home search menu
Ricordiamoci dei diritti degli immigrati
Osservatorio internazionale / Europa
Ricordiamoci dei diritti degli immigrati
di Guglielmo Taffini
LLM EU and international law
Le linee guida del Consiglio d'Europa in materia di immigrazione

Lo scorso 9 settembre, il Segretario Generale del Consiglio d’Europa, Thorbjørn Jagland, ha indicato delle linee guida per i 47 Stati Membri del Consiglio d’Europa in materia di immigrazione e trattamento dei richiedenti asilo e dei migranti, in particolare con riferimento all’accoglimento e alle condizioni dei centri di detenzione temporanei.

Le linee guida si occupano: A) dell’entrata e della ricezione dei migranti nel territorio nazionale; B) della detenzione dei migranti; C) dell’accesso alla procedura per richiedere l’asilo; D) della necessità di approntare livelli di tutela superiori per gli individui o i gruppi particolarmente vulnerabili; infine, E) dell’espulsione

Prima di analizzare la sostanza di queste linee guida occorre preliminarmente sottolineare che i migranti e i richiedenti asilo godono dei diritti enunciati dalla Convenzione Europea dei diritti dell’uomo (CEDU), ed in parte di quelli enunciati dalla Carta Sociale Europea nel momento in cui effettuano l’ingresso nel territorio di uno degli Stati Membri del Consiglio d’Europa.

A. La CEDU trova piena applicazione nei confronti dei migranti con cui le autorità nazionali entrano in contatto, o all’interno del territorio nazionale o in zone internazionali o di transito. Nell’esercizio delle attività di controllo dei confini, gli Stati Membri devono rispettare la Convenzione EDU, nonché i principi che emergono dalla giurisprudenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo.

Ciò comporta: a) il divieto di respingimenti ed espulsioni collettive; b) il rispetto del principio del non-refoulement, per cui un migrante non può essere respinto qualora vi sia un rischio concreto che gli sia inflitta la pena capitale, o che venga sottoposto a tortura o altri trattamenti inumani o degradanti, o qualsiasi altra violazione grave dei suoi diritti fondamentali; c) il divieto di discriminazioni nel garantire l’accesso al territorio nazionale; d) nei centri di accoglienza dovrebbero essere garantiti cure mediche e cibo.

B. I migranti ristretti o privati della libertà devono essere detenuti in condizioni compatibili con gli standards enunciati dal Comitato europeo per la prevenzione della tortura (CPT). In particolare, gli Stati Membri possono ricorrere alla detenzione dei migranti solo in casi eccezionali e qualora le circostanze del caso lo giustifichino. La detenzione è giustificata per prevenire l’ingresso illegale dei migranti nel territorio nazionale e per concludere efficientemente e nel minor tempo possibile le procedure d’asilo.

C. Le linee guida stabiliscono che i migranti devono avere accesso a procedure d’asilo che rispettino i principi del giusto processo.

D. Agli individui appartenenti a gruppi particolarmente vulnerabili devono essere apportati livelli di tutela maggiori. Tra questi individui le linee guida indicano: i minori non accompagnati, le vittime di tortura, soggetti con handicap mentali o fisici e le donne.

E. Nei confronti degli individui soggetti a espulsione le autorità nazionali potranno far ricorso a mezzi coercitivi solo in quanto ciò sia ragionevole e strettamente necessario.

Merita infine accennare come la Carta Sociale Europea imponga agli Stati Membri di assicurare una serie di servizi minimi ai migranti sul loro territorio. Tra questi servizi le linee guida indicano: vitto, alloggio, vestiario e cure mediche. Se fornire questi servizi minimi non è un problema per i paesi del nord Europa; paesi come la Grecia e l’Italia, con strutture per l’accoglienza congestionate, risorse umane e materiali insufficienti, difficilmente riescono a garantire ai migranti anche solo questi servizi minimi. Le linee guida si limitano a proporre una sintesi dei diritti fondamentali in materia di non-refoulement.

