home search menu
Tullio Padovani e gli ecoreati
Leggi e istituzioni
Tullio Padovani e gli ecoreati
di Gianfranco Amendola
già procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Civitavecchia
Un articolo in controtendenza rispetto alle tante voci che, in politica e in dottrina, hanno inneggiato a questa pagina dell'ambientalismo italiano
Tullio Padovani e gli ecoreati
Tullio Padovani

Tullio Padovani, professore ordinario di diritto penale presso la Scuola superiore Sant'Anna di Pisa, è un luminare del nostro diritto penale. Ovviamente si può non essere d'accordo con quanto scrive, ma in ogni caso, i suoi libri costituiscono un punto fermo per ogni studioso della materia.

Questa estate ("Guida al Diritto" di agosto) si è occupato della discussa legge sui cosiddetti "ecoreati" usando espressioni che, di solito, non trovano ingresso nelle ovattate sedi accademiche e che non lasciano alcun margine ad interpretazioni "diplomatiche". Forse è per questo che pochi hanno citato questo articolo, ritenendolo troppo "forte" e in controtendenza rispetto alle tante voci che, in politica e in dottrina, hanno inneggiato a questa brutta pagina del nostro diritto e dell'ambientalismo italiano.

Peraltro, l'articolo del prof. Padovani è breve e chiaro. Ma lo riassumo per chi non lo ha letto.

L'articolo, intitolato "Legge sugli ecoreati, un impianto inefficace che non aiuta l'ambiente", inizia rilevando che si tratta di una legge dal "contenuto sconclusionato, oscuro e, in taluni tratti, decisamente orripilante" e che "per dissezionare il cadavere di questo testo servirebbe un intero squadrone di periti settori...".

Procedendo per punti, rileva subito dopo che le due fattispecie di inquinamento ambientale e di disastro ambientale mancano di qualsiasi coordinamento in quanto "ciascuna procede allegramente per i fatti suoi, noncurante dell'altra, determinando così un marasma senza capo nè coda"; al punto che "sembra proprio di dover concludere che si possa realizzare un disastro a prescindere dall'inquinamento e un inquinamento non suscettibile di trasformarsi in disastro".

Se poi si va ai termini ("biodiversità" ad esempio) utilizzati dal legislatore, essi sono talmente vaghi, generici e confusi da essere incompatibili con la tassatività che dovrebbe sempre caratterizzare gli illeciti penali; "sarebbe stato necessario calare macronozioni tanto universali in contesti almeno relativamente determinati.. perchè, espressa in questi termini, l'ipotesi criminosa appare semplicemente impossibile: per aggredire in modo 'significativo e misurabile' biodiversità, flora o fauna in quanto tali occorrerebbe quantomeno un evento nucleare".

Altrettanto criticabile ("una vera accozzaglia di insensatezze"), per il prof. Padovani, è la tripartizione che caratterizza il disastro ambientale con una tale indeterminatezza da contrastare palesemente con l'art. 25 della Costituzione, per cui "prima spariranno, meno disastri produrrà la loro sciagurata vigenza".

Con l'aggravante che la formula utilizzata per mantenere l'applicabilità del vecchio "disastro innominato" sancisce la "prevalenza applicativa di una fattispecie sanzionata meno gravemente rispetto a quella sanzionata con maggiore gravità"; costituendo una "mostruosa meraviglia che sembra davvero uscire dalle regole dell'assurdo, se l'assurdo ha delle regole".

Senza parlare dell'altro assurdo secondo cui se da un fatto colposo di inquinamento o disastro ambientale "deriva il pericolo di inquinamento ambientale o di disastro ambientale, le pene sono ulteriormente diminuite di un terzo": disposizione "evidentemente priva di senso. Dal fatto colposo di inquinamento o di disastro non può scaturire il pericolo dell'evento che si ipotizza realizzato".

Infine, la nuova disciplina stabilita per l'estinzione, tramite adempimento, delle contravvenzioni ambientali che non hanno cagionato danno o pericolo concreto ed attuale di danno alle risorse ambientali sembra ispirata alla "preoccupazione di rendere i confini della nuova disciplina quanto mai incerti ed indefiniti, subordinandoli ad una discrezionalità amministrativa invero degna di miglior causa.... Benvenuti nel regno della legalità".

