Magistratura democratica
Osservatorio internazionale
Cedu, il primo parere consultivo su gestation pour autrui
di Francesco Buffa
consigliere di Cassazione distaccato alla Corte europea dei diritti dell’uomo in Strasburgo
Pubblicato il provvedimento della Grande Chambre ai sensi del Protocollo addizionale n. 16

Il procedimento di richiesta di parere consultivo alla Cedu era stato attivato per la prima volta dalla Corte di cassazione francese, che aveva richiesto un doppio parere in materia del cd. utero surrogato, in relazione alla trascrizione di atti dello stato civile formati all’estero ed al procedimento di adozione.

Il caso è stato presentato in questa Rivista on-line nella nota “Gestation pour autrui: la prima richiesta di parere consultivo alla Cedu dell’11 ottobre scorso, alla quale si fa rinvio.

Nel parere pubblicato il 10 aprile, la Corte ha ritenuto che, nella situazione in cui un bambino è nato all'estero attraverso un accordo di maternità surrogata gestazionale ed è stato concepito usando i gameti del padre designato e un donatore di terze parti, e dove la relazione legale genitore-figlio con il padre designato è stata riconosciuta nel diritto nazionale:

1. Il diritto del bambino al rispetto della vita privata ai sensi dell'articolo 8 della Convenzione richiede che la legislazione nazionale preveda la possibilità di riconoscere una relazione genitore-figlio con la madre designata, indicata nel certificato di nascita legalmente emesso all'estero come «Madre legale»;

2. il diritto del bambino al rispetto della vita privata ai sensi dell'articolo 8 della Convenzione non richiede che tale riconoscimento assuma la forma necessaria di iscrizione nel registro delle nascite, matrimoni e decessi dei dati del certificato di nascita legalmente emesso all'estero; un altro mezzo, come l'adozione del bambino da parte della madre designata, può essere utilizzato a condizione che la procedura stabilita dalla legislazione nazionale garantisca che possa essere attuata tempestivamente ed efficacemente, nel rispetto dell'interesse superiore del bambino.

La Cedu ha dunque stabilito che il diritto del bambino ad avere entrambi i genitori è più forte del divieto della maternità surrogata; restano peraltro rimesse alla discrezionalità degli Stati le modalità – tra quelle indicate − per il soddisfacimento di tale diritto, con la trascrizione sui registri dello stato civile o con la previsione dell’adozione.

Sul procedimento giurisdizionale, si rinvia alla nota in questa Rivista on-lineIl Protocollo n. 16 addizionale alla Convenzione Edu è pronto per entrare in vigore” del 2 maggio 2018 e ai documenti qui allegati, documenti ufficiali pubblicati sul sito della Corte.

Si ricorda infine, che la mancata ratifica del protocollo addizionale da parte dell’Italia, se preclude – a giudizio di alcuni − l’attivabilità del meccanismo consultivo da parte dei giudici italiani, non esclude la astratta rilevanza del parere verso tutti i Paesi membri, ancorché si tratti sempre, è bene precisarlo, di parere non vincolante.