Non viene in alcun modo posto l’accento sui problemi concreti dell’emergenza immigrazione. Ciò è anche dovuto alla circostanza che, nel quadro dell’emergenza immigrazione, ogni riferimento a situazioni concrete viene interpretato come una presa di posizione politica. Trattasi in realtà di istanti delicatissimi della storia dell’Europa, ove gli Stati Membri stanno agendo in modo non coordinato, in parte per le difficoltà affrontate dai governi nazionali, confrontati con opposizioni aggressive e marcatamente xenofobe pronte a discreditare l’azione del governo ad ogni piè sospinto, in parte per la mancanza di solidarietà tra gli Stati Membri. 

Mancanza di solidarietà da non circoscrivere alla sfera del governo degli Stati; al contrario, da allargare a buona parte della cittadinanza europea. Tutti avranno sicuramente avuto occasione di vedere il video ove una reporter ungherese fa lo sgambetto ad un migrante con in braccio un bambino piccolo.

Quelle immagini, scioccanti come quelle dei corpi in mare, sono a mio avviso lo specchio di una larga fetta della società europea oggi. Non una brutalità isolata, ma un sentimento radicato profondamente in molti europei. Sgambetto all’umanità e alla solidarietà, richiamo del branco per l’egoismo e la xenofobia. Questa mancanza di solidarietà, sia a livello statale che di società civile, sta al centro dell’emergenza immigrazione. Dobbiamo ancora capire che direzione dare a questa Europa. Tuttavia, sembra che nelle situazioni di difficoltà, come quella presente, gli Stati Membri incontrino difficoltà anche solo nel pronunciare la parola solidarietà.

Intanto il Consiglio d’Europa invia un reminder agli Stati Membri, un post-it per i capi di stato: ricordatevi di rispettare i diritti fondamentali.

