impartire specifiche istruzioni agli uffici giudiziari al fine di rendere omogeneo il procedimento su tutto il territorio nazionale”, o se le istituende sezioni specializzate in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini della UE assorbirebbero tutte le competenze, oggi irrazionalmente divise (come sottolinea il deputato Brescia di M5S) tra giudice di pace, giudice ordinario e giudice amministrativo.

Certo è che con la creazione ex abrupto di queste sezioni, in un contesto culturale nel quale buona parte della magistratura e dell'avvocatura sono ancora poco consapevoli dell'importanza e della complessità anche giuridica della materia, si rischierebbe facilmente di avere, al di là delle intenzioni, una sorta di uffici-ghetto, carenti di sufficienti risorse materiali e professionali.

Per non parlare del progettato radicamento delle sezioni in sole dodici sedi distrettuali, con uno svuotamento del principio del giudice naturale che molto inciderebbe sull'attività dei difensori, già ostacolati in tanti modi nel rapporto professionale con i propri assistiti (si pensi solo ai frequenti trasferimenti dei richiedenti asilo da una regione d'Italia all’altra durante la pendenza del giudizio, che comprimono enormemente il diritto di difesa precludendo sia la comparizione davanti al giudice naturale per l'intervista sia ancor più la possibilità di conferire liberamente con il proprio avvocato).

Ancor più preoccupante, se possibile, è l'intenzione di rendere l'istruttoria delle cause di protezione, e persino l'udienza per la loro trattazione, una mera eventualità, magari surrogabile con espedienti costosi e farraginosi quali le videoregistrazioni delle audizioni davanti alle Commissioni e le videoconferenze (come per i pentiti di mafia?) per le procedure di convalida dei trattenimento nei CIE.

Come se il giudice che volesse visionare quelle videoregistrazioni lo potesse fare da solo nel chiuso della propria stanza, in violazione del divieto di scienza privata, anziché in contraddittorio con le parti. Ma poi, perché mai lo Stato deve spendere tanto denaro per videoregistrazioni e collegamenti audiovisivi quando non riesce ad assicurare servizi efficienti di interpreti, ancor oggi pagati con gli importi ridicoli dei non aggiornati onorari a vacazione?

Colpisce poi che, a fronte della differente valutazione dell'operato delle Commissioni rispetto a quello dei giudici (più affidabili le prime per i commissari di Lega e FI-PDL, Rondini e Ravetto; più affidabili i secondi per i commissari di M5S e Pd, Brescia e Carnevali), che non richiedeva certo di “schierarsi” ma di cercare di individuare le ragioni dei frequenti ribaltamenti delle decisioni (Ravetto), il Ministro non abbia modo di rispondere.

Ed allora, prima di intraprendere le ennesime riforme processuali – comprendenti persino l'abolizione nelle cause di protezione dell'appello, garanzia indispensabile per tutti che bene ha funzionato e funziona -, i decisori politici bene potrebbero utilizzare le modeste risorse disponibili non già per videoregistrazioni e collegamenti audiovisivi o per creare tribunali specializzati (speciali?), ma per assumere personale adeguato, per retribuire bene gli interpreti, per la raccolta organica e ragionata dei dati statistici del contenzioso. E magari, sia detto sommessamente, potrebbero persino chiedere all'Avvocatura la sua opinione.

 