2 maggio 2019
Altri articoli di Francesco Buffa
Se ti piace questo articolo e trovi interessante la nostra rivista, iscriviti alla newsletter per ricevere gli aggiornamenti sulle nuove pubblicazioni.
Diritto sovranazionale e diritto interno: rimedi interpretativi
di Valeria Piccone
Una riflessione sull’attuale panorama dei rapporti interordinamentali alla luce della doppia pregiudizialità per come la stessa si è dipanata nel corso dell’ultimo anno
27 dicembre 2019
Zone di transito internazionali degli aeroporti: zone grigie del diritto
di Annapaola Ammirati e Adelaide Massimi
Un commento critico a prospettive e prassi attuate dalla pubblica amministrazione
9 dicembre 2019
di Marcello Bortolato
Nell’opinione pubblica, anche qualificata, continua a essere diffusa l’idea che l’ergastolo sia una pena riducibile e che il “fine pena mai” non esista. È vero il contrario. Mentre è in calo il numero dei reati, le condanne all’ergastolo aumentano e, tra di esse, quelle all’ergastolo effettivamente senza right to hope, senza via di uscita. Ostativo, viene comunemente definito. Un magistrato di sorveglianza ci spiega bene cosa è e perché non dovrebbe avere cittadinanza nel nostro ordinamento, tanto più dopo la sentenza della Corte di Strasburgo Viola c. Italia. Lo pubblichiamo per sfatare luoghi comuni e false giustificazioni, in attesa che il 22 ottobre si pronunci la Corte costituzionale
15 ottobre 2019
di Lucia Tria
Nel presente intervento si illustrano sinteticamente gli aspetti positivi del dialogo e della collaborazione fra giuristi di Paesi civil law e giuristi di Paesi di common law – a partire dai giuristi britannici – quali finora si sono avuti in ambito europeo, confidando, per il dopo Brexit, nell’europeismo giuridico che si è manifestato dopo il Protocollo n. 30 del Trattato di Lisbona, pur con le debite differenze
11 ottobre 2019
Il sistema dei rimedi de libertate alla luce della giurisprudenza della Cedu nella sentenza Rizzotto c. Italia (5 settembre 2019)
di Daniela Cardamone
Nel sistema dei rimedi in tema di privazione della libertà personale, il diritto dell’indagato di essere sentito personalmente dal giudice assume per la Corte EDU un carattere così pregnante da svalutare qualsiasi altra garanzia procedimentale. L’indagato appare essere il principale, se non esclusivo, garante del proprio diritto di difesa restando sullo sfondo, fino quasi a scomparire, tutti gli altri attori del procedimento, ivi compreso il difensore
1 ottobre 2019
Sentenze di aprile 2019
di Marika Ikonomu e Maria Giuliana Civinini
Le più interessanti pronunce emesse dalla Corte di Strasburgo ad aprile 2019: legittimità della detenzione del richiedente asilo, deroga ad alcuni diritti fondamentali durante lo stato di emergenza, diritto a un equo processo, diritto al rispetto della vita privata e familiare, best interests of the child, principio del ne bis in idem
28 giugno 2019
Sentenze di marzo 2019
di Marika Ikonomu e Maria Giuliana Civinini
Le più interessanti pronunce emesse dalla Corte di Strasburgo a marzo 2019: inadeguatezza delle cure mediche durante la detenzione, diritto ad un ricorso effettivo contro il trattenimento nei centri di accoglienza, diritto al rispetto della vita familiare, diritto ad un tribunale costituito per legge, libertà di espressione
21 giugno 2019
Il caso Lambert tra pronunce della Corte Edu e decisioni del giudice nazionale
di Sabrina Apa
Con due decisioni cautelari (30 aprile e 20 maggio 2019), la Cedu è tornata a pronunciarsi sulla vicenda di Vincent Lambert, il cittadino francese rimasto tetraplegico ed in stato vegetativo a seguito di incidente stradale del 2008. Subito dopo è intervenuta la Corte d’appello di Parigi, che ha sospeso ogni intervento in attesa della pronuncia del Comitato Onu sui Diritti delle persone con disabilità
19 giugno 2019
Ergastolo ostativo, la Corte di Strasburgo condanna l’Italia
Per la Cedu, violato l'articolo 3 della Convenzione nel caso Viola c. Italia
13 giugno 2019
Sentenze di febbraio 2019
di Marika Ikonomu e Maria Giuliana Civinini
Le più interessanti pronunce emesse dalla Corte di Strasburgo a Febbraio 2019: ingerenza dello Stato nel diritto alla vita privata e familiare, condizioni di detenzione inumane e degradanti di minori non accompagnati e diritto ad un ricorso effettivo
7 giugno 2019