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L’avviso alle “persone offese” predisposto dal Procuratore di Tivoli
Prassi e orientamenti
L’avviso alle “persone offese” predisposto dal Procuratore di Tivoli
Pubblichiamo l'avviso alle “persone offese” che Francesco Menditto ha elaborato con la collaborazione della professoressa Piemontese, esperta di comunicazione pubblica e istituzionale, autrice di vari documenti sul tema, tra cui il Codice di stile delle comunicazioni scritte ad uso delle amministrazioni pubbliche

Appare apprezzabile l’obiettivo di rendere effettivo e non formale l’adempimento del disposto dell’art. 90 bis c.p.p.. Infatti, l’avviso contiene numerose informazioni che, necessariamente, hanno imposto una particolare lunghezza del documento. Secondo le direttive del procuratore, l’avviso deve necessariamente essere utilizzato nel caso di denuncia o querela per i reati di minaccia e violenza ai danni delle donne e minori, anche in contesti legati a relazioni familiari o affettive.

9 febbraio 2017
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Le vittime tra diritto europeo e elemosina italiana
Le vittime tra diritto europeo e elemosina italiana
di Marco Bouchard
Commento alla sentenza Corte di Giustizia UE, 11 ottobre 2016
7 novembre 2016
La vittima: quale spazio nel processo penale
Le vittime di Nizza: se accadesse in Italia…
Le vittime di Nizza: se accadesse in Italia…
di Marco Bouchard
Se fossimo colpiti da tragedie simili a quelle che hanno offeso la Francia e le persone che si trovavano sul suo territorio al momento degli attentati, non potremmo disporre di alcuna delle strutture e delle forme di assistenza specificamente dedicate alle vittime di reati e ai loro famigliari
22 luglio 2016
Prime osservazioni al decreto legislativo sulle vittime di reato
Prime osservazioni al decreto legislativo sulle vittime di reato
di Marco Bouchard
Il d.lgs. 15 dicembre 2015, n. 212 attua la direttiva 2012/29/UE del Parlamento europeo e del Consiglio
14 gennaio 2016
La Corte di Giustizia e le vittime
di reato
di Roberto Conti
La Corte di Giustizia chiude le porte ai danni contro lo Stato per i reati intenzionali violenti
18 febbraio 2014
Vittime di reato e responsabilità dello Stato, aspettando la Corte di Giustizia
di Roberto Conti
Il Tribunale di Trieste, in contrasto con l'orientamento di Torino, rigetta la domanda risarcitoria di una vittima nei confronti dello Stato italiano. Spetterà alla Corte di Lussemburgo fare chiarezza
17 dicembre 2013
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Fascicolo 2/2018
L’ospite straniero.
La protezione internazionale
nel sistema multilivello di tutela
dei diritti fondamentali
Prassi e orientamenti
Intangibilità della giurisdizione, giusto processo ed effettività della tutela. Domande connesse e derogabilità della giurisdizione*
di Gabriele Serra
Lo scritto affronta il tema del principio di inderogabilità della giurisdizione e della conseguente rilevabilità d’ufficio in ogni stato e grado del processo del difetto di giurisdizione, in particolare nel rapporto tra giudice ordinario e giudice amministrativo, ponendolo in relazione con i principi, di rango costituzionale, della ragionevole durata del processo e dell’effettività della tutela. In questa direzione, poste alcune brevi premesse storiche in ordine al principio di intangibilità, l’A. conduce un breve viaggio negli ordinamenti francese e tedesco, al fine di esaminare i principali istituti volti a regolare il riparto di giurisdizione tra giudice ordinario e giudice amministrativo e le problematiche connesse. Su tali basi, anche comparate, viene allora esaminata, in ipotetiche quattro tappe evolutive, la giurisprudenza delle Sezioni unite della Corte di cassazione (e della Corte costituzionale), circa il bilanciamento tra i principi in esame, che ha visto una sempre maggiore erosione del principio di intangibilità della giurisdizione a fronte di esigenze di tutela della ragionevole durata del processo e dell’effettività della tutela. Alla luce di tale percorso interpretativo, l’A. affronta infine la problematica, ancora aperta, della connessione tra domande giudiziali quale istituto idoneo o meno a derogare la giurisdizione.
