home search menu
Riina, la suprema Corte e lo Stato di diritto
Giurisprudenza e documenti
Riina, la suprema Corte e lo Stato di diritto
di Riccardo De Vito
Magistrato di sorveglianza, Tribunale sorveglianza di Sassari
La sentenza nei confronti di Totò Riina ci ricorda che per la Costituzione non c'è persona, terrorista o mafiosa che sia, che possa essere privata del nucleo fondamentale dei diritti umani

La sentenza che pubblichiamo tratta la questione complessa del differimento della pena carceraria (eventualmente sostituibile con la detenzione domiciliare) nei confronti del condannato affetto da grave infermità fisica (artt. 146 e 147 cod. pen.).

Non lo fa con riferimento a un condannato qualsiasi.

Il detenuto in questione è Totò Riina, il capo di Cosa Nostra, il boss sanguinario, il 41 bis per eccellenza. La pronuncia tocca quindi un nervo scoperto della civiltà giuridica e del garantismo, e in questo senso si capisce l'ondata emotiva suscitata.

Al di là di come il caso concreto verrà deciso – si tratta di un annullamento con rinvio per carenza di motivazione al tribunale che aveva rigettato il differimento e non della “apertura alla scarcerazione di Riina”, come rilanciato dai media –, la sentenza è un distillato di principi costituzionali e convenzionali (art. 27 Cost. e art. 3 Cedu su tutti).

Con parole secche e precise si sottolinea che:

1) stare o meno in prigione, in condizioni di grave infermità, non dipende solo dalla trattabilità in carcere della patologia o dal pericolo per la vita del paziente, ma dalla possibilità per quest'ultimo di condurre un'esistenza che non sia al di sotto della dignità, che deve essere rispettata anche nella restrizione carceraria;

2) anche il peggior criminale possiede diritti fondamentali, come quello a una morte dignitosa;

3) le condizioni di compatibilità con il carcere e il livello di umanità devono essere valutate in concreto dal magistrato di sorveglianza, anche in relazione all'idoneità delle strutture penitenziarie;

4) il bilanciamento con le esigenze di tutela della sicurezza sociale e dell'incolumità pubblica deve essere effettuato a partire da una fotografia attuale delle “eccezionali condizioni di pericolosità”, che tenga conto del quadro sanitario e dello stato di “decozione” del paziente. Punto particolarmente importante, quest'ultimo: il condannato potrà anche “comandare con gli occhi”, ma sul punto il giudice deve motivare.

Fondamentale, anche, il riferimento all'idoneità delle strutture di detenzione: Dap e Asl, come viene acutamente rilevato (F. Gianfilippi), devono garantire livelli di assistenza tanto più alti quanto più vogliono evitare la fuoriuscita dal circuito detentivo dei soggetti più pericolosi.

Nel complesso, poi, la sentenza ci ricorda che per la Costituzione non c'è persona, terrorista o mafiosa che sia, che possa essere privata del nucleo fondamentale dei diritti umani.

Non si tratta di concedere un beneficio al capomafia; si tratta di riconoscere un diritto a quella “dignità statica” di cui è composto ogni uomo, anche criminale.

È il sentiero difficile dello Stato democratico di diritto. Un sentiero che non può essere abbandonato mai e che anche nella lotta alla mafia è, oltre che doveroso, utile.

Più della vendetta, toglie alibi e acqua a quelle mentalità criminali che dei diritti hanno fatto strame.

