Rivista trimestrale
Fascicolo 2/2019
Obiettivo 1. Famiglie e Individui. Il singolo nel nucleo

Introduzione

di Stefano Celentano

Esistono fasi storiche e passaggi socioculturali in cui, tanto per il giurista quanto per l’osservatore attento dei mutamenti sociali, occorre soffermarsi a riflettere sulle direzioni, univoche o discordanti, in cui si colloca il dibattito storico (arricchito dall’esperienza giuridica) su alcuni dei temi identitari della cultura sociale del Paese, e il “macrosistema” che porta con sé il concetto di “famiglia” è senza dubbio uno di questi, atteso che la sua elaborazione dinamica è il frutto di un coacervo di fattori in cui l’esperienza giuridica, il pensiero culturale, le visioni e i progetti di politica sociale hanno conosciuto momenti di proficua condivisione e altri di forte e marcato contrasto.

Un’osservazione critica del contesto attuale del dibattito sociale e giuridico sul tema della famiglia (ma, in modo più complesso, sui temi delle relazioni e degli affetti) non può non registrare una pluralità differente di direzioni in cui si muove l’elaborazione dei più eterogenei (anche per sostanza) contributi al tema. Sinteticamente, a concezioni sociali e politiche che fanno della tradizione (e, talvolta, dell’esclusione) la bussola per orientarsi tra pochi modelli familiari ipotizzabili come degni di tutela pubblica,  si contrappone una chiara e graduale elaborazione giuridica, frutto di norme e di pronunce nazionali e sovranazionali, che – in una dimensione inclusiva e maggiormente progressista – ribadisce invece la trasversalità del diritto all’uguaglianza nel mondo delle relazioni e degli affetti, optando per una visione più dinamica e maggiormente democratica (ed egualitaria) del concetto di “nucleo affettivo”. Una rappresentazione plastica di questa stridente dicotomia che il nostro Paese vive è offerta, da una parte, dalla identità sociale e culturale connessa al World Congress of Families dello scorso marzo – che non poche e giuste critiche ha suscitato – e, dall’altra, in chiave antitetica, dalla recentissima presentazione della proposta di legge «Disciplina della gestazione per altri» (promossa dalla Associazione “Luca Coscioni” con l’associazione radicale Certi Diritti, insieme a Famiglie Arcobaleno e CGIL Nuovi Diritti), a riprova di come alla piazza di Verona si contrappongano tavoli di elaborazione giuridica e culturale di opposta natura e di ben altri contenuti.

Ciò posto, l’obiettivo “Famiglie e Individui. Il singolo nel nucleo” si pone nel pieno di questo dibattito in una prospettiva peculiare, offrendo come metodo e chiave di lettura del mondo delle relazioni affettive la necessità di anteporre al concetto di “famiglia” (rectius, nucleo affettivo), quello di persona e di identità affettiva, ponendosi in un percorso logico e giuridico che prende le mosse dal singolo, e dalla tutela della sua individualità nel mondo delle sue relazioni affettive, per poi approdare a una concreta individuazione dell’identità sostanziale del “legame”, inteso come esplicazione della propria identità affettiva e relazionale, piena, libera e consapevole, che va necessariamente privata da dogmi, pregiudizi e retoriche di sorta, e riportata al suo significato essenziale, così come tracciato da una attenta e profonda lettura complessiva degli artt. 2, 3, 29 e 30 della Carta costituzionale.

Ed allora, un percorso logico che renda piena attuazione all’esigenza di tracciare i contorni di questa prospettiva può utilmente muoversi su quattro concetti, dinamicamente connessi in quest’ordine: persona – identità - dignità – legame: l’individuo, al centro dell’ambito di tutela dell’ordinamento, riceve protezione massima allorquando gli si riconosca, senza alcun pregiudizio o escludenti categorie di pensiero, la sua identità affettiva intesa come uno degli elementi più importanti che caratterizzano il pieno sviluppo della sua persona; l’identità affettiva, oggetto dunque di specifica necessità di tutela “a prescindere”, trova la sua massima espressione laddove si riconosca al singolo la libertà di divenire soggetto relazionale, capace di riconoscersi in un suo simile, e di vivere a pieno la propria dignità individuale anche nel mondo delle relazioni di coppia, e nell’ambito di un progetto di condivisione a due; il legame, riconosciuto dall’ordinamento con ogni crisma di sacralità e con ogni ampia conseguenza giuridica, costituisce il punto di approdo di questo virtuoso e naturalissimo percorso di vita, atteso che il diritto alla famiglia e il diritto alla vita familiare si fondano sulla necessità di offrire al singolo precisi margini di un positivo e personale  “ambito  di appartenenza” e gli conferiscono una importante possibilità di identificazione del sé.

