home search menu
Seminario nazionale - Catania 20-21 febbraio 2015
L'immigrazione che verrà

Lo sforzo delle Nazioni Unite

Filippo Formica

Capo della Rappresentanza permanente italiana presso le Nazioni Unite a Vienna

Due parole molto brevi. Venendo da Vienna questa mattina, ho letto il fondo di Venturini. In conclusione del fondo egli dice: “ma perché non facciamo la guerra ai trafficanti!”. Ecco, mi ricollego anche alle parole del dottore Caracciolo. Ma noi non facciamo la guerra. È bene pensarci bene prima di usare queste parole.

Ma noi i trafficanti di essere umani, i trafficanti di migranti li combattiamo, eccome!

Sono molto grato per quest’invito e sono grato anche perché quest’incontro mette l’accento sul raccordo che esiste tra dimensione italiana, cioè la dimensione interna, e la dimensione internazionale. Se c’è una materia nella quale questo raccordo è vivo e trasversale è proprio quella del traffico di migranti. Io inviterei a fare anche una considerazione. Non c’è solo l’aspetto europeo per quanto riguarda l’aspetto internazionale. C’è anche l’aspetto Nazioni Unite, perché noi dobbiamo anche operare in un quadro più grande che va al di là dei 28 Paesi dell’Unione Europea. In campo internazionale esistono due fattispecie: la tratta di essere umani e il traffico di migranti, in inglese smuggling. Sono due fenomeni diversi. La tratta degli essere umani è la riduzione schiavitù. E poi invece il contrabbando di migranti è il traffico di migranti. Però abbiamo visto in questi ultimi mesi che queste due fattispecie tendono ad unificarsi, perché? Perché innanzitutto entrambe mostrano una chiara violazione dei diritti dell’uomo. Avete visto gli ultimi barconi nei quali sono morti per asfissia sottocoperta migranti, che guarda caso venivano tutti dell’Africa Sub-Sahariana. E se non richiamano alla nostra memoria le navi degli schiavi di famigerata memoria, allora cosa ci deve ricordare quel triste fenomeno?

E poi i migranti che sono aiutati, per così dire, da queste rete criminali, una volta che arrivano nei paesi europei poi per ripagarsi il viaggio sono spesso ridotti in schiavitù. Ecco perché questi due fenomeni alla lunga si avvicinano. L’altro aspetto che accomuna queste due fattispecie criminose è la presenza della criminalità organizzata, delle reti che organizzano questi traffici.

Infine, un altro aspetto è costituito dai costi che questi traffici caricano sulla comunità internazionale, sull’Italia e sull’Europa in particolare in questo momento. La nostra azione in cosa consiste? Consiste soprattutto nell’utilizzare degli strumenti che la cooperazione internazionale ci mette a disposizione. La cooperazione internazionale non si realizza esclusivamente evocandola, la cooperazione internazionale ha bisogno di strumenti, noi ne abbiamo due o, meglio, tre. Abbiamo la Convenzione di Palermo, che è il quadro principe, la convenzione voluta dal Giudice Falcone. Poi abbiamo i due Protocolli, uno contro la tratta degli esseri umani e l’altra contro il traffico di migranti. Ultimamente, questo devo dire in stretto raccordo anche con la Procura di Catania, noi abbiamo promesso una risoluzione alle Nazioni Unite, che è stata adottata, contro il traffico di migranti e sulla base di questa risoluzione l’ufficio preposto delle Nazioni Unite ha messo a punto un programma, che abbiamo appena ricevuto, e che io oggi voglio condividere con alcuni di voi. Sono azioni concrete. Brevissimamente: si parte innanzitutto da una considerazione, che questi sono reati, crimini e problemi, che non sono molto conosciuti nel resto del mondo. Noi quando abbiamo negoziato la risoluzione abbiamo incontrato enormi difficoltà con alcuni paesi nord–africani, ma non perché ci volevano male, semplicemente perché non conoscevano il problema.

Allora partiamo da una ricognizione del problema: dati, cifre, tendenze e poi il resto è assistenza giudiziaria, cooperazione di Polizia e capacity building, creazione di normativa, di legislazione. Manca tutto, manca anche quel famoso numero di telefono per cui una Procura italiana non sa chi chiamare dall’altra parte del Mediterraneo. Ecco, questa è tutta un’azione sotto traccia che stiamo conducendo, è una goccia nel mare grande, però può essere un inizio promettente. Grazie infinite!

Programma completo
Prima sessione
Le migrazioni verso l'Europa
di Daniela Galazzi
Giudice del Tribunale di Palermo
di Enzo Bianco
Sindaco di Catania e Presidente del Consiglio nazionale dell'ANCI
di Lucio Caracciolo
Direttore di Limes
di Filippo Formica
Capo della Rappresentanza permanente italiana presso le Nazioni Unite a Vienna
di Vittorio Manes
Professore di diritto penale - Università di Bologna
di Piergiorgio Morosini
Componente del CSM
di Alvaro Garcia Ortiz
Pubblico Ministero a Santiago de Compostela, presidente della Unión progresista de fiscales