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L’arte di respingere le domande tra serio e faceto
Prassi e orientamenti
L’arte di respingere le domande tra serio e faceto
di Giuliano Scarselli
Ordinario di diritto processuale civile, Università di Siena
Avvocato

Pubblichiamo volentieri l’articolo di Giuliano Scarselli intitolato L’arte di respingere le domande tra serio e faceto.

I problemi che Scarselli solleva sono, in realtà, assai seri e non tanto faceti. Sono problemi che investono il modo di fare il giudice, i benefici e gli inconvenienti dell’esercizio dei poteri ufficiosi nel processo civile e, più in generale, l’uso corretto delle regole processuali, il loro rapporto con l’esigenza di tutela dei diritti sostanziali fatti valere in giudizio, gli effetti dell’aumento della domanda di giustizia e la difficoltà di fronteggiarla in tempi ragionevoli senza che ciò significhi rispondere male o non rispondere affatto.

Si tratta di temi così cruciali da richiedere – ci sembra – una seria riflessione, che l’articolo di Scarselli ha il merito di inaugurare e che ci auguriamo possa essere ulteriormente sviluppata da altri interventi, che ci piacerebbe poter ugualmente pubblicare sulla Rivista on-line nella prospettiva di dare poi eventualmente vita ad un obiettivo da ospitare in uno dei numeri della trimestrale nel corso del prossimo anno.

La redazione

4 ottobre 2017
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L’abuso del processo penale
L’abuso del processo penale
di Luigi Pacifici
L’abuso del processo costituisce una valvola di autotutela per l’ordinamento, elaborata, in ambito dottrinale e giurisprudenziale, al fine di evitare che i diritti da esso garantiti siano esercitati o realizzati, pur a mezzo di un intervento giurisdizionale, in maniera abusiva, ovvero eccessiva e distorta
19 settembre 2018
Intangibilità della giurisdizione, giusto processo ed effettività della tutela. Domande connesse e derogabilità della giurisdizione*
di Gabriele Serra
Lo scritto affronta il tema del principio di inderogabilità della giurisdizione e della conseguente rilevabilità d’ufficio in ogni stato e grado del processo del difetto di giurisdizione, in particolare nel rapporto tra giudice ordinario e giudice amministrativo, ponendolo in relazione con i principi, di rango costituzionale, della ragionevole durata del processo e dell’effettività della tutela. In questa direzione, poste alcune brevi premesse storiche in ordine al principio di intangibilità, l’A. conduce un breve viaggio negli ordinamenti francese e tedesco, al fine di esaminare i principali istituti volti a regolare il riparto di giurisdizione tra giudice ordinario e giudice amministrativo e le problematiche connesse. Su tali basi, anche comparate, viene allora esaminata, in ipotetiche quattro tappe evolutive, la giurisprudenza delle Sezioni unite della Corte di cassazione (e della Corte costituzionale), circa il bilanciamento tra i principi in esame, che ha visto una sempre maggiore erosione del principio di intangibilità della giurisdizione a fronte di esigenze di tutela della ragionevole durata del processo e dell’effettività della tutela. Alla luce di tale percorso interpretativo, l’A. affronta infine la problematica, ancora aperta, della connessione tra domande giudiziali quale istituto idoneo o meno a derogare la giurisdizione
19 giugno 2018
La Corte costituzionale ed il regime delle spese di giudizio nel processo del lavoro
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Con la sentenza n. 77 del 2018, la Corte costituzionale cancella la riforma del 2014 che limitava fortemente la possibilità di compensazione fra le parti all'esito del giudizio civile e affida al giudice, ed in particolare a quello del lavoro, uno strumento efficace di adeguamento del regolamento delle spese alle peculiarità del caso concreto.
1 maggio 2018
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Fascicolo 2/2018
L’ospite straniero.
La protezione internazionale
nel sistema multilivello di tutela
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Prassi e orientamenti
Quando il giudice deve “fare da sé” *
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Dove si colloca il confine tra interpretazione conforme alla Costituzione e disapplicazione della disposizione del testo normativo? Fino a che punto deve giungere lo sforzo interpretativo adeguatore del giudice remittente? Il saggio offre risposte a queste domande, unisce riflessioni teoriche e incursioni giurisprudenziali, attraversa il punto di vista della Corte costituzionale e quello dei giudici ordinari e, non da ultimo, mette in guardia da atteggiamenti supini e deresponsabilizzanti: interpretare, nel segno della Costituzione, non è, infatti, compito esclusivo della Corte costituzionale. In coda al brano, uno strumento prezioso: un breve manuale pratico per il giudice remittente
22 ottobre 2018
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17 ottobre 2018
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Un progetto tabellare e un protocollo di ampio respiro: così il Tribunale di Livorno attua qualità e efficacia nella gestione del contenzioso per la famiglia e i minori
2 ottobre 2018
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1 ottobre 2018
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di Stefano Greco
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18 luglio 2018