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Il sasso nello stagno
a cura di Antonio Lamorgese, consigliere Corte di cassazione
L’eccesso di potere giurisdizionale e il diritto eurounitario
L’eccesso di potere giurisdizionale e il diritto eurounitario
di Antonio Lamorgese

Perché questa rubrica

22 dicembre 2015

Nessuno meglio di Gianni Rodari ha descritto gli effetti di un sasso nello stagno: Un sasso gettato in uno stagno suscita onde concentriche che si allargano sulla sua superficie, coinvolgendo nel loro moto, a distanze diverse, con diversi effetti, la ninfea e la canna, la barchetta di carta e il galleggiante del pescatore.

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Fino a quando il giudice amministrativo si occupava quasi esclusivamente degli interessi legittimi e solo eccezionalmente dei diritti soggettivi, limitato era il contenzioso dinanzi alle Sezioni Unite per “eccesso di potere giurisdizionale” da parte del Consiglio di Stato (e della Corte dei conti), sindacato questo che, secondo un’antica tradizione, inerisce al nucleo ideologico dei “motivi inerenti alla giurisdizione”. Quella di affidare all’organo di vertice della giurisdizione ordinaria – composto esclusivamente da giudici ordinari – il ruolo di organo regolatore della giurisdizione si spiega per una precisa scelta del Costituente, quindi non sovvertibile dal legislatore ordinario (la regolazione della giurisdizione implica un giudizio sui limiti della giurisdizione ordinaria rispetto a quella amministrativa ed è quindi “giudizio sui limiti dei diritti soggettivi”). Oggi, a seguito della ben nota espansione della giurisdizione esclusiva e della proiezione del giudice amministrativo nella dimensione civilistica, il contenzioso per eccesso di potere giurisdizionale da parte del Consiglio di Stato è aumentato al punto da dare luogo ad un assedio alle Sezioni Unite, la cui reazione è di respingimento dei ricorsi, con rare eccezioni. L’armamentario concettuale utilizzato a tal fine (circa il controllo dei soli limiti esterni della giurisdizione) è obsoleto e inadatto a fronteggiare una domanda di giustizia sempre più pressante, in particolare quando vengono in gioco diritti fondamentali di rilievo eurounitario, la cui violazione è fonte di responsabilità per lo Stato.

18 aprile 2017
Giurisdizione, organizzazione, risorse, innovazione e territorio
La legge n. 161/2017 e le sue modifiche al d.lgs n. 159/2011 in tema di applicazione di misure di prevenzioni patrimoniali agli indiziati di reati contro la Pubblica amministrazione. Un invito alla magistratura: <i>adelante con juicio</i>
Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente e attività giurisdizionale
Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente e attività giurisdizionale
di Giuseppe Battarino
La legge 28 giugno 2016, n. 132, organizza il Sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente, articolato in ISPRA e Agenzie ambientali regionali, e contiene norme che hanno riflessi anche sull'attività giurisdizionale. Si prefigurano opportunità che potranno diventare concrete con un’adeguata organizzazione del Sistema e una capacità di dialogo tra i diversi attori
5 dicembre 2017
Il concorso per assistenti giudiziari: ultima chiamata per la sopravvivenza degli uffici giudiziari
Il concorso per assistenti giudiziari: ultima chiamata per la sopravvivenza degli uffici giudiziari
di Claudio Castelli
Per molti uffici l’immissione di nuovo personale all’esito di questo concorso, entro la fine dell’anno, è l’ultima chiamata per la sopravvivenza del servizio giustizia
27 settembre 2017
Il “concorsone” e la sfida al futuro dell'amministrazione della giustizia
Il “concorsone” e la sfida al futuro dell'amministrazione della giustizia
di Massimo Turtulici
Con una introduzione di Barbara Fabbrini (Direttore generale del personale e della formazione, Ministero della giustizia)
15 settembre 2017
La partecipazione degli stranieri extracomunitari regolari al concorso pubblico per assistente giudiziario
La giurisdizione del giudice ordinario e il diritto Ue*
L'imbroglio della semplificazione: perché siamo noi le vittime della guerra alla burocrazia
L'imbroglio della semplificazione: perché siamo noi le vittime della guerra alla burocrazia
di Giulia Locati* e Rita Sanlorenzo**
Recensione al libro di Andrea Carapellucci (ed. Castelvecchi)
4 luglio 2016

