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Le novità in tema di depenalizzazione introdotte dai decreti n. 7 e 8 del 2015
Prassi e orientamenti
Le novità in tema di depenalizzazione introdotte dai decreti n. 7 e 8 del 2015
di Roberto Arata
Giudice del Tribunale di Torino
Un vademecum schematico e alcune considerazioni per orientarsi nei risvolti applicativi dei due provvedimenti

La relazione che pubblichiamo di seguito si propone di fornire una sorta di vademecum schematico per orientarsi nei risvolti applicativi del decreto n.8 e, in parte, anche del decreto n.7 del 2015, nonché qualche considerazione in vista della valutazione del loro significato sul piano della costruzione di un sistema sanzionatorio non più confinato ai soli strumenti del diritto penale, cioè in grado di non far coincidere tutto il diritto punitivo con quello penale.

Quattro i passaggi di particolare interesse: 

1) l’introduzione sugli effetti e sul significato in termini di politica giudiziaria dei due provvedimenti;

2) il rapporto tra depenalizzazione e causa di non punibilità ex 131 bis c.p. e più in generale i reati con soglie di punibilità;

3) la depenalizzazione nominativa del delitto di cui all’art. 2, comma 1-bis, d.l. n. 463/1983, convertito in legge n. 638/1983, limitatamente all’omesso versamento di ritenute previdenziali e assistenziali operate dal datore di lavoro sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti qualora l’omesso versamento non ecceda complessivamente i 10.000 euro annui;    

4) alcuni passaggi relativi alla disciplina transitoria. 

 

16 settembre 2016
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Depenalizzazioni: che fare?
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Le linee guida del Procuratore di Lanciano sui recenti provvedimenti governativi, in vigore dal 6 febbraio
5 febbraio 2016
Guida alle depenalizzazioni
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Fascicolo 2/2017
Le nuove disuguaglianze
Beni comuni

Dedicato a Stefano Rodotà
Prassi e orientamenti
La sfuggente nozione di atto contrario ai doveri d’ufficio nei delitti di corruzione
La sfuggente nozione di atto contrario ai doveri d’ufficio nei delitti di corruzione
di Eugenio Fusco
1. La crescente evanescenza dell’atto contrario ai doveri d’ufficio nei fenomeni di grande corruzione – 2. La vendita della funzione tra corruzione propria e impropria – 3. Vendita della funzione e traffico di influenze illecite – 4. Riqualificazione del fatto e dinamiche corruttive, tra iura novit curia e rispetto delle garanzie convenzionali – 5. Fenomeni corruttivi e onere di rinnovazione dell’istruttoria in appello
22 giugno 2017
Il rapporto sui provvedimenti di convalida e proroga del trattenimento emessi dal Giudice di pace di Bari
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di Dario Belluccio
La ricerca svolta dal Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Bari pone alle categorie professionali coinvolte (innanzitutto giudici di pace ed avvocati) di fronte alla necessità di avviare una seria riflessione sulla tutela della libertà personale
17 giugno 2017
Intervento di “pronto soccorso” per un processo (...un po’ più…) civile*
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di Sergio Paparo, Michele Monnini, Andrea Proto Pisani e Maria Silvia Zampetti (a cura)
14 giugno 2017
L'istituto dell'avocazione: prassi applicative e questioni aperte*
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di Ciro Angelillis
1. Premessa - 2. Evoluzione normativa dell’istituto dell’avocazione - 3. Attuali prassi applicative: 3.1. Facoltatività dell’avocazione; 3.2. Avocazione e funzione di vigilanza del Procuratore generale presso la Corte di Appello; 3.3. La cd. avocazione facoltativa: problematiche e prassi applicative; 3.4. La cd. avocazione obbligatoria: il problema dei flussi informativi; 3.5. La gestione informatizzata dei dati; 3.6. I modelli organizzativi - 4. Il dato statistico
13 giugno 2017
Un progetto di ufficio per il processo per la sezione in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell'Unione europea
Per un modello leggero (ma non un “guscio vuoto”!) di ufficio per il processo
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di Roberto Braccialini
Giugno 2003. In coda ad un dibattito veramente intenso promosso dall’Associazione nazionale magistrati su protocolli, processo e organizzazione, sulla scia delle riflessioni maturate in quel contesto sul valore essenziale dell’organizzazione delle risorse a disposizione della giurisdizione per rendere effettivo il principio della ragionevole durata del processo, parte uno scambio di corrispondenza molto fitto su questi argomenti tra un giudice civile, un dirigente amministrativo ed un docente universitario che in capo a pochi mesi approda ad una felice formula organizzativa, la quale riassume in sé l’esigenza di coordinare le risorse esistenti in vista della migliore funzionalità per il processo
2 maggio 2017