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Messa alla prova e tenuità del fatto nella giurisprudenza di legittimità
Giurisprudenza e documenti
Messa alla prova e tenuità del fatto nella giurisprudenza di legittimità
di Giovanni Zaccaro
Giudice del Tribunale di Bari
Una ricognizione sui principali approdi interpretativi in materia di messa alla prova e tenuità del fatto

Sommario

1) La Messa alla prova. 

1.A) Premessa. 

1.B) Limiti edittali all’applicabilità della sospensione del procedimento con messa alla prova. 

1.C) L’inapplicabilità dell’istituto della sospensione con messa alla prova in caso di dichiarazione di apertura del dibattimento anteriore alla legge n. 67 del 2014. 

1.D) L’inapplicabilità della messa alla prova nel giudizio di appello e di cassazione. 

1.E) La questione circa l’autonoma ricorribilità per cassazione dell’ ordinanza di rigetto dell’istanza di sospensione del procedimento con messa alla prova. 

1.F) L’esclusione di un’ammissione parziale all’istituto. 

1.G) Superfluità della confessione e regime di utilizzabilità delle dichiarazioni eventualmente rese. 

1.H) Messa alla prova ed incompatibilità. 

1.I) Messa alla prova e qualificazione del fatto. 

1.L) Messa alla prova e decreto penale di condanna. 

1.M) La competenza ad adottare le sanzioni amministrative. 

2) La speciale tenuità del fatto. 

2.A) Premessa. 

2.B) Speciale tenuità del fatto e soglie di punibilità. 

2.C) Profili di diritto intertemporale. 

2.D) L’operatività nel giudizio innanzi al giudice di pace. 

2.E) Alcuni profili processuali. 

6 ottobre 2016
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Ancora in tema di continuazione e particolare tenuità del fatto
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di Federico Piccichè
Nota a Cass. Pen., Sez. V, Sent. 31 maggio 2017 (dep. 19 luglio 2017), n. 35590, Pres. Palla, Rel. Gorjan
22 settembre 2017
Continuazione e particolare tenuità del fatto
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Nota a Cass. Pen., Sez. II, Sent. 29 marzo 2017 (dep. 26 aprile 2017), n. 19932, Pres. De Crescienzo, Rel. Pellegrino
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L'applicazione della causa di non punibilità di cui all'art. 131 bis c.p. al vaglio delle Sezioni Unite in relazione all'art.186 C.d.s.
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Sulle due recenti pronunce delle Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione in relazione all’operatività della nuova causa di non punibilità rispetto ai reati di guida in stato di ebbrezza e di rifiuto di sottoporsi al test alcolemico
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Fascicolo 3/2017
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Il cd. decreto Minniti-Orlando non limita solo le possibilità di una compiuta difesa del richiedente asilo, ma prevede anche che, se la decisione viene impugnata e il giudice «rigetta integralmente il ricorso», il gratuito patrocinio ammesso in via anticipata e provvisoria venga di fatto revocato, salvo che lo stesso giudice non indichi «le ragioni per cui non ritiene le pretese manifestamente infondate».
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Commento alla circolare emanata dal procuratore della Repubblica di Napoli il 19 dicembre scorso sulla “Diffusione e pubblicazione di immagini di persone tratte in arresto o sottoposte a fermo di polizia giudiziaria”
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Nota a Cass. Pen., Sez. unite, Sent. 22 giugno 2017 (dep. 13 ottobre 2017), n. 47374, Pres. Canzio, Rel. Bonito
19 dicembre 2017
Gli strumenti di tutela preferenziale del credito nella crisi familiare: profili processuali dell’iscrizione ipotecaria di cui all’art. 156, comma 5 cc. Note a Corte di appello di Firenze, seconda sez. civ., 25 febbraio 2017
Gli strumenti di tutela preferenziale del credito nella crisi familiare: profili processuali dell’iscrizione ipotecaria di cui all’art. 156, comma 5 cc. Note a Corte di appello di Firenze, seconda sez. civ., 25 febbraio 2017
di Beatrice Ficcarelli
L’Autrice, delineato il quadro normativo in cui si inserisce la previsione (iscrizione di ipoteca giudiziale sulla base della sentenza che pronunzia la separazione, a tutela dei crediti di mantenimento, a contenuto non patrimoniale), ritiene non totalmente condivisibile l’orientamento giurisprudenziale della suprema Corte e della giurisprudenza di merito maggioritaria, che richiede, per procedersi a iscrizione ipotecaria, anche la sussistenza del requisito del periculum in mora. La opposta, rigorosa, interpretazione (che richiede la sola esistenza del titolo ai fini della iscrizione), viene ritenuta preferibile, ma necessitante di correttivi rinvenibili sia nella tutela di urgenza azionabile dal debitore a fronte di un danno grave e irreparabile derivante dalla iscrizione ipotecaria sia nell’alternativo ricorso, da parte del creditore, alle misure coercitive previste dall’ordinamento (o da prevedersi).
15 dicembre 2017
Un'interessante decisione sulla legge Mancino. Nota a sentenza del Tribunale di Vercelli del 24 maggio 2017
Un'interessante decisione sulla legge Mancino. Nota a sentenza del Tribunale di Vercelli del 24 maggio 2017
di Fabrizio Filice
Con la sentenza in oggetto, il Tribunale ha assolto due attivisti dall’area antagonista locale dall’imputazione del reato di cui all’articolo 3, comma 1, lett a), della l. n. 654/1975 (legge Mancino), contestata loro per avere appeso alla cancellata della Sinagoga di Vercelli un drappo con la scritta “#STOP BOMBING GAZA ISRAELE ASSASINI FREE PALESTINE”. La nota, ripercorrendo l’iter motivazionale della sentenza, illustra come sia stata decisiva la ricostruzione del contesto politico in cui si sono svolti i fatti. Nell'estate del 2014, infatti, era in corso una campagna militare delle Forze di difesa israeliane contro i guerriglieri palestinesi di Hamas, in cui sono rimasti uccisi più di duemila civili, fra cui centinaia di bambini. Determinante è stata anche la storia personale dei due imputati, che gli stessi rappresentanti delle forze dell’ordine locali, sentiti come testi istituzionali, hanno attestato essere imperniata, fin da quando erano studenti, a posizioni politiche nettamente contrarie all’antisemitismo o al revisionismo sulla Shoah, e anzi ispirate ai valori dell’antifascismo e dell’antirazzismo: posizioni che non si erano modificate nel tempo, in modo da rivelare come anche la scritta ingiuriosa oggetto di imputazione fosse attribuibile non già a un sentimento di ostilità nei confronti del popolo israeliano in quanto popolo ebraico, bensì contro la politica militare israeliana; il che, avendo riguardo all’oggettività giuridica della fattispecie, ha di fatto incrinato la sussistenza del suo elemento caratteristico, che è l’”odio razziale o etnico” quale motivo ispiratore della condotta.
13 dicembre 2017