home search menu
questione pena

Questione pena

Ragioni e obiettivi di una scelta metodologicamente inedita

foto carcere

di Glauco Giostra
Presidente del comitato scientifico degli Stati generali sull’esecuzione penale

Perché di una cosa siamo certi: la società che offre un’opportunità ed una speranza alle persone che ha giustamente condannato si dà un’opportunità ed una speranza di diventare migliore

Una diversa cultura sociale della pena

I lavori conclusivi degli Stati Generali dell’esecuzione penale
foto carcere

di Marcello Bortolato
Magistrato di sorveglianza
Coordinatore del Tavolo n. 2 degli Stati generali dell’esecuzione della pena

«Bisogna aver visto»
Piero Calamandrei

Il 19 maggio 2015 il Ministro della Giustizia Andrea Orlando dava inizio nel carcere di Bollate agli ‘Stati Generali dell’esecuzione della pena’.

In un luogo divenuto il simbolo di un diverso approccio al tema della rieducazione, caratterizzato dal rifiuto di considerare il periodo della detenzione unicamente come una parentesi afflittiva, si avviava una grande consultazione finalizzata a dare un volto nuovo all’esecuzione penale, orientata al rispetto della dignità umana, informata ai valori costituzionali e in linea con le risoluzioni internazionali. Vi hanno partecipato oltre 200 tra esperti, magistrati, rappresentanti di associazioni, operatori del settore, studiosi ed uomini di cultura, distribuiti su 18 tavoli tematici: tutti i soggetti a vario titolo interessati all’universo penitenziario sono stati coinvolti. Il lavoro, sottoposto a forme diverse di consultazione pubblica (anche tra e con i detenuti), ed oggi interamente accessibile sul sito del Ministero, fornisce indicazioni preziose per l’attuazione della delega in materia penitenziaria (il disegno di legge governativo n. 2798/C all’esame del Parlamento) ma, soprattutto, configura una grande operazione culturale volta a superare un sistema ancora carcero-centrico, che identifica troppo sbrigativamente la sanzione penale con la reclusione in carcere.

logo stati generali dell'esecuzione penale

Tavoli di lavoro

tema 1
Tavolo 1
Coordinatore
Luca Zevi,
architetto
tema 2
Tavolo 2
Coordinatore
Marcello Bortolato,
magistrato Ufficio di sorveglianza di Padova
tema 3
Tavolo 3
Coordinatore
Tamar Pitch,
docente Università degli Studi di Perugia
tema 4
Tavolo 4
Coordinatore
Emanuele Bignamini,
direttore del Dipartimento dipendenze ASL 2 Torino
tema 5
Tavolo 5
Coordinatore
Franco Della Casa,
professore ordinario di diritto processuale penale presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università degli studi di Genova
tema 6
Tavolo 6
Coordinatore
Rita Bernardini,
già deputato
tema 7
Tavolo 7
Coordinatore
Paolo Borgna,
procuratore aggiunto Tribunale di Torino
tema 8
Tavolo 8
Coordinatore
Stefano Visonà,
capo dell'Ufficio legislativo Ministero del lavoro e delle politiche sociali
tema 9
Tavolo 9
Coordinatoread interim
Mauro Palma
tema 10
Tavolo 10
Coordinatore
Francesco Maisto,
presidente del Tribunale di sorveglianza di Bologna
tema 11
Tavolo 11
Coordinatore
Nicola Mazzamuto,
presidente del Tribunale di sorveglianza di Messina
tema 12
Tavolo 12
Coordinatore
Gherardo Colombo,
già magistrato di cassazione
tema 13
Tavolo 13
Coordinatore
Grazia Mannozzi,
docente Università degli Studi dell'Insubria
tema 14
Tavolo 14
Coordinatore
Francesco Viganò,
docente Università degli Studi di Milano
tema 15
Tavolo 15
Coordinatore
Sebastiano Ardita,
procuratore aggiunto Tribunale di Messina
tema 16
Tavolo 16
Coordinatore
Riccardo Polidoro,
responsabile dell'Osservatorio sul carcere dell'Unione camere penali
tema 17
Tavolo 17
Coordinatore
Claudio Sarzotti,
docente Università degli Studi di Torino
tema 18
Tavolo 18
Coordinatore
Filippo Patroni Griffi<,
presidente di sezione del Consiglio di Stato

