home search menu
Il 2016 di Questione Giustizia
Magistratura e società
Il 2016 di Questione Giustizia
di Giovanni Zaccaro
Giudice del Tribunale di Bari
Guida ragionata ad un anno della nostra rivista

L’anno 2016 si chiude con l’avvicendamento governativo a Palazzo Chigi. Gli effetti politici sono di poco conto, rimanendo quasi immutata la compagine dei ministri e la maggioranza parlamentare, ma il dato simbolico è di rilievo. La stagione riformista del Governo Renzi si è arenata nel fallimento del referendum costituzionale e della bocciatura della riforma che lo stesso (ex) Presidente del Consiglio aveva promesso per modernizzare il paese.

La Rivista si è occupata dei temi referendari, sicura del diritto dei magistrati di schierarsi e di partecipare al dibattito sulla modifica della Carta Costituzionale.

Al tema è stata dedicata particolare attenzione nel secondo fascicolo del 2016 della Rivista trimestrale (2/2016).

Abbiamo ospitato le tante opinioni a favore del NO e quelle a favore del Sì. Ma la redazione ha sempre rivendicato il proprio essere dalla parte dei diritti e delle garanzie. Di una democrazia fondata sulla limitazione del potere e contro le pretese di una democrazia dell’onnipotenza.

Tante altre sono state le riforme e le proposte di riforma che abbiamo aspettato, studiato, criticato: la legge sulle Unioni civili; i tentativi di disciplinare le intercettazioni proprio mentre le Sezioni Unite della Cassazione cercavano di dare una soluzione alle questioni che la tecnologia pone agli interpreti; la proposta di riforma della giustizia minorile; la proposta di  riforma della giustizia tributaria, a cui abbiamo dedicato parte del terzo numero della Rivista trimestrale di quest’anno (3/2016); la riforma della giustizia onoraria; le modifiche al tirocinio dei magistrati; le proposte di riforma in materia di riconoscimento della protezione internazionale. Al contempo, non abbiamo, mai smesso di ricordare le riforme che vorremmo. La legge sulla tortura, per esempio.

Avevamo chiuso l’anno 2015 dedicando al processo civile gran parte del quarto numero della Rivista trimestrale (4/2015).

Abbiamo tenuto ferma l’attenzione. Abbiamo raccolto le preoccupazioni per la cameralizzazione del giudizio in Cassazione; per la sommarizzazione del rito civile; per la fuga dalla giurisdizione per ricercare l’efficienza.

Siamo giunti a una conclusione. Non c’è bisogno di modifiche del rito ma di interventi infrastrutturali.

Ma c’è anche la percezione che le riforme possano mutare il ruolo del giudice (e la percezione che il giudice abbia di sé).

Scarselli ci ha messo in guardia. Le riforme del processo di esecuzione forzata rischiano non solo di rafforzare la tutela di talune categorie di creditori ma anche di trasformare il giudice dell’esecuzione: non più il giudice di tutte le parti del processo ma il giudice che deve vendere, per soddisfare le pretesi creditorie.

Si tratta degli stessi rischi che ha evidenziato Donini nell’esame della legislazione in materia di terrorismo internazionale.

A fronte di norme che disegnano un diritto penale “di lotta”, il giudice rischia di perdere il suo ruolo di garante dei diritti di tutti e vedersi invece arruolato nella lotta al terrorismo.

Una mutazione genetica alla quale si può resistere solo investendo nella professionalità del giudice.

Per questo l’attenzione ai temi della formazione, alla quale abbiamo dedicato tutto il primo numero del 2016 della Rivista trimestrale (1/2016).

Una formazione che non sia legata solo alla somministrazione di un sapere giuridica ma che sappia affrontare anche i temi della giustizia riparativa. Una formazione da preservare da ogni tentativo di depotenziamento.

Come ormai di tradizione, salutiamo alcuni amici e maestri che l’anno appena trascorso ha portato via con sé. Addio a Ettore ScolaErmanno ReaSandro Margara.

La redazione di Questione Giustizia augura a voi tutti buon 2017. Le nostre pubblicazioni riprenderanno dal 9 gennaio.