24 settembre 2015
Se ti piace questo articolo e trovi interessante la nostra rivista, iscriviti alla newsletter per ricevere gli aggiornamenti sulle nuove pubblicazioni.
La “questione migranti” nei paesi Ue: alcuni dati
Il sequestro della Iuventa: Ong e soccorso in mare
Il sequestro della Iuventa: Ong e soccorso in mare
di Roberta Barberini
Il sequestro della Iuventa coinvolge questioni di diritto internazionale che mai, finora, si erano presentate, nei processi contro i trafficanti. L’apertura del procedimento ha purtroppo avuto la conseguenza di portare in secondo piano le gravi responsabilità dell’Europa nella gestione del fenomeno migratorio. Esso può essere, tuttavia, l’occasione per fare chiarezza, anche nel mondo delle Ong, su come si declinino i principi umanitari dell’accoglienza e del soccorso in mare e su come sia necessario mantenerli – nell’interesse degli stessi migranti – nella cornice di legalità con cui l’Italia, per una volta sostenuta dall’Europa, sta provando a definire un perimetro che tenga insieme diritti e doveri dell’accoglienza
18 settembre 2017
Giustizia crocifissa: le ferite, mai rimarginate, del processo a Sacco e Vanzetti*
Il “trattenimento” del migrante irregolare nei «punti di crisi» <i>ex</i> art. 10-<i>ter</i> d.lgs n. 286 del 1998 nel prisma della convenzione europea
Il “trattenimento” del migrante irregolare nei «punti di crisi» ex art. 10-ter d.lgs n. 286 del 1998 nel prisma della convenzione europea
di Fabio Cassibba
Pubblichiamo il testo della relazione svolta al convegno Ripensare le migrazioni forzate. Teorie, prassi, linguaggi e rappresentazioni, organizzato da Escapes – Laboratorio di studi critici sulle migrazioni forzate (Parma, 8-9 giugno 2017)
24 luglio 2017
Da eroi a trafficanti: le accuse ai protagonisti delle operazioni di ricerca e soccorso in mare
Da eroi a trafficanti: le accuse ai protagonisti delle operazioni di ricerca e soccorso in mare
di Paola Barretta
Le operazioni di ricerca e soccorso (SAR) dei migranti sono oggi uno dei temi principali nel dibattito politico, mediatico e pubblico. È un argomento direttamente collegato alle politiche nazionali ed europee in materia di migrazione e, più o meno indirettamente, alle politiche di sicurezza e spesso sovrapposto e intrecciato a storie umane, individuali o collettive, di speranza, gioia, sofferenza e morte
4 luglio 2017
Il rapporto sui provvedimenti di convalida e proroga del trattenimento emessi dal Giudice di pace di Bari
Il rapporto sui provvedimenti di convalida e proroga del trattenimento emessi dal Giudice di pace di Bari
di Dario Belluccio
La ricerca svolta dal Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Bari pone alle categorie professionali coinvolte (innanzitutto giudici di pace ed avvocati) di fronte alla necessità di avviare una seria riflessione sulla tutela della libertà personale
17 giugno 2017
Un progetto di ufficio per il processo per la sezione in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell'Unione europea
Migranti e integrazione di “valori”: i giudici parlano solo con le sentenze? No, grazie
Migranti e integrazione di “valori”: i giudici parlano solo con le sentenze? No, grazie
di Donatella Stasio
Al di là dei profili giuridici, la sentenza sul sikh che girava con il coltello sacro di 18 cm esprime valutazioni politiche che, non rettificate dalla Cassazione, rischiano di cristallizzarsi nell’opinione pubblica come principi di diritto
19 maggio 2017
Zuccaro e le Ong, quell’insostenibile <i>deficit</i> di cultura della comunicazione
Zuccaro e le Ong, quell’insostenibile deficit di cultura della comunicazione
di Donatella Stasio
La cronaca conferma che la Giustizia ha un problema di comunicazione, anche se soltanto il 13,8% dei magistrati ne ha consapevolezza. Csm e Scuola devono colmare questa lacuna culturale, che si ritorce contro la trasparenza e la credibilità dell’istituzione
3 maggio 2017
“Vergogna ed esclusione. L’Europa di fronte alla sfida dell’emigrazione”
“Vergogna ed esclusione. L’Europa di fronte alla sfida dell’emigrazione”
di Mariarosaria Guglielmi
Pubblichiamo l'intervento tenuto a Padova lo scorso 27 marzo, in occasione della presentazione del volume curato da Umberto Curi (Castelvecchi)
20 aprile 2017
Newsletter


Fascicolo 2/2017
Le nuove disuguaglianze
Beni comuni

Dedicato a Stefano Rodotà
Osservatorio internazionale
Il controllo datoriale delle comunicazioni elettroniche del lavoratore dopo la sentenza <i>Barbulescu 2</i> della Cedu
Il controllo datoriale delle comunicazioni elettroniche del lavoratore dopo la sentenza Barbulescu 2 della Cedu
di Francesco Buffa
La sentenza Barbulescu c. Romania del 5 settembre 2017 della Grande Camera della Corte Edu, in riforma del precedente della Camera semplice del 12 gennaio 2016, riscrive le linee fondamentali di protezione del lavoratore dal controllo datoriale sulle e-mail aziendali
18 ottobre 2017
CEDU, pillole di luglio
CEDU, pillole di luglio
di Alice Pisapia
Le più interessanti pronunce della Corte Edu emesse a luglio 2017
16 ottobre 2017
La “questione migranti” nei paesi Ue: alcuni dati
CGUE, pillole di luglio
CGUE, pillole di luglio
di Alice Pisapia
Le più interessanti pronunce della Corte del Lussemburgo emesse a luglio 2017
28 settembre 2017
CEDU, pillole di giugno
CEDU, pillole di giugno
di Alice Pisapia
Le più interessanti pronunce della Corte Edu emesse a giugno 2017
23 settembre 2017
La Corte Edu e le leggi retroattive*