home search menu
<i>La Corte</i>, un film di Christian Vincent
Magistratura e società
La Corte, un film di Christian Vincent
di Bruno Capponi
ordinario di diritto processuale civile, Università Luiss Guido Carli

Un severo presidente di corte d’assise è vittima di un grave incidente che lo ospedalizza per varie settimane. Viene curato da un’affascinante dottoressa che ha l’abitudine di stabilire un contatto umano (e fisico, sia pur casto) coi suoi pazienti. Dimesso, per poterla rivedere organizza una cena coinvolgendo goffamente il direttore del reparto, un riccastro noioso; ma quando si fa timidamente avanti riceve un garbato rifiuto.

Qualche anno dopo, la rivede in corte d’assise in veste di giurata popolare nel controverso caso di omicidio d’una neonata, consumato in ambito familiare. La dottoressa è l’unica dei giurati a intuire, contro le apparenze, la verità. Anche il presidente finisce per intuire la verità, e in un breve discorso fa quello che un presidente di corte d’assise non dovrebbe mai fare, ossia orienta il giudizio popolare proprio il giorno prima della camera di consiglio: spiegando che il fine della giustizia non è l’accertamento della verità, ma la riaffermazione della volontà della legge; che a seguito di un’eventuale assoluzione l’imputato verrebbe nuovamente giudicato su appello del procuratore. Passeranno due-tre anni (la giustizia francese è più veloce della nostra) e forse la verità verrà a galla da sola.

I giurati recepiscono il messaggio e l’imputato viene assolto.

Il presidente s’era innamorato della dottoressa per come lei svolgeva il proprio lavoro, per come gli prendeva la mano mentre era disteso sul letto d’ospedale. La relazione tra paziente e medico non è evidentemente quella tra imputato e giudice.

Per una ragione insondabile, la presenza di lei tra i giurati cambia l’atteggiamento del presidente, che tra la sorpresa generale si rivela innocentista. In genere smonta la difesa, qui smonterà l’accusa.

L’innocente che viene liberato, senza la dottoressa sarebbe certamente stato condannato proprio perché gli elementi che si dibattono nel processo non consentono di stabilire la verità: è tutto soltanto un problema di apparenze, di versioni e soprattutto di sentimenti. Una verità obiettiva non c’è mai, esiste soltanto la combinazione soggettiva degli incerti dati somministrati dal dibattimento.

Il presidente viene premiato e ottiene quel che vuole; non la verità (il destino dell’imputato gli è del tutto indifferente, come non ha difficoltà a riconoscere commentando di sfuggita il caso con la segretaria d’udienza) bensì l’attenzione della dottoressa, sotto i cui occhi complici inizia un altro dibattimento. Del quale, l’unica cosa che davvero gli interessa è che lei resti lì a guardarlo («ho bisogno di sentire i tuoi occhi su di me»).

Perché la dottoressa, che anni prima lo aveva respinto, ora sembra accettare l’impacciata e quasi disperata proposta amorosa? Non c’è alcun dubbio: per come il presidente ha saputo svolgere il suo lavoro e per come ha mostrato di saper cambiare l’atteggiamento che lo rendeva tristemente noto come “il presidente a due cifre” (gli anni che era solito comminare).

Sulla base di questa trama, difficile pensare che La Corte (titolo originale: L’ermellino) sia un film sulla giustizia; a sessant’anni, il presidente ha capito che la giustizia non esiste perché non può esistere senza verità. Esiste semmai la sanzione, ossia la riaffermazione della volontà violenta della legge: e questa impone che gli esponenti delle classi non privilegiate vadano puniti. Essi non hanno voce, neppure nei verbali di interrogatorio che sempre vengono tradotti nel linguaggio delle classi privilegiate (“tradurre è tradire”, contesta la difesa, peraltro piuttosto assente).

Non è neppure un film sull’amore, almeno nel significato tradizionale. Difficile classificare amore il sentimento represso e frustrato di lui, ancor più difficile leggere negli sguardi distaccati di lei.

Ma qualcosa in fin dei conti accade, tutto restando nel dominio del Caso: quello che li ha fatti rincontrare, quello che ha consentito all’imputato di venir assolto, quello che fa emozionare il presidente per un complice sorriso di lei. Ma cosa riservi loro il Caso, il film non lo lascia neppure intuire.