 
31 dicembre 2016
Se ti piace questo articolo e trovi interessante la nostra rivista, iscriviti alla newsletter per ricevere gli aggiornamenti sulle nuove pubblicazioni.
Se telefonando...
Se telefonando...
di Giuseppe Cascini, Elisabetta Cesqui, Valerio Spigarelli
Dialogo a più voci sulla riforma delle intercettazioni
7 maggio 2018
Carcere e intercettazioni: la magistratura sia protagonista del cambiamento
Carcere e intercettazioni: la magistratura sia protagonista del cambiamento
di Donatella Stasio
Le due riforme sono in bilico e solo nei prossimi giorni se ne conoscerà la sorte. A rischio soprattutto le nuove norme sugli ascolti, anche per il largo fronte contrario, che va da Lega e 5 Stelle a magistrati, avvocati e stampa
6 aprile 2018
Imputabilità: esigenza di maggiore linearità nelle prassi applicative degli articoli 97 e 98 del codice penale
Imputabilità: esigenza di maggiore linearità nelle prassi applicative degli articoli 97 e 98 del codice penale
di Ennio Tomaselli
Partendo da casi di cronaca, si approfondiscono problematiche sulla valutazione giurisprudenziale dell’imputabilità ex art. 98 cp, anche alla luce di dati statistici recenti. Si discute, in particolare, della correttezza formale e dell’opportunità, rispetto anche ad esigenze di chiarezza e credibilità dell’agire istituzionale, di pronunce dichiarative di non imputabilità in concreto non precedute da una valutazione collegiale e specializzata. Si segnala anche recente giurisprudenza di legittimità relativa agli infraquattordicenni, non imputabili ex lege, e si conclude sottolineando l’importanza che la giurisprudenza in questa materia, cruciale sul piano concettuale e sistematico, sia sempre più coerente con l’esigenza di una giustizia comunque a misura delle persone di minore età.
27 marzo 2018
Intercettazioni/2: riforma equilibrata ma senza risorse rischio boomerang
Intercettazioni/2: riforma equilibrata ma senza risorse rischio boomerang
di Donatella Stasio
Il decreto Orlando arriva dopo 22 anni di tentativi, talvolta liberticidi. Essenziale la sperimentazione di sei mesi per dotare gli uffici di risorse umane, professionali e tecnologiche; mentre è discutibile quella di altri sei mesi finalizzata alla pubblicabilità dell’ordinanza di custodia cautelare in funzione di come i magistrati avranno “imparato” a scrivere il provvedimento.
8 gennaio 2018
Intercettazioni, torna la norma contro “il mercato nero” della notizia
Intercettazioni, torna la norma contro “il mercato nero” della notizia
di Donatella Stasio
Il ministro della Giustizia Orlando scommette sulla trasparenza e, su spinta della commissione Giustizia della Camera, ripristina nel decreto il diritto dei giornalisti di acquisire direttamente l’ordinanza di custodia cautelare, una volta depositata
22 dicembre 2017
La decisione della Corte Edu su Bolzaneto, un altro grido nel deserto. L’Italia volta le spalle alla Convenzione, si assolve e guarda alla tortura degli altri*
Intercettazioni, il giallo della norma contro il “mercato nero” della notizia
Intercettazioni, il giallo della norma contro il “mercato nero” della notizia
di Donatella Stasio
Proposta dal Ministro della giustizia Andrea Orlando, la norma che consentiva ai giornalisti di accedere direttamente ai provvedimenti depositati, una volta depurati del superfluo e non più segreti, è stata espunta dal testo licenziato da Palazzo Chigi. La parola ora alle Camere.
13 novembre 2017
Il rito abbreviato nuovamente sotto la lente della Corte Europea dei diritti dell’uomo. La decisione Fornataro c. Italia (19 ottobre 2017)
Il rito abbreviato nuovamente sotto la lente della Corte Europea dei diritti dell’uomo. La decisione Fornataro c. Italia (19 ottobre 2017)
di Emma Rizzato
Con la decisione che si commenta, la Corte torna ad occuparsi del giudizio abbreviato, esaminando il caso esclusivamente alla luce e nel contesto della scelta processuale compiuta dall’imputato
10 novembre 2017
Processi e informazione. Orlando: «Prima la bonifica dei provvedimenti e solo dopo accesso aperto anche ai giornalisti»
Processi e informazione. Orlando: «Prima la bonifica dei provvedimenti e solo dopo accesso aperto anche ai giornalisti»
di Donatella Stasio
A colloquio con il Ministro della giustizia, contrario a recepire la proposta Pignatone-Cantone-Malavenda contro il “mercato nero” della notizia prima che tra i magistrati si sia radicata una cultura di «adeguatezza della motivazione» dei provvedimenti. Sulle intercettazioni non verrà nominata una Commissione ministeriale
25 luglio 2017
Intercettazioni (e non solo): la sfida dell’accesso diretto dei giornalisti agli atti depositati non più segreti
Intercettazioni (e non solo): la sfida dell’accesso diretto dei giornalisti agli atti depositati non più segreti
di Donatella Stasio
Fin dal 2015 il procuratore della Repubblica di Roma Giuseppe Pignatone ha rilanciato la modifica legislativa, che ora il ministro Orlando può realizzare dando attuazione alla delega sugli ascolti. Ampia condivisione tra i magistrati
6 luglio 2017
Newsletter