La rotta segnata

Questione Giustizia diventa anche, in questi giorni, Questione Pena. Con la pubblicazione della relazione finale del Comitato degli esperti intendiamo avviare anche su questa rivista il dibattito sugli esiti degli Stati Generali dell’esecuzione della pena e contribuire, dalle nostre pagine, alla consultazione pubblica.

Gli Stati Generali si sono articolati in progetti tematici importanti e partecipati. Possono segnare l’inizio di una nuova stagione riformatrice e di nuovo clima culturale attorno ai temi del carcere, della punizione, della rieducazione.

I problemi del chi e del come punire stanno e cadono insieme; rappresentano il cuore della legalità costituzionale.

Auspichiamo realmente che il titolo dell’ultimo paragrafo della relazione sia profetico, che la rotta sia segnata e che il senso costituzionale della pena si affermi nelle deleghe legislative e nelle mentalità.

Riccardo De Vito

#carcere

La libertà d’interpretazione dei giudici alla prova dell’ergastolo ostativo
La libertà d’interpretazione dei giudici alla prova dell’ergastolo ostativo
di Marco Del Gaudio
Ancora a proposito della sentenza della Corte costituzionale sul cd. ergastolo ostativo: la rinuncia all’automatismo vuol dire fiducia nella giurisdizione e difesa della sua autonomia
13 novembre 2019
Fiato alla speranza: l’ergastolo ostativo e la Costituzione *
di Marcello Bortolato
Nell’opinione pubblica, anche qualificata, continua a essere diffusa l’idea che l’ergastolo sia una pena riducibile e che il “fine pena mai” non esista. È vero il contrario. Mentre è in calo il numero dei reati, le condanne all’ergastolo aumentano e, tra di esse, quelle all’ergastolo effettivamente senza right to hope, senza via di uscita. Ostativo, viene comunemente definito. Un magistrato di sorveglianza ci spiega bene cosa è e perché non dovrebbe avere cittadinanza nel nostro ordinamento, tanto più dopo la sentenza della Corte di Strasburgo Viola c. Italia. Lo pubblichiamo per sfatare luoghi comuni e false giustificazioni, in attesa che il 22 ottobre si pronunci la Corte costituzionale
15 ottobre 2019
La cd. legge spazzacorrotti: analisi e problematiche delle novità sostanziali e processuali della legge n. 3 del 2019 *
di Luca Tescaroli
Nel partire dall’assunto che l’effettività della risposta sanzionatoria non dipende solo dalle norme incriminatrici ma anche dall’ampiezza e incisività degli strumenti investigativi a disposizione, la Legge n. 3 del 9 gennaio 2019 ha introdotto nuove ed eterogenee misure finalizzate ad accrescere sia l’efficacia repressiva che quella preventiva dell’azione di contrasto alla corruzione
9 settembre 2019
Ergastolo ostativo, la Corte di Strasburgo condanna l’Italia
Ergastolo ostativo, la Corte di Strasburgo condanna l’Italia
Per la Cedu, violato l'articolo 3 della Convenzione nel caso Viola c. Italia
13 giugno 2019
La privatizzazione della gestione dei servizi no core delle strutture penitenziarie: il caso dell’erigendo carcere di Bolzano
La privatizzazione della gestione dei servizi no core delle strutture penitenziarie: il caso dell’erigendo carcere di Bolzano
di Claudio Sarzotti
Il progetto di costruzione del nuovo carcere di Bolzano utilizza il modello del project financing non solo per l’edificazione dell’istituto, ma anche per la gestione dei servizi no core per i successivi 17 anni. Si tratta di una soluzione che, debitamente applicata e implementata, può scardinare le logiche dell’istituzione totale
31 maggio 2019