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Questione curda e protezione internazionale in una recente sentenza della Corte d'Appello di Bari
Giurisprudenza e documenti / giurisprudenza di merito
Questione curda e protezione internazionale in una recente sentenza della Corte d'Appello di Bari
Corte d'Appello Bari, 17 novembre 2015

La sentenza che si presenta, relativa a domanda di protezione internazionale trattata con rito sommario, riguarda un cittadino turco di etnia curda, impegnato nel partito indipendentista HDP come iscritto privo di compiti dirigenziali.

Il richiedente asilo assumeva che, dopo passati controlli vessatori di polizia, era emigrato nel timore di subire torture come altri suoi compagni, come lui coinvolti in una manifestazione nel 2011.

La Corte di Appello di Bari ha dapprima dato atto della credibilità del racconto del richiedente asilo, non mancando di attestare che l'altro partito indipendentista curdo, il PKK, non rifugge dalla violenza ma non è (contrariamente a una diffusa vulgata) un'organizzazione terrorista, come accertato della giustizia sovranazionale.

Successivamente la Corte ha analizzato, in base al notorio storico e giornalistico emergente anche da Internet, lo stato attuale della questione curda e la generale politica di Erdoğan, sì da correlare il giudizio al momento presente, in attuazione del dovere del giudice di esaminare la domanda di asilo alla luce di informazioni aggiornate sul Paese di origine (COI, Country of Origin Information) del richiedente.

Nel merito, la situazione turca emersa dalle elezioni del Primo novembre 2015 è stata ritenuta poco tranquillizzante per gli indipendentisti curdi, sì da giustificare il riconoscimento della protezione umanitaria, ma non fino al punto da giustificare lo status di rifugiato.

Sullo sfondo della sentenza, il ruolo attuale della Turchia rispetto ai flussi migratori provenienti dalla Siria e la sua ambiguità nei confronti dell'ISIS, elementi che la Corte ha dovuto considerare per una valutazione che rimane giuridica e non politica.

24 novembre 2015
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Protezione internazionale, l'ordinanza del Tribunale di Milano del 25 luglio 2018
Mancanza di videoregistrazione del colloquio dinanzi alla Commissione territoriale e obbligatorietà dell’udienza di comparizione delle parti nel giudizio di protezione internazionale: la posizione della Corte di cassazione
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Note all'ordinanza del Tribunale di Trieste del 22 giugno 2018
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L’ordinanza del Tribunale di Trieste offre interessanti spunti di riflessione in merito alla regolamentazione dell’esercizio del diritto alla protezione internazionale e dell’ammissibilità del ricorso alla procedura di urgenza avanti alle sezioni specializzate in materia di immigrazione, quale rimedio in caso di rifiuto da parte della autorità competente alla ricezione della domanda
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La rilevanza dell’appello e dell’audizione nel procedimento di protezione internazionale. Riflessioni a margine della sentenza della Corte di appello di Bari n. 1117/2018
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La sentenza in commento permette di svolgere alcune brevi riflessioni circa la rilevanza dell’appello e dell’audizione nel procedimento di protezione internazionale, oggetto di profonda revisione ad opera della l. n. 46/2017. Punto di riferimento dell’analisi è il diritto fondamentale ad una tutela giurisdizionale effettiva sancito all’art. 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea
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Diritto dell’Ue e soggiorno del richiedente protezione internazionale in attesa dell’esito del ricorso in Cassazione: qualche osservazione a margine dell’ordinanza di rinvio pregiudiziale del Tribunale di Milano (n. 44718/2017)
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