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Leggi e istituzioni
Il Fondo unico Giustizia
di Francesco Menditto
Procuratore della Repubblica Lanciano
Dopo l'articolo di Viviano e Ziniti su La Repubblica del 5 febbraio: "il tesoro sequestrato alla mafia che nessuno utilizza", pubblichiamo un intervento sul tema del FUG e la difficile gestione dei beni e dei patrimoni sequestrati

Sommario:

1. Il contrasto patrimoniale alle mafie, i beni sequestrati e confiscati -

2. La destinazione dei beni confiscati, le ricorrenti polemiche (e le mancanza di interventi) -

3. L’utilizzo del Fondo Unico Giustizia per affrontare le criticità -

4. Le ragioni dell’istituzione del Fondo Unico Giustizia (FUG) -

5 . Le risorse che affluiscono al FUG -

6. La gestione del FUG: Equitalia Giustizia -

7 . Il (parziale) riparto delle somme sequestrate: la normativa-

8. L’attuazione della normativa, le risorse del FUG effettivamente riutilizzate -

9. Conclusioni e proposte.

6 febbraio 2014
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La confusione dei crediti erariali dopo la confisca di prevenzione
La confusione dei crediti erariali dopo la confisca di prevenzione
di Luigi Petrucci
La risoluzione n. 114/E emanata dall’Agenzia delle entrate il 31 agosto 2017 detta l’interpretazione dell’art. 50, comma 2, d.lgs n. 159/2011 in tema di confusione dei crediti erariali alla quale si dovranno attenere gli uffici finanziari. Pur essendo un atto formalmente volto all’interpretazione della normativa vigente, il modo innovativo in cui affronta molte delle questioni che si erano poste nella prassi e nei commenti dottrinali lo rende un atto sostanzialmente innovativo dell’ordinamento, destinato ad incidere in modo profondo nell’amministrazione dei beni in sequestro e nella fase di verifica e pagamento dei crediti sorti ante e post sequestro. L’articolo si propone di illustrare le novità in materia e le ricadute sugli adempimenti fiscali dell’amministratore giudiziario in continuità con un precedente intervento dell'Autore su questa Rivista*
15 giugno 2018
La legge n. 161/2017 e le sue modifiche al d.lgs n. 159/2011 in tema di applicazione di misure di prevenzioni patrimoniali agli indiziati di reati contro la Pubblica amministrazione. Un invito alla magistratura: adelante con juicio
Mafie di mezzo
Mafie di mezzo
di Costantino Visconti
Il metodo che il sociologo Vittorio Martone impiega nel volume Le mafie di mezzo. Mercati e reti criminali a Roma e nel Lazio (Donzelli, 2017) è figlio di un serio lavoro collettivo. Opere come queste possono fungere da grandangolo, aiutando il giurista a valutare la questione criminale in un contesto più ampio e problematico, senza l’assillo di strozzare l’interpretazione dei fatti nell’ottica della loro qualificazione giuridica.
9 dicembre 2017
Vite di mafia. In movimento*
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di Marcello Ravveduto
Nel suo Vita di mafia (Einaudi, 2017), Federico Varese compie un’analisi policentrica e multidimensionale su Cosa Nostra, mafia russa, Triadi e Yakuza. Una comparazione affascinante in cui l’uso dell’io narrativo non è quello del romanzo ma quello del ricercatore che conduce la sua analisi compenetrandosi in fatti e persone
2 dicembre 2017
Alle origini del discorso sulla mafia
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di Piergiorgio Morosini
Recensione al libro di Umberto Santino La mafia dimenticata. La criminalità organizzata in Sicilia dall’unità d’Italia ai primi del Novecento (Melampo, 2017).
9 settembre 2017
Pio La Torre, un innovatore politico
Pio La Torre, un innovatore politico
di Nando Dalla Chiesa
Pochi uomini hanno avuto un rapporto così diretto con le trasformazioni di quella che poi avremmo imparato a chiamare Cosa Nostra. E ancor meno uomini ne hanno compreso i mutamenti adeguando nel tempo le forme e le prospettive della propria azione conflittuale
8 giugno 2017
Riina, la suprema Corte e lo Stato di diritto
Riina, la suprema Corte e lo Stato di diritto
di Riccardo De Vito
La sentenza nei confronti di Totò Riina ci ricorda che per la Costituzione non c'è persona, terrorista o mafiosa che sia, che possa essere privata del nucleo fondamentale dei diritti umani
6 giugno 2017
Ricordo di Pio La Torre
Ricordo di Pio La Torre
di Giuseppe Zupo
Il Pci dette mandato all’avv. Giuseppe Zupo di costituirsi per la parte civile nel processo per l’assassinio di Pio La Torre. In questo breve scritto egli ricorda Pio La Torre e tratteggia, dal suo punto di vista, lo svolgimento della vicenda processuale dalla fase delle indagini preliminari, al processo e alla successiva rimessione del suo mandato di avvocato per la parte civile per conto del Pci poi Pds
30 maggio 2017
Prima della bomba di Capaci
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di Piergiorgio Morosini
Recensione al volume di Giovanni Bianconi L’assedio. Troppi nemici per Giovanni Falcone (Einaudi – Stile Libero Extra, 2017)