Un percorso concettuale e giuridico che si muova in questi ambiti – e che è quello che si propone  questo obiettivo – si affranca, dunque, tanto nelle relazioni di coppia che in quelle tra generazioni, non solo dalla visione più remota del contesto familiare (visto come forma di complementarietà domestica, sociale e riproduttiva), ma anche da quella basata sul vincolo biologico e sul preteso paradigma della eterosessualità (frutto di una superficiale lettura dell’art. 20 Cost, e di una arbitraria introduzione del concetto di “famiglia naturale” rispetto a quello, costituzionale,  di “società naturale”), introducendo invece un ben diverso metodo di lettura del concetto di “nucleo affettivo e di relazioni”, che esamini in modo completo non solo il rapporto tra la  libertà e l’autorità, ma anche tra diritto e vita, in una prospettiva di graduale denaturalizzazione del concetto di nucleo affettivo, che al legame biologico sostituisca l’intensità, la volontarietà e la qualità delle relazioni affettive come esperienza di vita dei singoli a cui dare massimo rilievo e protezione giuridica.

Questa prospettiva, nuova e complessa, è la chiave di lettura di tutti i temi presenti nell’obiettivo, che prendono le mosse dalla esatta comprensione dell’alto concetto di dignità relazionale, sino a proporre una lettura complessa e armonica dell’impianto normativo e valoriale offerto dagli artt. 2, 3, 29 e 30 della Costituzione, approfondendo, tra gli altri, il tema del consenso, della libertà e della dimensione pubblica nel legame.

Il focus sull’individuo nella famiglia e sulla sua posizione nel corso della vita della relazione, ed anche al momento della disgregazione del nucleo, ha imposto poi un approfondimento specifico di ulteriori temi quali la parità di genere e la necessità di uno sguardo alle differenti posizioni sociali ed economiche dei singoli, l’autoresponsabilità patrimoniale del singolo al momento della disgregazione del nucleo e dunque lo spinoso e attuale tema delle questioni economiche post-vincolo, quello della importanza delle relazioni orizzontali e verticali connesse sia al mondo della maternità in carcere, che a quello del ricongiungimento familiare dei nuclei affettivi dei migranti o di coloro che, per circostanze drammatiche della loro vita, si trovino costretti in dimensioni di lontananza forzata dal proprio mondo di affetti e relazioni.

L’obiettivo non poteva, poi, trascurare il complesso mondo della genitorialità, in una visione necessariamente articolata e omnicomprensiva, definitivamente affrancata dal legame biologico, arricchita da spunti di riflessione critica sul concetto di “interesse del minore”, dalla elaborazione del diritto internazionale privato sulle nuove famiglie e sullo status di figlio, da un approfondimento sulla legge delle adozioni e sul mondo della genitorialità sociale e intenzionale, tenendo in debita considerazione l’evoluzione scientifica e gli approdi delle ricerche cliniche e psicologiche su tutte le eterogenee forme di genitorialità.  

Seguire il singolo nel nucleo, dalla fase della formazione della propria identità affettiva sino a quella della formazione di un legame e della sua eventuale disgregazione, è dunque un’operazione originale e complessa a cui il diritto e le scienze umane devono approcciarsi in modo rigorosamente laico, comprendendo che la famiglia – la cui dinamica ed eterogenea struttura portante è l’oggetto di questi scritti – è prima di tutto una “esperienza personale” e poi un “fatto sociale”, in cui la Libertà, gli Affetti e, non ultimo, il Corpo dovrebbero dialogare con l’autorità e con la norma, in una prospettiva di base che non dimentichi che, mai come in questa sua applicazione, il diritto è regolamentazione di Vita.