Ovviamente, l'articolo merita di essere letto integralmente ed altrettanto ovviamente può essere ritenuto più o meno condivisibile nella sua distruttiva radicalità.

Tuttavia, un dato è certo. La sviscerata esultanza che, a livello politico (e di qualche associazione) ha accompagnato il varo della nuova legge sui delitti ambientali era certamente fuori luogo. Appariva, infatti, evidente da subito che il testo finale della legge era frutto di innumerevoli compromessi, di per sè del tutto legittimi ma a patto che non inficino, come invece è avvenuto, la stessa comprensibilità ed applicabilità delle norme. In campo ambientale non si possono soddisfare inquinati ed inquinatori, occorre fare una scelta di campo. Altrimenti, arrivano leggi come questa.

Tuttavia, ormai ce l'abbiamo e, a mio sommesso avviso, in attesa di qualche miglioramento, dobbiamo cercare di rimediare con una interpretazione attenta e costituzionalmente orientata, ai gravi difetti di formulazione che pure il prof. Padovani mette in risalto. Molto, quindi, dipenderà dalla Suprema Corte che già per il traffico illecito di rifiuti ha svolto questo ruolo costruttivo.

Insomma, rimbocchiamoci le maniche e cerchiamo di evitare altre chiacchiere trionfalistiche.

 

12 gennaio 2016
Se ti piace questo articolo e trovi interessante la nostra rivista, iscriviti alla newsletter per ricevere gli aggiornamenti sulle nuove pubblicazioni.
Normativa ambientale ed ecoreati. Quanta ipocrisia e demagogia
Normativa ambientale ed ecoreati. Quanta ipocrisia e demagogia
di Gianfranco Amendola
Fare leggi confuse con precetti penali generici e indeterminati può servire per larghe intese politiche che soddisfano maggioranza, opposizione e Confindustria, ma è inaccettabile fare del trionfalismo scaricando sulla Cassazione il compito di renderle comprensibili ed accettabili
13 marzo 2017
Agenzie ambientali e funzioni di polizia giudiziaria
La prima sentenza della Cassazione sul delitto di inquinamento ambientale
La prima sentenza della Cassazione sul delitto di inquinamento ambientale
di Gianfranco Amendola
La sentenza della suprema Corte, pur nella limitatezza della questione sottoposta, inizia a fornire i primi elementi su cui costruire l'interpretazione per l'applicazione dei nuovi delitti introdotti dalla legge n.68/2015
14 novembre 2016
“Detto in modo chiaro”: l’inquinamento esiste
“Detto in modo chiaro”: l’inquinamento esiste
di Giuseppe Battarino
Prima lettura di Cass. Sez. III n. 46170 del 21 settembre - 3 novembre 2016
8 novembre 2016
La prima fase di applicazione della legge 22 maggio 2015 n. 68
La prima fase di applicazione della legge 22 maggio 2015 n. 68
di Giuseppe Battarino
Un bilancio dopo i primi dieci mesi di intervento delle nuove norme sui reati contro l'ambiente
26 maggio 2016
L'incompiuta
L'incompiuta
di Francesca Romana Pirrelli* e Vittorio Triggiani**
Riflessioni sulla disciplina sanzionatoria degli illeciti ambientali in materia penale
2 dicembre 2015
Spedizione transfrontaliera di rifiuti pericolosi destinati al recupero e principio di prossimità
Una visione funzionale del procedimento penale nella legge 22 maggio 2015 n.68
La Confindustria e il disastro ambientale abusivo
La Confindustria e il disastro ambientale abusivo
di Gianfranco Amendola
Nel settore della normativa ambientale c'è bisogno di norme penali serie, chiare ed applicabili e non appare opportuno subordinare un evento grave come un disastro ambientale a una qualsiasi condizione
15 aprile 2015
Spigolature sulla proposta di legge in materia di reati ambientali
Spigolature sulla proposta di legge in materia di reati ambientali
di Stefano Palmisano
Una prima, complessiva valutazione del Ddl in materia di delitti contro l’ambiente approvato dal Parlamento
14 aprile 2015
Newsletter


