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Seminario nazionale - Catania 20-21 febbraio 2015
L'immigrazione che verrà

I singoli Stati da soli non possono affrontare il contrasto al traffico

Kamel Samir Kamel Guirguis

Avvocato Generale ecapo dell’Ufficio della Cooperazione Internazionale della Procura Generale egiziana

Buongiorno!

Sono felice di prendere la parola rivolgendo i più sentiti ringraziamenti alla Procura di Catania, alla Procura Nazionale Antimafia e agli altri magistrati per l’evento e la generosa ospitalità riservata alla Procura generale egiziana, invitata a parteciparea questo convegno internazionale.

Esso sancisce la collaborazione giuridica tra i due Stati, Egitto e Italia,e mi onora parlare in questa rispettosa assemblea distinta dalle autorità giudiziarie, dalla Procura e da esperti di entrambi gli Stati.

Mi fa onore trasmettervi i saluti del consigliere Hisham Barakat ProcuratoreGenerale della repubblica egiziana araba, e vi porgo le scuse per la sua assenza, dovuta a motivi di lavoro.

Signori presenti, oggi la criminalità organizzata si è diffusa a livello internazionale ed il traffico di migranti ne è una delle manifestazioni sempre più diffuse a causa dei mezzi che la globalizzazion eoffre.

Uno dei suoi risultati è l’aumento delle organizzazioni criminali, che si sta amplificando grazie anche alla collaborazione della criminalità organizzata di oltre confine.

Tutto questo anche grazie all’evoluzione di mezzi tecnologici sempre più avanzati, che hanno agevolato i legami tre gruppi criminali di entrambi i Paesi, determinando l’incremento dei relativi profitti.

È stato quindi necessario adottare nuovi metodi per contrastare questo nuovo tipo di illegalità.

Ciò avviene anche con la collaborazione tra gliStati coinvolti dal fenomeno, e non solo a livello delle forze dell'ordine, ma anche con la collaborazione tra gli enti pubblici e gli apparati dello Stato, per raggiungere gli obiettivi voluti e porre fine all’azione di questi gruppi di criminalità organizzata.

Il traffico di clandestini è considerato un reato grave, perché implica la violazione dei diritti dell’uomo più essenziali, come l’incolumità, la salute e la libertà. Attraverso il traffico vengono trasportati annualmente milioni di persone fuori dai confini degli Stati,in spregio alle leggi degli Stati che disciplinano l’ingresso e l’uscita dei migranti ealle regole che sovraintendono ai controlli dei rispettivi confini.

Spesso i migranti subiscono trattamenti umilianti, che possono causarne la morte.

La Repubblicaaraba d’Egittofin dall’inizio del secolo scorsoha impegnato notevoli risorse per combattere questa forma di criminalità organizzata attraverso la nazione in tutte le sue forme, specialmente il traffico di clandestini, contribuendo anche alla elaborazione di diversi accordi internazionali in tale ambito e siglando gli stessi.

L’Egitto è stato il primo Paese a firmare la Convenzione delle Nazioni Unite per combattere la criminalità organizzata transnazionale e i due Protocolli che completano l’accordo, il primo – sottoscritto dall’Egitto il 5 marzo 2004 – specificamente relativo al traffico di essere umani, specialmente di donne e bambini, e il secondo – firmato dall’Egitto all’inizio di marzo 2005 – relativo al traffico di clandestini attraverso terra, mare e aria.

La Repubblica araba d’Egitto ha inoltre applicato le sue leggi penali contro il traffico di migranti e si è adoperata in modo costante nell’organizzare i suoi sforzi nazionali per combattere l’immigrazione clandestina. Si è sempre impegnata per applicare la legge egiziana e gli accordi internazionali, in modo da soddisfare l’obiettivo di combattere tutte le forme di crimine organizzato, specialmente quello del traffico dei clandestini, con ciò rispettando gli impegni assunti attraverso gli accordi internazionali.

Le Forze dell'Ordine dell’Egitto hanno collaborato per affrontare le difficoltà incontrate ai confini egiziani di mare e di terra e per contrastare la criminalità organizzata che opera non solo nel territorio egiziano, ma anche in altri Stati.

Sottolineo gli obiettivi raggiunti grazie alla collaborazione tra l’Egitto e l’Italia attraverso la firma di entrambi i Governi nel novembre del 2005 e poi all’inizio del 2007 accordi bilaterali relativi all’impiego di operai egiziani stagionali quale manodopera richiesta dal mercato di lavoro italiano e gli sforzi congiunti per combattere l’immigrazione clandestina.