Fascicolo 2/2019
Obiettivo 1
Famiglie e Individui. Il singolo nel nucleo
di Stefano Celentano
di Chiara Saraceno
Cosa fa di un nuovo nato un “figlio”? E della famiglia una «società naturale»? Come si declina il diritto a conoscere le proprie origini? Partendo dall’“apertura” dell’art. 2 Costituzione, ci si interroga sui processi di soggettivazione e sulle cause storiche che, impedendo la parità tra famigle “di fatto” e “di diritto”, sottraggono dignità alla relazione genitori-figli, negando – soprattutto a questi ultimi – il diritto alla piena realizzazione come persona umana.
di Angelo Schillaci

Alla luce del quadro costituzionale, l’Autore rilegge criticamente alcuni concetti e istituti tipici del diritto delle relazioni familiari (dal concetto di status, nelle sue evoluzioni, agli itinerari interpretativi della garanzia dell’istituto familiare recata dall’art. 29 Costituzione), rilevando come, all’emersione di nuove istanze di riconoscimento, consegua una profonda rielaborazione degli equilibri tra diritto e vita e, di conseguenza, degli stessi istituti giuridici considerati.

di Cecilia D’Elia
Sia pure nell’onda lunga delle trasformazioni avviate negli anni sessanta e settanta, che hanno esteso i diritti dei singoli e la loro tutela dentro le relazioni familiari, oggi si assiste a un reale contrattacco a quelle conquiste: nelle proposte di riforma dell’affido condiviso come nel dibattito sull’assegno divorzile, tale offensiva culturale mostra gli effetti paradossali che può avere il richiamo alla “parità”, se declinata astrattamente. Al contrario, al diritto è richiesto di intervenire, a garanzia delle differenze, in opposizione alle disuguaglianze.
di Laura Tomasi
L’articolo esamina la giurisprudenza della Corte europea dei diritti umani formatasi sugli artt. 8, 12 e 14 Cedu e relativa ai diritti dei partner e dei minori all’interno della famiglia, e in caso di scioglimento del legame di coppia, nonché nel contesto della gestione dei flussi migratori da parte degli Stati, per verificare il grado di riconoscimento, nel sistema della Cedu, dell’odierno pluralismo dei modelli familiari.
di Gianpaolo Maria Ruotolo
Il lavoro analizza, inserendole nel contesto europeo e alla luce di alcuni parametri di origine internazionalistica, le modifiche apportate al sistema italiano di diritto internazionale privato dalle recenti norme sull’unicità dello status di figlio e le unioni civili.
di Giuseppe Salmè
La “rivoluzione copernicana” operata con la legge n. 431 del 1967, sull’adozione speciale, ha dato attuazione all’impostazione personalistica della Costituzione nel campo dei rapporti tra genitori e figli. Da una normativa “adultocentrica” si è passati a una disciplina “puerocentrica”, che vede cioè la persona del figlio al centro della relazione con i genitori. Vengono quindi prese in esame alcune problematiche che la giurisprudenza ha dovuto di recente affrontare e nelle quali la nuova impostazione legislativa ha trovato applicazione.
di Marco Gattuso
In seguito al profondo mutamento giuridico indotto dalla fecondazione in vitro, con la conseguente scissione delle varie figure materne, il trattamento giuridico della genitorialità appare oggi strettamente connesso alla volontà delle donne coinvolte. Per i casi di surrogacy, l’articolo suggerisce come, già de jure condito, potrebbe affermarsi il pieno riconoscimento dell’identità del nato, oltre che delle relazioni di natura familiare, dei diritti e della dignità di tutti i soggetti coinvolti in questo percorso.
di Maria Acierno
Con la riflessione che segue si vuole svelare come, in funzione dell’interesse preminente del minore, si giustifichino, non senza ambiguità, scelte assiologiche molto diverse ed evidenziare l’impossibilità di separare tale principio dalla valutazione e dal grado di accettazione delle scelte generative alla luce del quadro multilivello dei diritti fondamentali della persona e, in particolare, del diritto all’autodeterminazione nella vita personale e relazionale ex art. 2 Cost.
di Barbara Poliseno
La nuova accezione di comunità familiare, l’unicità dello stato di figlio, la crescita del fenomeno dell’abbandono a fronte di un regime blindato per l’adozione tradizionale portano l’interprete ad allentare le maglie dell’adozione al fine di garantire anche alle coppie etero, same sex e alle persone singole il diritto di adottare, nell’interesse prioritario del minore e ferma l’esigenza di un intervento legislativo che “ristrutturi” in chiave sistematica l’istituto dell’adozione speciale.
di Alessandro Taurino
Se, da un lato, l’attribuzione di un carattere “naturale” ai fatti sociali è insita nei processi culturali, questi ultimi contemplano anche il superamento di visioni prototipiche che portano a negare la diversità come valore in sé. In questo senso – e con l’avallo positivo della ricerca scientifica –, un approccio pluralista riconosce e tutela le “nuove” famiglie, l’attitudine alla genitorialità e la dignità degli affetti non come “essenze”, ma come esperienze che risultano dalla qualità delle relazioni e dalla dignità dei loro protagonisti.