Fascicolo 2/2018
L’ospite straniero.
La protezione internazionale
nel sistema multilivello di tutela
dei diritti fondamentali
Leggi e istituzioni
Tanti auguri alla Repubblica
Tanti auguri alla Repubblica
di Renato Rordorf
La festa della Repubblica coincide quest’anno con la grave crisi istituzionale provocata dalla mancata formazione del Governo auspicato dalle due forze politiche che hanno maggiormente beneficiato dell’esito della recente consultazione elettorale. Il rifiuto da parte del Capo dello Stato di avallare la nomina di uno dei ministri indicati da dette forze politiche ha innescato una polemica violentissima e persino la prospettata messa in stato d’accusa del presidente della Repubblica. La gravità della crisi non dipende dalla difficoltà di formare un Governo in grado di ottenere la fiducia del Parlamento, quanto piuttosto nella messa in discussione delle prerogative e dei poteri del Capo dello Stato, le cui decisioni possono essere criticate ma che non dovrebbe essere delegittimato in nome di una pretesa supremazia della volontà popolare impersonata dai partiti vittoriosi nelle elezioni. È in gioco la tenuta dell’assetto costituzionale. Occorre perciò davvero fare fervidi auguri il 2 giugno alla Repubblica, nel giorno del suo compleanno
30 maggio 2018
Protezione internazionale, il diritto di impugnazione e le sezioni specializzate*
Protezione internazionale, il diritto di impugnazione e le sezioni specializzate*
di Silvia Albano
L’autrice evidenzia i lati problematici della normativa introdotta con la legge 46/2017, che modifica il rito applicabile alle controversie per il riconoscimento della protezione internazionale, alla luce della sua prima applicazione. In particolare, i problemi posti dalla previsione solo eventuale dell’udienza e della compatibilità di tale disposizione con le norme costituzionali di cui agli artt. 24 e 111.
16 maggio 2018
Modificata la disciplina del regime di procedibilità per taluni reati contro la persona e il patrimonio
Modificata la disciplina del regime di procedibilità per taluni reati contro la persona e il patrimonio
di Federico Piccichè
Prima nota al recente decreto legislativo del 10 aprile 2018, n. 36, in vigore dal 9 maggio
7 maggio 2018
Se telefonando...
Se telefonando...
di Giuseppe Cascini, Elisabetta Cesqui, Valerio Spigarelli
Dialogo a più voci sulla riforma delle intercettazioni
7 maggio 2018
La Corte costituzionale ed il regime delle spese di giudizio nel processo del lavoro
La Corte costituzionale ed il regime delle spese di giudizio nel processo del lavoro
di Rita Sanlorenzo
Con la sentenza n. 77 del 2018, la Corte costituzionale cancella la riforma del 2014 che limitava fortemente la possibilità di compensazione fra le parti all'esito del giudizio civile e affida al giudice, ed in particolare a quello del lavoro, uno strumento efficace di adeguamento del regolamento delle spese alle peculiarità del caso concreto.
1 maggio 2018
Principio di effettività e diritto del lavoro
Principio di effettività e diritto del lavoro
di Giovanni Armone
Il principio di effettività, elaborato dalla Corte di giustizia per assicurare piena attuazione agli strumenti normativi dell’Ue privi di efficacia diretta, stenta a trovare applicazione nell’ambito del diritto del lavoro, nonostante una importante corrente di pensiero ne abbia da tempo sottolineato il radicamento nei valori costituzionali. Consapevole della crisi attraversata dal diritto del lavoro e dai suoi formanti, dottrinale e giurisprudenziale, il saggio tenta di verificare, attraverso tre esercizi applicativi su tematiche di attualità (contratti a termine, poteri officiosi del giudice e licenziamenti illeciti), se il principio di effettività possa far riacquistare al diritto del lavoro la sua tradizionale capacità di lettura della realtà sociale e di interpretazione dei cambiamenti. Il tentativo è condotto suggerendo che tale rivalutazione possa avvenire inducendo il diritto del lavoro a reimparare dal diritto civile un uso più rigoroso delle categorie e ponendole, opportunamente innervate dai principi del diritto dell’Ue, a servizio di quei valori personali che del diritto del lavoro costituiscono da sempre la cifra identificativa.
24 aprile 2018