19 giugno 2018
IoT e intelligenza artificiale: le nuove frontiere della responsabilità civile (e del risarcimento)*
di Silvia Toffoletto
Le applicazioni dell’intelligenza artificiale sono ormai “dentro” il nostro quotidiano, rendendo necessaria una regolamentazione del settore ormai improcrastinabile. Il dibattito si è aperto in sede europea, a livello dottrinale e legislativo, senza dimenticare il ruolo centrale che potranno assumere le Corti, grazie ad una giurisprudenza condivisa (Courts facing Courts), che miri ad una disciplina quanto più possibile uniforme anche dal punto di vista sostanziale in ambito europeo
13 giugno 2018
La Banca dati nazionale del Dna e la salvaguardia del diritto al rispetto della vita privata del singolo
La Banca dati nazionale del Dna e la salvaguardia del diritto al rispetto della vita privata del singolo
di Emilio Gatti
La raccolta a fini investigativi e la conservazione dei profili genetici pone delicati problemi di compatibilità delle esigenze investigative con il diritto al rispetto della vita privata e familiare previsto dall’art. 8 della Cedu soprattutto nei confronti di individui indagati ma poi assolti con sentenza definitiva. Il contributo ripercorre la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, l’obbligo di creare una banca dati nazionale del Dna stabilito dal Trattato di Prüm e le soluzioni adottate dal legislatore italiano che paiono rispettose dei principi convenzionali e costituzionali, in attesa di verificare la correttezza delle prassi applicative.
6 giugno 2018
Cliniche legali e protezione internazionale
Cliniche legali e protezione internazionale
di Simone Spina
Le cliniche legali, promuovendo l'impegno diretto degli studenti in materie sensibili – d'interesse pubblico o collettivo – rappresentano una metodologia didattica innovativa, formativamente utile e culturalmente feconda, in quanto, a forme di trasmissione del sapere di tipo pratico-laboratoriale, uniscono l'attenzione verso i soggetti deboli e svantaggiati, quali sono i richiedenti protezione internazionale.
1 giugno 2018
Appunti per un progetto di riforma delle garanzie di credito
Appunti per un progetto di riforma delle garanzie di credito
di Francesco Macario
L’Associazione dei civilisti italiani ha promosso una ricerca per l’esame degli ambiti normativi del diritto privato che, considerando in primo luogo le disposizioni del codice civile, mostrano le maggiori criticità ed esigenze di aggiornamento (ossia di “modernizzazione”, per riprendere l’espressione usata dal legislatore tedesco, che una quindicina di anni fa provvedeva alla riforma del diritto generale delle obbligazioni e dei contratti). Nell’ambito di questa ricerca, che investe il diritto dei rapporti patrimoniali tra privati ad ampio raggio, l’area delle garanzie del credito è senza dubbio una delle più complesse e, al contempo, più bisognosa di un’opera organica di svecchiamento delle diverse discipline. La linearità delle distinzioni strutturali tradizionali (in primo luogo, quella tra garanzie personali e reali), che connota il codice civile va dunque ripensata, alla luce in primo luogo della complessità dello scenario normativo e regolamentare dei diversi settori. S’impone una ricerca e ridefinizione dei principi comuni, tanto nelle garanzie personali, quanto nelle garanzie reali, nella difficile sfida che per il giurista, come per l’eventuale legislatore riformatore, determina l’esigenza del raccordo tra le norme generali del diritto comune delle obbligazioni e le diverse discipline settoriali, maturate in considerazione delle esigenze di una prassi, spesso transnazionale, anch’essa da razionalizzare e ricondurre al sistema.
29 maggio 2018
Giustizia predittiva. La qualità della giustizia in due tempi
Giustizia predittiva. La qualità della giustizia in due tempi
di Claudio Castelli* e Daniela Piana**
La giustizia predittiva, di cui già oggi si discute in molti Paesi e che viene presentata come un Giano bifronte, un grande rischio di riduzione ad una gestione automatizzata degli small claims ovvero di una differenziazione delle risposte giudiziarie che ha profili di potenziale discriminazione, è un orizzonte non più soltanto futuribile anche nel nostro Paese. Discuterne, darsi gli strumenti conoscitivi e quindi di governance per potere volgere quella che è una opportunità di cambiamento in una reale condizione di potenziamento della prevedibilità della trasparenza e del coordinamento fra sedi giudiziarie, nel pieno rispetto delle garanzie costituzionali di autonomia del giudice, è una priorità che questo lavoro mette al centro del dibattito della magistratura italiana e di tutti i protagonisti del mondo della giustizia.
15 maggio 2018