Il 17 novembre dell’anno scorso il Governo egiziano ha iniziato a promuovere una campagna informativa relativa ai rischi dell’immigrazione clandestina, destinata ai minori, per informarli del pericolo di cadere nelle mani delle organizzazioni criminali dedite a tale fenomeno e della possibilità di migrare attraverso canali legali, specialmente dopo avere frequentato i corsi di formazione necessari.

Questa campagna è iniziata nella provincia a sud del Cairo, che soffre in modo più sensibile questo fenomeno.

La legge egiziana attualmente contempla molti strumenti volti a contenere il traffico di clandestini dentro l’Egitto prima che si trasformi in fenomeno criminale transnazionale capace di distruggere i principi umani sani che caratterizzano la società egiziana e le leggi che regolano le migrazioni. Tra questi vanno citate le norme relative alla regolarizzazione dei clandestini, all’entrata e all’uscita degli stranieri verso ulteriori Paesi, quelle sulla sicurezza delle navi, sul riciclaggio del denaro, le norme sul lavoro e le leggi della navigazione, quelle della pesca ed altre.

La Procura generale applica queste leggi a tutti ai casi che vengono scoperti in caso di entrata e/o di uscita verso il territorio egiziano.

Sottolineo che è in fase preparatoria e in vista di essere approvata una legge speciale relativa al traffico di clandestini. La Procura generale egiziana è tra i soggetti più coinvolti nella elaborazione delprogetto di legge.

L’Egitto riceve molti immigrati da vari paesi africani, principalmente Etiopia ed Eritrea,ma è anche è il Paese di transito dei flussi tra due continenti, l’Asia e l’Europa.

Per quanto riguarda,invece,l’immigrazione clandestina degli egiziani attraverso il mare mediterraneo, la Polizia egiziana ha intrapreso diverse soluzioni e metodi di sicurezza per combattere questo fenomeno, riuscendo a fermare e trarre in arresto molti membri delle organizzazioni che portano cittadini egiziani verso le coste europee.

Ma nonostante tutti gli sforzi non si riesce a bloccare totalmente questo fenomeno per ragioni economiche, sociali, culturali, psicologiche.

Questa è la difficile verità. La Polizia egiziana si sforza di adottare misure di sicurezza volte a prevenire il fenomeno tramite diversi progetti intrapresiin diverse zone e soprattutto nei luoghi deputati alle correnti migratorie, ad esempio collaborando con varie associazioni nella diffusione di informazioni relative a tali fenomeni criminali e ciò al fine di impedire che tanti cittadini egiziani mettano a repentaglio la propria vita pur di andare alla ricerca di un lavoro dignitoso.

La Procura Generale egiziana è pienamente coinvolta nella lotta a tale fenomeno attraverso l’applicazione delle procedure dovute, dalle prime indagini preliminari fino alla comparsa in Tribunale, poi attraverso le procedure prescritte per l’ausilio e la protezione delle vittime delle organizzazioni criminali, offrendo la giusta assistenza e il dovuto trattamento a chi ha subito privazione della libertà, schiavitù e maltrattamenti.

Tutto ciò nel rispetto della costituzione egiziana, degli accordi internazionali e della legge.

La Procura Generale ha un ruolo molto importante nelle indagini su tali reati, perché gode della propria autorità ed inoltre riunisce presso di sé le altre autorità giudiziarie. Riguardo alle autorità delle indagini la Procura generale segue le indagini preliminari,svolge l’interrogatorio di testimoni e la raccolta delle prove.

In più, applica tutti i metodi necessari per la conclusione delle indagini.

In conclusione, bisogna rafforzare la collaborazione internazionale nell’ambito del traffico dei migranti, attraverso l’evasione delle relative richieste e la consegna dei trafficanti e,in generale, dei condannati.

La pratica e le procedure giudiziarie hanno dimostrato che tutti i Paesi debbono unirsi e collaborare tra loro e coordinare gli sforzi nazionali ed internazionali contro le organizzazioni dedite al traffico dei migranti e le sue cause.

I singoli Stati da soli non possono affrontare il contrasto al traffico. Per questo è necessaria la mutua collaborazione, attraverso la firma degli accordi di collaborazione giudiziaria e il perseguimento delle organizzazioni criminali.

Ringrazio tutti per l’attenzione.

Programma completo
Seconda sessione
Il viaggio per mare
di Simona Ragazzi
Giudice del Tribunale di Catania
dell'Ammiraglio Filippo Maria Foffi
Comandante della Squadra Navale della Marina Militare italiana
di Kamel Samir Kamel Guirguis
Avvocato Generale ecapo dell'Ufficio della Cooperazione Internazionale della Procura Generale egiziana
di Franco Roberti
Procuratore Nazionale Antimafia
di Marco Minniti
Sottosegretario di Stato Autorità delegata per la Sicurezza della Repubblica