di Geremia Casaburi
L’assetto attuale dei rapporti patrimoniali tra i coniugi nella fase di conflitto, con particolare riferimento all’assegno di mantenimento nella separazione e a quello divorzile, è qui delineato tenendo conto della evoluzione – o rivoluzione – giurisprudenziale degli ultimi anni, che ha messo in discussione le fondamenta stesse degli istituti. Sono, infine, esaminate le criticità e le linee di tendenza emerse nella giurisprudenza di merito più recente.
di Paolo Morozzo Della Rocca
Le verifiche da svolgere quando sia richiesto il visto per il ricongiungimento familiare dovrebbero limitarsi ad accertare l’autenticità dei documenti prodotti e, solo in casi estremi, imporre indagini biologiche ai richiedenti, ma le prassi del tutto diversificate degli uffici consolari, in genere, ampliano ingiustificatamente i loro poteri istruttori, incorrendo nel concreto rischio della lesione dei diritti connessi alla tutela dei dati personali dei cittadini stranieri, anche se minori.
di Laura Ronchetti
Il contributo propone un’analisi dell’ordinamento italiano che interroghi la dimensione giuridica dell’autonomia procreativa delle donne e delle diseguaglianze di fatto esistenti tra i generi nella riproduzione sociale. Se le nostre Costituenti affermarono il carattere sociale e pubblico del lavoro di riproduzione sociale sulla base del principio dell’uguaglianza sostanziale, oggi assistiamo al prepotente ritorno di una spinta verso la privatizzazione della famiglia e dei rapporti di forza endofamiliari.
di Anna Lorenzetti
Lo scritto affronta il tema della maternità reclusa definita quale irriducibile ossimoro, per la sua difficile compatibilità con il contesto penitenziario. Ricostruendo l’evoluzione normativa e la giurisprudenza costituzionale, sono evidenziate, de iure condendo, le prospettive di riforma e la complessità delle operazioni di bilanciamento il cui centro deve essere l’interesse del bambino coinvolto.
Obiettivo 2
Il codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza: idee e istituti
di Carlo De Chiara
di Giovanni D'Amico
Muovendo dalla ricostruzione sistematica tradizionale della responsabilità patrimoniale e del rapporto obbligatorio, evidenziando la natura di “ordine pubblico” del principio che sancisce la responsabilità patrimoniale del debitore, il contributo affronta poi il tema cruciale dell’esdebitazione dell’imprenditore soggetto alle tradizionali procedure concorsuali, nonché il nuovo istituto del “sovraindebitamento”, con l’ampliamento dell’effetto esdebitativo anche al cd. “debitore civile”.
di Francesco Macario
Il lavoro esamina il nuovo rapporto che l’evoluzione della riforma ha determinato tra i concetti di contratto, quale atto negoziale, e di impresa, come attività economica produttiva. Rileva, in questo senso, innanzitutto la relazione tra insolvenza e autonomia privata, tradizionalmente difficile e complessa, mentre per altro verso si fronteggiano l’atto giuridico, come accordo tra debitore e creditore, e la programmazione economico-aziendale.
di Giovanni Battista Nardecchia
Il rapporto tra la tutela dell’interesse dei creditori e quello alla salvaguardia dei valori aziendali costituisce uno dei punti nodali della disciplina della crisi d’impresa. L’Autore ricostruisce l’evoluzione storica di tale rapporto partendo dalla disciplina del rd n. 267/1942 sino al codice della crisi e dell’insolvenza.
di Massimo Fabiani
Il saggio si propone di esaminare quale sia stata l’evoluzione della par condicio creditorum dopo le riforme del 2005/2007 e quali potranno essere le prospettive dopo il codice della crisi, al cospetto di tanti segnali che sembrano indebolire tale principio. Un altro valore deve comunque fare da “collante” quando si distribuiscono le risorse ai creditori: esso può cogliersi nel miglior soddisfacimento di questi ultimi, quanto meno nelle procedure concordate di regolazione della crisi.
di Fabrizio Guerrera
Lo scritto analizza la nuova disciplina della crisi e dell’insolvenza dei gruppi di imprese dettata dal CCII (d.lgs 12 gennaio 2019, n. 14), soffermandosi sia sulle regole di unificazione procedurale inerenti al concordato preventivo e all’accordo di ristrutturazione dei debiti “di gruppo”, sia sui principi che governano la gestione unitaria e coordinata delle soluzioni negoziali della crisi da parte della holding.
di Paola Vella
Introducendo gli strumenti di allerta, l’Italia si è collocata tra gli ordinamenti concorsuali d’avanguardia nel panorama internazionale. Tuttavia, se è ormai universalmente riconosciuto che solo una tempestiva rilevazione degli indizi della crisi consente di prevenire l’insolvenza, resta in concreto assai problematico congegnare meccanismi idonei ed efficaci. Più delle procedure, serve una rivoluzione culturale del mondo imprenditoriale.