21 luglio 2016
Se ti piace questo articolo e trovi interessante la nostra rivista, iscriviti alla newsletter per ricevere gli aggiornamenti sulle nuove pubblicazioni.
Cassazione, sulla questione della retroattività della legge abrogatrice della protezione umanitaria
L’accesso degli stranieri al lavoro nella pubblica amministrazione e l’adeguamento (solo giurisprudenziale) alla disciplina europea
I respingimenti in mare dopo il cd. decreto sicurezza-bis (ed in particolare alla luce del comma 1-ter dell’art. 11 del d.lgs n. 286/1998)
I respingimenti in mare dopo il cd. decreto sicurezza-bis (ed in particolare alla luce del comma 1-ter dell’art. 11 del d.lgs n. 286/1998)
di Stefano Calabria
I diritti fondamentali dei migranti soccorsi in mare e il correlativo quadro dei doveri delle autorità statuali alla luce dei precedenti delle Corti sovranazionali. Qual è l’incidenza del cd. decreto sicurezza-bis? Il caso Sea Watch e la discussa questione dell’adempimento di un dovere
29 luglio 2019
L’ipotesi di applicazione retroattiva dell’abrogazione della protezione umanitaria ai procedimenti pendenti: una lettura critica della questione rimessa alle Sezioni unite
L’ipotesi di applicazione retroattiva dell’abrogazione della protezione umanitaria ai procedimenti pendenti: una lettura critica della questione rimessa alle Sezioni unite
di Nicola Canzian
Il contributo analizza in chiave critica le ordinanze che hanno rimesso alle SU la questione degli effetti intertemporali della protezione umanitaria. Questo orientamento propende per l’applicazione immediata delle nuove norme, ritenendo che il diritto a tale protezione sia una fattispecie a formazione progressiva; a questa ricostruzione si contrappongono i più convincenti argomenti dell’opposto orientamento, secondo cui la riforma non può essere applicata a chi già vantava il diritto alla protezione umanitaria, inteso quale diritto umano che preesiste al suo riconoscimento in sede amministrativa o giurisdizionale.
25 luglio 2019
Quando il diritto è vita. Note a margine dell’ordinanza del Tribunale di Roma del 21 febbraio 2019
Quando il diritto è vita. Note a margine dell’ordinanza del Tribunale di Roma del 21 febbraio 2019
di Carla Lucia Landri* e Claudia Pretto**
L’art. 25 del Codice visti dell’Unione europea può in taluni casi essere applicato direttamente ed invocato di fronte al giudice nazionale, in mancanza di rilascio di visto da parte della Rappresentanza diplomatica competente
8 luglio 2019
La protezione complementare dopo il dl 113/2018: inquadramento sistematico, questioni di legittimità costituzionale *
di Fabrizio Gallo
Un tema difficile, uno sguardo diverso. L'analisi della riforma dall'angolo visuale della Pubblica amministrazione
5 luglio 2019
Caso Sea Watch 3, la “scandalosa” ordinanza di rigetto del gip di Agrigento
Caso Sea Watch 3, la “scandalosa” ordinanza di rigetto del gip di Agrigento
di Andrea Natale
La richiesta di convalida dell'arresto di Carola Rackete è stata respinta. Una decisione che ricorda l'esistenza di una gerarchia di documenti normativi che antepone la Costituzione e le convenzioni internazionali ai provvedimenti amministrativi di un Ministro
3 luglio 2019
La replica del Tribunale di Firenze alle ordinanze Cass. nn. 1750 e 1751 del 2019 in vista della pronuncia delle Sezioni unite
La replica del Tribunale di Firenze alle ordinanze Cass. nn. 1750 e 1751 del 2019 in vista della pronuncia delle Sezioni unite
di Cecilia Pratesi
L’interpretazione degli effetti della successione di leggi nel tempo nell’abrogazione della disciplina della protezione umanitaria implica molteplici profili di ricostruzione sistematica del diritto di asilo, con numerose e complesse conseguenze in diritto. Nota a Tribunale Firenze, 22 maggio 2019
1 luglio 2019
Vietato “girare in asciugamano”: i regolamenti interni degli hotspot tra illegittimità e retoriche discriminanti
Vietato “girare in asciugamano”: i regolamenti interni degli hotspot tra illegittimità e retoriche discriminanti
di Lucia Gennari* e Francesco Ferri**
Le strutture hotspot aperte a partire dal 2015 dal Governo italiano su sollecitazione della Commissione europea, operano in assenza di una legge organica e sono tuttora regolate da atti amministrativi e prassi di polizia
24 giugno 2019
A proposito del decreto sicurezza-bis
A proposito del decreto sicurezza-bis
di Andrea Natale
Il contributo analizza le principali novità introdotte dal cd. decreto sicurezza-bis e riflette su possibili frizioni tra quelle disposizioni e alcune previsioni normative poste a garanzia di diritti fondamentali
20 giugno 2019
Newsletter