Fascicolo 2/2018
L’ospite straniero.
La protezione internazionale
nel sistema multilivello di tutela
dei diritti fondamentali
Magistratura e società
Pier Amato Perretta. Una vita per la libertà
Pier Amato Perretta. Una vita per la libertà
di Giuseppe Calzati
Un magistrato impegnato nell’associazionismo delle origini, che previde la deriva autoritaria del fascismo e che ad esso si oppose fino alla scelta di abbandonare l’ordine giudiziario e fino al sacrificio della vita durante la Resistenza
14 settembre 2018
Il giudice dei diritti
Il giudice dei diritti
di Marco Del Gaudio
La legittimazione autonoma della giurisdizione è un dato necessario che deriva dal suo ruolo di controllo sull’esercizio illegale del potere, a prescindere dalla “quantità di volontà popolare” che ha contribuito a legittimare quel potere di Governo. Nessun consenso rende lecito un atto di Governo contrario alle regole, ed è essenziale che la violazione sia accertata, riconosciuta e stigmatizzata in sede giurisdizionale. A maggior ragione nessun consenso, per quanto maggioritario o pressoché unanime, potrebbe rendere lecito un comportamento previsto dalla legge come reato
14 settembre 2018
Il Forteto, storia, poco nota, di una comunità maltrattante
Il Forteto, storia, poco nota, di una comunità maltrattante
di Vittorio Borraccetti
Nella comunità del Forteto, in territorio toscano, molte persone affidate per ragioni di cura e sostegno sono state maltrattate e abusate per decenni. La lettura delle sentenze del processo conclusosi da poco in Cassazione, e anche di precedenti decisioni giudiziarie, ha fatto emergere non solo i fatti delittuosi ma anche i comportamenti negligenti se non corrivi di chi doveva vigilare
11 settembre 2018
Populismo e diritto. Un’introduzione
Populismo e diritto. Un’introduzione
di Enrico Scoditti
Populismo e diritto rinviano a forme di legame sociale antitetiche: il primo persegue la risoluzione della questione sociale e di quella identitaria senza alcuna mediazione e connessione di sistema, il secondo mira alla neutrale limitazione di ogni potere. Nel costituzionalismo del Novecento europeo si è avuta l’incorporazione nel diritto della questione sociale e di quella dell’appartenenza ad una comunità grazie alla mediazione della politica quale civilizzazione degli impulsi e addomesticamento di paure e angosce. Se la politica perde tale funzione emerge l’antitesi fra populismo e diritto e per i giuristi si apre un tempo di nuove responsabilità
10 settembre 2018
Per Graziana Calcagno
Per Graziana Calcagno
di Marco Bouchard
Ad un mese dalla sua scomparsa, il ricordo di una meravigliosa giudice, utopia vivente di un altro modo d’essere magistrato
6 settembre 2018
L’attacco alla giurisdizione come elemento della politica nazionalsocialista. Una questione contemporanea?
L’attacco alla giurisdizione come elemento della politica nazionalsocialista. Una questione contemporanea?
di Giuseppe Battarino
Dopo la vittoria elettorale e l'arrivo al governo i nazionalsocialisti avviano le “impercettibili transizioni” che porteranno a un regime totalitario, utilizzando tecniche di forzata riduzione della complessità ordinamentale, storicamente riproducibili ma riconoscibili da chi voglia tutelare la democrazia costituzionale
4 settembre 2018