di Riccardo Ranalli
Il contributo, nel ripercorrere le finalità degli assetti organizzativi adeguati a intercettare e gestire tempestivamente la crisi, ne individua i pilastri sui quali essi debbono poggiare e i relativi output. Completa l’intervento una disamina dei flussi informativi che l’organo di controllo deve richiedere per adempiere agli obblighi che gli impone la riforma.
di Pier Paolo Lanni
Il codice della crisi di impresa, nel tentativo di “rivitalizzare” l’istituto dell’accordo di ristrutturazione dei debiti, ha modificato e integrato in modo significativo la disciplina attualmente ricavabile dagli artt. 182-bis e 182-septies l.fall., dando continuità all’orientamento giurisprudenziale che qualifica tale istituto come una procedura concorsuale e rendendo recessivo il modello contrattuale che originariamente era alla sua base.
di Vittorio Zanichelli
L’ondivago procedere del legislatore della crisi di impresa, alla ricerca di un punto di equilibrio tra le esigenze dei creditori, del debitore e dell’economia ha portato, negli ultimi anni, a una limitazione dello spazio di confronto tra i soggetti privati aumentando il tasso di eteronomia del sistema, anche mediante un maggior intervento del giudice sul merito delle soluzioni. L’Autore affronta il tema della negozialità del concordato preventivo anche alla luce del nuovo CCII, al fine di ricercare se e in che limiti tale qualificazione sia ancora attuale.
di Bruno Conca
Dalla lettura della regolazione delle crisi da sovraindebitamento contenuta nel CCII, sortisce un quadro contrastato, fra le luci rappresentate da alcuni fondamentali chiarimenti in materia di accesso alle procedure e le molte ombre ancora rimaste, specie in materia di esecuzione dei piani e di responsabilità degli OCC, pur nella più solida cornice costituita dalla collocazione del sovraindebitamento in un sistema normativo organico.
di Marco Musella
Questo breve scritto propone una riflessione sulla considerevole crescita del problema dell’indebitamento, con alcuni spunti di analisi sulle cause del fenomeno e sull’urgenza di pensare a interventi “di contrasto” che incidano sulle dimensioni e sulla dinamica del sovraindebitamento.
di Valentino Lenoci
Il presente saggio analizza le principali novità riguardanti le procedure liquidatorie disciplinate dal nuovo CCII. In particolare, vi è esaminata la procedura di liquidazione giudiziale, nelle diverse fasi del suo sviluppo (dal procedimento unitario di regolazione della crisi fino al riparto e alla chiusura). Sono, poi, fatti dei cenni alle procedure del concordato preventivo liquidatorio e della liquidazione controllata del sovraindebitato.
di Adriano Patti
Finora regolati dal diritto comune o da una normativa specialistica ad hoc, i rapporti di lavoro trovano finalmente collocazione organica all’interno della disciplina concorsuale, con forme di tutela dell’occupazione e del reddito. Particolarmente delicata è l’incidenza degli effetti del trasferimento d’azienda, nelle imprese in crisi, sul mantenimento dell’occupazione, strettamente dipendente dalla natura liquidatoria o conservativa della procedura.
di Massimo Ferro
Le norme di riguardo del decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14 per le amministrazioni straordinarie e le liquidazioni coatte amministrative sono l’ultima puntata di un ridisegno normativo della crisi d’impresa e dei debitori comuni ancora di là dall’assumere portata organica e trasparente fissazione dell’interesse pubblico perseguito. L’insicuro ancoramento alla giurisdizione ne è il segno distintivo.
di Claudio Viazzi
Parlare della specializzazione del giudice concorsuale e della necessaria revisione della competenza territoriale, oggi distribuita irrazionalmente tra tutti i 140 tribunali sparsi sul territorio, significa parlare della “riforma che non c’è stata”, il decreto delegato avendo sul punto disatteso completamente le direttive della legge delega. Ciò peraltro non rappresenta solo un clamoroso vizio di incostituzionalità del codice, ma anche una carenza che rischia di compromettere l’efficacia dell’intera riforma.
ARCHIVIO
Fascicolo 1/2019
Populismo e diritto
Fascicolo 4/2018
Una giustizia (im)prevedibile?
Il dovere della comunicazione
Fascicolo 3/2018
Giustizia e disabilità
La riforma spezzata.
Come cambia l’ordinamento penitenziario
Fascicolo 2/2018
L’ospite straniero.
La protezione internazionale nel sistema multilivello di tutela dei diritti fondamentali
Fascicolo 1/2018
Il pubblico ministero nella giurisdizione
La responsabilità civile fra il giudice e la legge
Fascicolo 4/2017
L’orgoglio dell’autogoverno
una sfida possibile per i 60 anni del Csm
Fascicolo 3/2017
A cosa serve la Corte di cassazione?
Le banche, poteri forti e diritti deboli
Fascicolo 2/2017
Le nuove disuguaglianze
Beni comuni