22 maggio 2017
Pio La Torre, “un siciliano all’estero”
Pio La Torre, “un siciliano all’estero”
di Luciano Violante
La questione meridionale, il problema agrario, le condizioni di vita dei poveri, la corruzione al comune di Palermo e il malgoverno della regione Sicilia, il ruolo dell’isola nel Mediterraneo: erano queste le linee guida del suo impegno. Il suo contributo alla lotta alla mafia sarebbe interpretato in modo riduttivo se sconnesso dagli altri terreni del suo lavoro
4 maggio 2017
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Fascicolo 2/2018
L’ospite straniero.
La protezione internazionale
nel sistema multilivello di tutela
dei diritti fondamentali
Leggi e istituzioni
Il Presidente Mattarella agli “uditori” e a tutti i magistrati
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di Edmondo Bruti Liberati
Affrontate le non poche difficoltà quotidiane e la «fatica del decidere» con senso della misura, passione e tenacia «avendo sempre ben presente anche il fascino del compito che la Repubblica vi affida»
25 luglio 2018
Nomine dei “laici” al Csm e negli altri Consigli di garanzia: per la trasparenza delle procedure e il rispetto dell’art. 51 Cost.
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di Tania Groppi
La lettera inviata dalle costituzionaliste ai Presidenti delle Camere pone il problema della elezione, da parte del Parlamento, di 21 uomini nelle 21 posizioni disponibili, in piena sintonia con l’esortazione del Capo dello Stato, che ha ricordato alla politica che il mondo «è composto da donne e da uomini, e non soltanto dal genere maschile»
25 luglio 2018
Legittima difesa: il comunicato dell’Associazione italiana dei professori di diritto penale
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«La riforma della legittima difesa deve essere conforme ai principi costituzionali e sovranazionali e non può ingannare i cittadini. Nessuna riforma potrà impedire indagini e processi, che si svolgono anche quando si uccide il cane del vicino»
24 luglio 2018
Ergastolo e preclusioni all’accesso ai benefici penitenziari: dalla Corte costituzionale un richiamo alla centralità del finalismo rieducativo della pena
Ergastolo e preclusioni all’accesso ai benefici penitenziari: dalla Corte costituzionale un richiamo alla centralità del finalismo rieducativo della pena
di Alessandra Galluccio
La dichiarazione di illegittimità costituzionale dell’art. 58-quater, comma 4, ord. pen. – che prevedeva un trattamento penitenziario estremamente rigido e rigoroso per i condannati all’ergastolo ai sensi degli artt. 630, comma 3 e 289-bis, comma 3 cp (sequestro di persona a scopo di estorsione o terrorismo ed eversione, con morte del sequestrato) – è l’occasione, per la Consulta, di affermare nuovamente la centralità del finalismo rieducativo della sanzione, nella forma del reinserimento sociale del condannato che dimostri di partecipare al percorso rieducativo
16 luglio 2018
Sull’attenuazione della clausola di salvaguardia in materia di responsabilità civile del magistrato: questioni ancora aperte? *
di Federico Sorrentino
La sentenza della Corte costituzionale n. 164 del 2017, che ha ritenuto infondata la questione di legittimità costituzionale sull’abrogazione (ad opera della legge 27 febbraio 2015, n. 18) del procedimento di ammissibilità (cd. filtro) delle domande risarcitorie in tema di responsabilità civile del magistrato, non si è invece pronunziata su altre questioni coinvolgenti le modifiche apportate alla legge n. 117 del 1988. Tra queste, si esamina quella concernente l’attenuazione della cd. clausola di salvaguardia (posta a garanzia della funzione giurisdizionale), per vagliarne i possibili esiti alla luce del quadro normativo interno, costituzionale ed eurounitario
27 giugno 2018
Tanti auguri alla Repubblica
Tanti auguri alla Repubblica
di Renato Rordorf
La festa della Repubblica coincide quest’anno con la grave crisi istituzionale provocata dalla mancata formazione del Governo auspicato dalle due forze politiche che hanno maggiormente beneficiato dell’esito della recente consultazione elettorale. Il rifiuto da parte del Capo dello Stato di avallare la nomina di uno dei ministri indicati da dette forze politiche ha innescato una polemica violentissima e persino la prospettata messa in stato d’accusa del presidente della Repubblica. La gravità della crisi non dipende dalla difficoltà di formare un Governo in grado di ottenere la fiducia del Parlamento, quanto piuttosto nella messa in discussione delle prerogative e dei poteri del Capo dello Stato, le cui decisioni possono essere criticate ma che non dovrebbe essere delegittimato in nome di una pretesa supremazia della volontà popolare impersonata dai partiti vittoriosi nelle elezioni. È in gioco la tenuta dell’assetto costituzionale. Occorre perciò davvero fare fervidi auguri il 2 giugno alla Repubblica, nel giorno del suo compleanno
30 maggio 2018