Perché questa rubrica

22 dicembre 2015

Nessuno meglio di Gianni Rodari ha descritto gli effetti di un sasso nello stagno: Un sasso gettato in uno stagno suscita onde concentriche che si allargano sulla sua superficie, coinvolgendo nel loro moto, a distanze diverse, con diversi effetti, la ninfea e la canna, la barchetta di carta e il galleggiante del pescatore. Oggetti che se ne stavano ciascuno per conto proprio, nella sua pace o nel suo sonno, sono come richiamati in vita, obbligati a reagire, a entrare in rapporto tra loro... Innumerevoli eventi, o microeventi, si succedono in un tempo brevissimo. Forse nemmeno ad aver tempo e voglia si potrebbero registrare tutti, senza omissioni.

Sono le parole con le quali l’Autore, nel 1973, introduceva il primo capitolo della sua Grammatica della Fantasia e con le quali vogliamo inaugurare questa nuova rubrica, che da quella celebre pagina trae spunti e suggestioni.

Un titolo che svela subito le intenzioni: lanciare argomenti di discussione e di provocazione; provare a scavare dietro la superficie di alcune interpretazioni sedimentate, granitiche o sinora indiscusse, per verificarne la persistente attualità o svelarne l’obsolescenza, anche in termini di distanza dai valori costituzionali; analizzare e criticare la fenomenologia dei provvedimenti giudiziari e delle decisioni dell’autogoverno; proporre ermeneutiche alternative che allarghino il campo dei diritti.

 

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La decisione del Tribunale di Messina sulla responsabilità civile del pubblico ministero per omessa perquisizione. Un punto di vista di parte
La decisione del Tribunale di Messina sulla responsabilità civile del pubblico ministero per omessa perquisizione. Un punto di vista di parte
di Giuseppe Cascini* e Paolo Ielo**
La decisione del Tribunale di Messina, che ha riconosciuto la responsabilità civile del pubblico ministero per la mancata adozione di iniziative idonee ad impedire l'omicidio di una donna da parte dell'ex-compagno, ha suscitato ampia discussione, all'interno e all'esterno della magistratura. L'articolo che pubblichiamo, scritto da due pubblici ministeri di lungo corso, analizza criticamente la decisione dall'angolo visuale del pubblico ministero ed esprime le preoccupazioni di molti magistrati per i rischi derivanti da un eccessivo ampliamento del giudizio di responsabilità civile dei magistrati
5 luglio 2017
La responsabilità civile del pubblico ministero per omessa perquisizione: la sottile linea fra percezione e valutazione
La responsabilità civile del pubblico ministero per omessa perquisizione: la sottile linea fra percezione e valutazione
di Enrico Scoditti
La responsabilità civile del magistrato riguarda non l’interpretazione della legge o la valutazione del fatto, le quali connotano la funzione giudiziaria, ma l’errore percettivo sulla disposizione legislativa quale enunciato linguistico o sugli elementi del fatto. La sentenza del Tribunale di Messina, che ha riconosciuto la responsabilità civile del pubblico ministero per omessa perquisizione, rappresenta un caso paradigmatico anche per i riferimenti al problema del nesso di causalità ed alle peculiarità della figura del pubblico ministero
26 giugno 2017
L’evoluzione del sistema della responsabilità civile ed i danni punitivi
I mutevoli orientamenti della giurisprudenza di legittimità in materia bancaria
L’assegno divorzile e il dogma della conservazione del tenore di vita matrimoniale
Il “nuovo” V comma T.U. n. 309/1990: dal reato di quantità al reato di condotta?
Il “nuovo” V comma T.U. n. 309/1990: dal reato di quantità al reato di condotta?
di Lorenzo Miazzi
Una riflessione sulla portata della modifica legislativa su cui, forse, si è poco riflettuto
18 gennaio 2016