6 giugno 2017
Se ti piace questo articolo e trovi interessante la nostra rivista, iscriviti alla newsletter per ricevere gli aggiornamenti sulle nuove pubblicazioni.
Costituzione e “trattamenti” penitenziari differenziati *
di Davide Galliani
Una riflessione originale e radicale sul 41-bis, sui trattamenti differenziati, sui loro presupposti e sui “decisori” effettivi, con la Costituzione antropocentrica a fare da bussola
7 novembre 2018
La vendita dei beni confiscati? In questo modo, no grazie
La vendita dei beni confiscati? In questo modo, no grazie
di Francesco Gianfrotta
Per risolvere il problema dei beni confiscati che non trovano un fruttuoso utilizzo, il dl sicurezza punta alla vendita: con rischi gravi che i mafiosi tornino in possesso di quanto loro sottratto, usando prestanomi. Cautele ridicole e inviti all’ottimismo: queste le nuove frontiere della lotta alle mafie e alle più gravi forme di illegalità che ci riserva il Governo in carica
29 ottobre 2018
Provenzano c. Italia, la Corte Edu condanna l’Italia per violazione dell’articolo 3 Cedu
Provenzano c. Italia, la Corte Edu condanna l’Italia per violazione dell’articolo 3 Cedu
Anticipiamo una sintesi del contenuto della decisione cui seguiranno i necessari commenti e approfondimenti. Nella motivazione del provvedimento che ha esteso il 41-bis non si è fatto un accertamento approfondito del deterioramento delle capacità cognitive del detenuto
25 ottobre 2018
La confusione dei crediti erariali dopo la confisca di prevenzione
La confusione dei crediti erariali dopo la confisca di prevenzione
di Luigi Petrucci
La risoluzione n. 114/E emanata dall’Agenzia delle entrate il 31 agosto 2017 detta l’interpretazione dell’art. 50, comma 2, d.lgs n. 159/2011 in tema di confusione dei crediti erariali alla quale si dovranno attenere gli uffici finanziari. Pur essendo un atto formalmente volto all’interpretazione della normativa vigente, il modo innovativo in cui affronta molte delle questioni che si erano poste nella prassi e nei commenti dottrinali lo rende un atto sostanzialmente innovativo dell’ordinamento, destinato ad incidere in modo profondo nell’amministrazione dei beni in sequestro e nella fase di verifica e pagamento dei crediti sorti ante e post sequestro. L’articolo si propone di illustrare le novità in materia e le ricadute sugli adempimenti fiscali dell’amministratore giudiziario in continuità con un precedente intervento dell'Autore su questa Rivista*
15 giugno 2018
La legge n. 161/2017 e le sue modifiche al d.lgs n. 159/2011 in tema di applicazione di misure di prevenzioni patrimoniali agli indiziati di reati contro la Pubblica amministrazione. Un invito alla magistratura: adelante con juicio
Mafie di mezzo
Mafie di mezzo
di Costantino Visconti
Il metodo che il sociologo Vittorio Martone impiega nel volume Le mafie di mezzo. Mercati e reti criminali a Roma e nel Lazio (Donzelli, 2017) è figlio di un serio lavoro collettivo. Opere come queste possono fungere da grandangolo, aiutando il giurista a valutare la questione criminale in un contesto più ampio e problematico, senza l’assillo di strozzare l’interpretazione dei fatti nell’ottica della loro qualificazione giuridica.
9 dicembre 2017
Alle origini del discorso sulla mafia
Alle origini del discorso sulla mafia
di Piergiorgio Morosini
Recensione al libro di Umberto Santino La mafia dimenticata. La criminalità organizzata in Sicilia dall’unità d’Italia ai primi del Novecento (Melampo, 2017).
9 settembre 2017
Il detenuto Riina e la Cedu
Pio La Torre, un innovatore politico
Pio La Torre, un innovatore politico
di Nando Dalla Chiesa
Pochi uomini hanno avuto un rapporto così diretto con le trasformazioni di quella che poi avremmo imparato a chiamare Cosa Nostra. E ancor meno uomini ne hanno compreso i mutamenti adeguando nel tempo le forme e le prospettive della propria azione conflittuale
8 giugno 2017
Ricordo di Pio La Torre
Ricordo di Pio La Torre
di Giuseppe Zupo
Il Pci dette mandato all’avv. Giuseppe Zupo di costituirsi per la parte civile nel processo per l’assassinio di Pio La Torre. In questo breve scritto egli ricorda Pio La Torre e tratteggia, dal suo punto di vista, lo svolgimento della vicenda processuale dalla fase delle indagini preliminari, al processo e alla successiva rimessione del suo mandato di avvocato per la parte civile per conto del Pci poi Pds
30 maggio 2017
Newsletter


Fascicolo 4/2018
Una giustizia (im)prevedibile?

Il dovere della comunicazione
Giurisprudenza e documenti
Corte d'assise d'appello di Bologna, brevi riflessioni sulla sentenza n. 29/2018 tra amici e nemici delle donne e della giurisdizione*
di Donatella Ianelli
Gran clamore ha caratterizzato la rappresentazione mediatica di una sentenza che ha operato una sensibile riduzione di pena, calcolata nel pieno rispetto di quanto il nostro codice stabilisce in caso di rito abbreviato ed in occasione di concessione di attenuanti generiche equivalenti alla contestata e riconosciuta aggravante
19 marzo 2019
La valutazione delle dichiarazioni dell’imputato nei reati caratterizzati da violenza di genere
La valutazione delle dichiarazioni dell’imputato nei reati caratterizzati da violenza di genere
di Elisabetta Canevini
Brevi note sulla specificità delle dinamiche del cosiddetto “ciclo della violenza” a margine della sentenza n. 29/2018 della Corte d'assise d'appello di Bologna
12 marzo 2019
L’europeismo giudiziario: notazioni a margine di una sentenza del giudice del lavoro di Trento
L’europeismo giudiziario: notazioni a margine di una sentenza del giudice del lavoro di Trento
di Ilario Nasso
In una fase storica in cui l’opinione pubblica e una certa politica demolitrice guardano all’Unione europea come alla causa di tutti i mali, una sentenza del giudice del lavoro di Trento, chiaramente intercetta numerosi temi particolarmente attuali: il contributo offerto dalla normativa UE alla salvaguardia dei diritti, la missione istituzionale della Corte di giustizia, il ruolo degli Stati membri nella regolamentazione del mercato
27 febbraio 2019
La coltivazione di cannabis tra tipicità e offensività. Commento a Cass., Sez. 3, 22 febbraio 2017, n. 36037
La coltivazione di cannabis tra tipicità e offensività. Commento a Cass., Sez. 3, 22 febbraio 2017, n. 36037
di Giulia Caveglia
Mentre la giurisprudenza di legittimità discute sulla legittimità o meno delle condotte di detenzione e cessione della cannabis sativa L (cannabis light), ritornare a questa sentenza appare importante per ripercorrere tutti gli orientamenti in materia di coltivazione non autorizzata e, più in genere, di offensività penale nel campo delle sostanze stupefacenti
21 febbraio 2019
L’art. 147 cpc e la notifica in via telematica dopo le ore 21
L’art. 147 cpc e la notifica in via telematica dopo le ore 21
di Patrizia Papa
Brevi note a margine di Corte di cassazione, sez. VI Civile-2, ordinanza n. 31257/18
11 febbraio 2019
Richiesta di differimento dell’udienza di riesame tra esigenze di difesa ed esigenze di celerità del giudizio
Richiesta di differimento dell’udienza di riesame tra esigenze di difesa ed esigenze di celerità del giudizio
di Federico Piccichè
Nota a Cass. Pen., Sez. II, Sent. 29 maggio 2018, n. 51932, Pres. Gallo, Rel. De Crescienzo
24 gennaio 2019