Newsletter del 27 Maggio 2016 Versione web

Gentili lettori,

dalle pubblicazioni di questa settimana segnaliamo:

- reati contro l'ambiente: Giuseppe Battarino traccia un bilancio della prima fase di applicazione delle legge 22 maggio 2015 n.68, a circa un anno dalla sua approvazione;

- giustizia tributaria: Enrico Manzon analizza l'ultimo progetto di legge in materia. Una proposta che va nella direzione giusta, ma a cui non mancano difetti evidenti da correggere;

- il 23 maggio Medel ha celebrato il suo "Alert day" per la giustizia in Europa: pubblichiamo i documenti presentati per l'edizione di quest'anno.

Dall'ultimo numero della rivistra trimestrale (1/2016), dedicato alla formazione dei magistrati (e liberamente scaricabile: PDF - EPUB - MOBIproponiamo gli articoli di Valerio Onida, Franco Cassano e Piergiorgio Morosini.

In evidenza
 
di Giuseppe Battarino
Un bilancio dopo i primi dieci mesi di intervento delle nuove norme sui reati contro l'ambiente
 
di Enrico Manzon
La riforma è necessaria e indilazionabile ma, allo stesso tempo, è senza dubbio una riforma complessa. Il progetto di legge va nella direzione giusta, ma ha dei difetti gravi ed evidenti che devono essere assolutamente corretti
 
I documenti elaborati da MEDEL per la giornata di "allerta per la giustizia", celebrata ogni anno nella data dell'assassinio di Giovanni Falcone
 
 
RIVISTA TRIMESTRALE
Fascicolo 1/2017
Il diritto di Crono
Il multiculturalismo e le Corti
 
Archivio
 
 
di Valerio Onida
Un ruolo fondamentale per una giustizia giusta ha la formazione del magistrato, che non può chiudersi nei confini di un mondo a sé stante, ma deve aprirsi al mondo che circonda quello del diritto. Perciò il “datore di lavoro” che deve occuparsi della formazione dei magistrati non è il Csm o l’istituzione giudiziaria, ma la società in cui il magistrato amministra giustizia. Ne consegue l’esigenza che la Scuola, cui è affidato il compito di curare la formazione, goda di effettiva autonomia e responsabilità
 
 
di Franco Cassano
Dove si affrontano, in particolare, due questioni: da un lato, l’auspicio di alcuni di riportare l’attività di formazione sotto la direzione del Consiglio superiore, mediante un intervento normativo che ne ampli le competenze; dall’altro, l’idea che la formazione debba tendere esclusivamente a fornire ai magistrati gli strumenti tecnici per l’interpretazione giuridica formalmente corretta e metodologicamente rigorosa delle norme
 
 
di Piergiorgio Morosini
La Scuola oggi deve sviluppare: l’approccio critico alle questioni tecniche e valoriali; la capacità di costruire legami ed ordini su dati, emozioni, richieste, pressioni che sono il contesto dell’attività giudiziaria. Obiettivi ambiziosi, da coltivare in autonomia, nel rispetto degli atti di indirizzo del Consiglio superiore della magistratura. Per farlo, ha bisogno del pluralismo delle iniziative nei distretti. Queste restano il cuore della formazione e fanno comprendere che occorre andare oltre il culto dell’efficienza
 
Vi auguriamo una buona giornata
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