Fascicolo 2/2019
Famiglie e Individui. Il singolo nel nucleo

Il codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza: idee e istituti
Leggi e istituzioni
Fiato alla speranza: l’ergastolo ostativo e la Costituzione *
di Marcello Bortolato
Nell’opinione pubblica, anche qualificata, continua a essere diffusa l’idea che l’ergastolo sia una pena riducibile e che il “fine pena mai” non esista. È vero il contrario. Mentre è in calo il numero dei reati, le condanne ergastolo aumentano e, tra esse, quelle all’ergastolo effettivamente senza right to hope, senza via di uscita. Ostativo, viene comunemente definito. Un magistrato di sorveglianza ci spiega bene cosa è e perché non dovrebbe avere cittadinanza nel nostro ordinamento, tanto più dopo la sentenza della Corte di Strasburgo Viola c. Italia. Lo pubblichiamo per sfatare luoghi comuni e false giustificazioni, in attesa che il 22 ottobre si pronunci la Corte costituzionale
15 ottobre 2019
Ordinanze prefettizie, libertà di riunione e diritto al conflitto
Ordinanze prefettizie, libertà di riunione e diritto al conflitto
di Alessandro Bellavista
L’ordinanza del prefetto di Siracusa, la libertà di riunione e l’art. 2 TULPS all’esame del giudice amministrativo
27 settembre 2019
La Cassazione giudice dell’attrazione in autodichia *
di Giampiero Buonomo
A due anni di distanza dalla sentenza n. 262 del 2017 della Corte costituzionale, le ordinanze 5 maggio-8 luglio 2019 nn. 18265 e 18266 delle Sezioni unite civili della Corte di cassazione, pronunciate in sede di regolamento di giurisdizione, affermano che i titolari di vitalizio parlamentare non sono terzi − rispetto all’Istituzione cui appartennero − e che, pertanto, i loro ricorsi rifluiscono in autodichia
17 settembre 2019
La cd. legge spazzacorrotti: analisi e problematiche delle novità sostanziali e processuali della legge n. 3 del 2019 *
di Luca Tescaroli
Nel partire dall’assunto che l’effettività della risposta sanzionatoria non dipende solo dalle norme incriminatrici ma anche dall’ampiezza e incisività degli strumenti investigativi a disposizione, la Legge n. 3 del 9 gennaio 2019 ha introdotto nuove ed eterogenee misure finalizzate ad accrescere sia l’efficacia repressiva che quella preventiva dell’azione di contrasto alla corruzione
9 settembre 2019
I respingimenti in mare dopo il cd. decreto sicurezza-bis (ed in particolare alla luce del comma 1-ter dell’art. 11 del d.lgs n. 286/1998)
I respingimenti in mare dopo il cd. decreto sicurezza-bis (ed in particolare alla luce del comma 1-ter dell’art. 11 del d.lgs n. 286/1998)
di Stefano Calabria
I diritti fondamentali dei migranti soccorsi in mare e il correlativo quadro dei doveri delle autorità statuali alla luce dei precedenti delle Corti sovranazionali. Qual è l’incidenza del cd. decreto sicurezza-bis? Il caso Sea Watch e la discussa questione dell’adempimento di un dovere
29 luglio 2019
La dirigenza descritta dalla proposta di Riforma del Ministro Bonafede
La dirigenza descritta dalla proposta di Riforma del Ministro Bonafede
di Ezia Maccora* e Marco Patarnello**
Il recupero dell’anzianità, l’abolizione dei semidirettivi e un capo dell’ufficio giudiziario vero dominus indiscusso: ecco i tratti salienti della proposta di riforma
15 luglio 2019