Dedicato a Stefano Rodotà
Fascicolo 1/2017
Il diritto di Crono
Il multiculturalismo e le Corti
Fascicolo 4/2016
NUMERO MONOGRAFICO
Il giudice e la legge
Fascicolo 3/2016
La giustizia tributaria
La riforma della magistratura onoraria
Fascicolo 2/2016
VERSO IL REFERENDUM COSTITUZIONALE
Forme di governo,
modelli di democrazia
IL CORPO
Anatomia dei diritti
Fascicolo 1/2016
NUMERO MONOGRAFICO
Formazione giudiziaria:
bilancio e prospettive
Fascicolo 4/2015
Il valore del dissenso
Il punto sul processo civile
Associazionismo giudiziario
Fascicolo 3/2015
Il diritto del lavoro alla prova del Jobs Act
Unitarietà della giurisdizione
Riforma della responsabilità civile
Fascicolo 2/2015
NUMERO MONOGRAFICO
Al centesimo catenaccio
40 anni di ordinamento penitenziario
Fascicolo 1/2015
Dialoghi sui diritti umani
I diritti fondamentali tra obblighi internazionali e Costituzione
La risoluzione amichevole dei conflitti
Schede di ordinamento giudiziario aggiornate al gennaio 2015
Il volume costituisce un'utile panoramica dei metodi di contrasto alla criminalità mafiosa e degli strumenti di prevenzione
Numero speciale di Questione Giustizia in formato digitale con atti, relazioni e dati sul sistema delle misure cautelari personali