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Il sasso nello stagno
a cura di Antonio Lamorgese, consigliere Corte di cassazione
L’eccesso di potere giurisdizionale e il diritto eurounitario
L’eccesso di potere giurisdizionale e il diritto eurounitario
di Antonio Lamorgese

Perché questa rubrica

22 dicembre 2015

Nessuno meglio di Gianni Rodari ha descritto gli effetti di un sasso nello stagno: Un sasso gettato in uno stagno suscita onde concentriche che si allargano sulla sua superficie, coinvolgendo nel loro moto, a distanze diverse, con diversi effetti, la ninfea e la canna, la barchetta di carta e il galleggiante del pescatore.

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Fino a quando il giudice amministrativo si occupava quasi esclusivamente degli interessi legittimi e solo eccezionalmente dei diritti soggettivi, limitato era il contenzioso dinanzi alle Sezioni Unite per “eccesso di potere giurisdizionale” da parte del Consiglio di Stato (e della Corte dei conti), sindacato questo che, secondo un’antica tradizione, inerisce al nucleo ideologico dei “motivi inerenti alla giurisdizione”. Quella di affidare all’organo di vertice della giurisdizione ordinaria – composto esclusivamente da giudici ordinari – il ruolo di organo regolatore della giurisdizione si spiega per una precisa scelta del Costituente, quindi non sovvertibile dal legislatore ordinario (la regolazione della giurisdizione implica un giudizio sui limiti della giurisdizione ordinaria rispetto a quella amministrativa ed è quindi “giudizio sui limiti dei diritti soggettivi”). Oggi, a seguito della ben nota espansione della giurisdizione esclusiva e della proiezione del giudice amministrativo nella dimensione civilistica, il contenzioso per eccesso di potere giurisdizionale da parte del Consiglio di Stato è aumentato al punto da dare luogo ad un assedio alle Sezioni Unite, la cui reazione è di respingimento dei ricorsi, con rare eccezioni. L’armamentario concettuale utilizzato a tal fine (circa il controllo dei soli limiti esterni della giurisdizione) è obsoleto e inadatto a fronteggiare una domanda di giustizia sempre più pressante, in particolare quando vengono in gioco diritti fondamentali di rilievo eurounitario, la cui violazione è fonte di responsabilità per lo Stato.

18 aprile 2017

Perché questa rubrica

22 dicembre 2015

Nessuno meglio di Gianni Rodari ha descritto gli effetti di un sasso nello stagno: Un sasso gettato in uno stagno suscita onde concentriche che si allargano sulla sua superficie, coinvolgendo nel loro moto, a distanze diverse, con diversi effetti, la ninfea e la canna, la barchetta di carta e il galleggiante del pescatore. Oggetti che se ne stavano ciascuno per conto proprio, nella sua pace o nel suo sonno, sono come richiamati in vita, obbligati a reagire, a entrare in rapporto tra loro... Innumerevoli eventi, o microeventi, si succedono in un tempo brevissimo. Forse nemmeno ad aver tempo e voglia si potrebbero registrare tutti, senza omissioni.

Sono le parole con le quali l’Autore, nel 1973, introduceva il primo capitolo della sua Grammatica della Fantasia e con le quali vogliamo inaugurare questa nuova rubrica, che da quella celebre pagina trae spunti e suggestioni.

Un titolo che svela subito le intenzioni: lanciare argomenti di discussione e di provocazione; provare a scavare dietro la superficie di alcune interpretazioni sedimentate, granitiche o sinora indiscusse, per verificarne la persistente attualità o svelarne l’obsolescenza, anche in termini di distanza dai valori costituzionali; analizzare e criticare la fenomenologia dei provvedimenti giudiziari e delle decisioni dell’autogoverno; proporre ermeneutiche alternative che allarghino il campo dei diritti.

 

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La decisione del Tribunale di Messina sulla responsabilità civile del pubblico ministero per omessa perquisizione. Un punto di vista di parte
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