23 settembre 2017
Se ti piace questo articolo e trovi interessante la nostra rivista, iscriviti alla newsletter per ricevere gli aggiornamenti sulle nuove pubblicazioni.
La giornata particolare di una giuria popolare
La giornata particolare di una giuria popolare
di Oscar Magi
Una nuova recensione per La convocazione di Enrico Maisto, un film in cui l'autore passa con naturalezza dalla narrazione del registro intimo e quotidiano dei convocati a comporre la giuria a quello solenne del giuramento finale in un crescendo emotivo e intenso.
3 febbraio 2018
<i>La convocazione</i>, un film civile
La convocazione, un film civile
di Ilio Mannucci Pacini
La recensione al documentario di Enrico Maisto, un'opera in cui sensazioni ed emozioni esprimono il punto di vista dei cittadini comuni sull’istituzione giudiziaria e sulla giustizia
20 gennaio 2018
Quando le ombre del carcere si allungano sugli affetti
Quando le ombre del carcere si allungano sugli affetti
di Fabio Gianfilippi
Guardando le “Ombre della sera”, un film di Valentina Esposito
18 novembre 2017
Pio Amato: un nome tenero in una vicenda dura. Da ricordare, comunque
Pio Amato: un nome tenero in una vicenda dura. Da ricordare, comunque
di Ennio Tomaselli
Riflessioni su A Ciambra, il film di Jonas Carpignano prodotto da Martin Scorsese
28 ottobre 2017
“La vita in comune” di Edoardo Winspeare
“La vita in comune” di Edoardo Winspeare
di Simonetta Rubino
La recensione all'ultimo film del regista salentino presentato alla 74esima Mostra del cinema di Venezia
16 settembre 2017
Manchester by the sea
Manchester by the sea
di Isabella Mariani
La recensione al film di Kenneth Lonergan, vincitore di due premi Oscar: miglior sceneggiatura originale, miglior attore protagonista per Casey Affleck
18 marzo 2017
<i>Arrival</i>, un film di Denis Villeneuve
Arrival, un film di Denis Villeneuve
di Bruno Capponi
Il circolo e il tempo sono le chiavi di lettura di quest'opera presentata all'ultimo Festival di Venezia
5 febbraio 2017
Lion, la strada verso casa
Lion, la strada verso casa
di Carla Spagnuolo
La ricchezza del film sta nel trattare in modo non didascalico il tema del diritto alla conoscenza delle origini, il valore della fratria, il significato delle adozioni
21 gennaio 2017
La verità negata
La verità negata
di Patrizia Papa
Recensione a “Denial”, film del regista britannico Mick Jackson
26 novembre 2016
Io, Daniel Blake
Io, Daniel Blake
di Simonetta Rubino
Recensione al film di Ken Loach, vincitore della Palma d'oro al Festival di Cannes 2016
19 novembre 2016
Newsletter


Fascicolo 4/2017
L’orgoglio dell’autogoverno
una sfida possibile per i 60 anni del Csm
Magistratura e società
“Il diritto a un reddito di base. Il welfare nell'età dell'innovazione”
“Il diritto a un reddito di base. Il welfare nell'età dell'innovazione”
di Carla Ponterio
In un contesto di crisi e di predominio degli interessi economici, il volume di Giuseppe Bronzini (Edizioni Gruppo Abele, 2017), attraverso una visione che spazia dalle teorie di Thomas Paine al lavoro digitale, fa il punto sulla tutela dei diritti sociali e sulla necessità di un reddito di base quale precondizione di un’esistenza libera e dignitosa, evocando un nuovo welfare europeo.
24 febbraio 2018
Cittadini senza politica. Politica senza cittadini
Cittadini senza politica. Politica senza cittadini
di Valentina Pazè
Il crescente distacco tra cittadini e istituzioni che si registra nella maggior parte delle democrazie contemporanee non è ascrivibile solo a qualunquismo, disinteresse o protesta, più o meno consapevole, nei confronti di una classe politica inadeguata e corrotta. È indice di qualcosa di più grave: una radicale perdita di fiducia nella democrazia come veicolo di cambiamento ed emancipazione sociale, che oggi interessa in particolare i più poveri e i più svantaggiati.
23 febbraio 2018
“Politica e corruzione. Partiti e reti di affari da Tangentopoli a oggi”
“Politica e corruzione. Partiti e reti di affari da Tangentopoli a oggi”
di Paola Perrone
Porre al centro di una ricerca scientifica lo studio della corruzione è obiettivo impegnativo. Questo volume, a cura di Rocco Sciarrone, tenta di farlo diversificando le varie regioni italiane e guardando il fenomeno nel suo evolversi nel tempo. I suoi autori si focalizzano sulla corruzione politica ma allargano lo sguardo a verificare le possibili connessioni con criminalità organizzata e reati economici, sottoponendo a verifica 580 sentenze della Cassazione emesse in 10 anni e 104 richieste di autorizzazione a procedere contro parlamentari nell'arco di 20 anni.
17 febbraio 2018
La giornata particolare di una giuria popolare
La giornata particolare di una giuria popolare
di Oscar Magi
Una nuova recensione per La convocazione di Enrico Maisto, un film in cui l'autore passa con naturalezza dalla narrazione del registro intimo e quotidiano dei convocati a comporre la giuria a quello solenne del giuramento finale in un crescendo emotivo e intenso.
3 febbraio 2018
La giustizia penale internazionale tra passato e futuro
La giustizia penale internazionale tra passato e futuro
di Daniele Archibugi
A dicembre, dopo 25 anni di attività, ha chiuso i battenti il Tribunale penale internazionale per l’ex-Jugoslavia. A luglio si celebrano i primi vent'anni della Corte penale internazionale. Che cosa è riuscita finora ad ottenere la nuova giustizia penale internazionale? È effettivamente riuscita ad evitare di essere la giustizia dei vincitori? E, soprattutto, quali sono le prospettive per renderla uno strumento a difesa dei diritti umani? Questi i temi affrontati nel libro di Archibugi e Pease, brevemente esposti in questa nota.
27 gennaio 2018
Attualità delle lezioni tenute in Messico da Piero Calamandrei nel febbraio 1952*
Attualità delle lezioni tenute in Messico da Piero Calamandrei nel febbraio 1952*
di Giuliano Scarselli
I temi affrontati nelle sei conferenze messicane hanno ad oggetto questioni ancora vive e affatto risolte. È un piacere per me riproporle, e prender spunto da esse per valutare pecche e stalli del nostro vigente processo civile, e suggerire (perché no?) qualche piccolo rimedio. A ciò è dedicato questo scritto, diviso in paragrafi, uno per ogni conferenza.
26 gennaio 2018