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<i>Sweetening the pill</i>. Il caso Taricco e l'illusionismo prospettico della Consulta
Osservatorio internazionale
Sweetening the pill. Il caso Taricco e l'illusionismo prospettico della Consulta
di Vico Valentini
Ricercatore di Diritto penale, Università di Perugia

L’ordinanza n. 24/2017, con cui la Consulta ha chiesto alla Corte di giustizia di meglio chiarire senso e contenuti della regola disegnata dalla “sentenza Taricco”, è un capolavoro d’illusionismo percettivo: giacché costella di pacificanti trompes l’oeil la cruda immagine di orizzonti conflittuali. Un provvedimento-caleidoscopio, insomma, che formalmente propone all’interprete europeo, cui riconosce un ruolo costituente, una nuova e partecipata gestione dei controlimiti, ma che, sostanzialmente, annulla il margine di manovra dell’interlocutore: indicando nitidamente la sola replica destinata essere accettata-introiettata. Nel concludere la sua magistrale tela, la Corte costituzionale non perde l’occasione di ribadire l’indissolubile liaison fra legge parlamentare nazionale e giustizia penale, e di rammentare una volta in più l’allergia dei sistemi continentali al paradigma della giurisprudenza-fonte: specie là dove implichi effetti peggiorativi, e quale che sia il versante – sostanziale oppure processuale – interessato da quegli effetti

12 giugno 2017
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CGUE, pillole di marzo
CGUE, pillole di marzo
di Alice Pisapia
Le più interessanti pronunce della Corte del Lussemburgo emesse a marzo 2018
18 maggio 2018
Divieto di discriminazione religiosa sul lavoro e organizzazioni religiose
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di Nicola Colaianni
La Corte di giustizia si occupa per la prima volta dell’art. 4, par. 2, della direttiva 2000/78/CE sui limiti dell’esenzione delle organizzazioni di tendenza religiosa dal divieto di discriminazioni di carattere religioso in materia di lavoro. A fronte di un ordinamento come quello tedesco, che ha dato attuazione piuttosto blanda alla direttiva favorendo ampiamente l’autonomia confessionale e limitando conseguentemente il controllo giurisdizionale alla mera plausibilità del provvedimento confessionale, Corte giust. 17 aprile 2018, causa C-414/16 opta per l’interpretazione rigorosa del carattere essenziale, legittimo e giustificato del nesso tra mansioni del lavoratore e attività dell’ente, da accompagnare con l’applicazione del principio di proporzionalità (dalla stessa direttiva non richiamato espressamente). Il riconoscimento di una cognizione piena ed esauriente da parte del giudice consente una valutazione oggettiva, e non spiritualistica, del rapporto tra lavoro e tendenza in direzione di una tutela più efficace dei cittadini da discriminazioni di carattere religioso.
3 maggio 2018
La Corte costituzionale ed il regime delle spese di giudizio nel processo del lavoro
La Corte costituzionale ed il regime delle spese di giudizio nel processo del lavoro
di Rita Sanlorenzo
Con la sentenza n. 77 del 2018, la Corte costituzionale cancella la riforma del 2014 che limitava fortemente la possibilità di compensazione fra le parti all'esito del giudizio civile e affida al giudice, ed in particolare a quello del lavoro, uno strumento efficace di adeguamento del regolamento delle spese alle peculiarità del caso concreto.
1 maggio 2018
CGUE, pillole di febbraio
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di Alice Pisapia
Le più interessanti pronunce della Corte del Lussemburgo emesse a febbraio 2018
18 aprile 2018
Processo Cappato, tra diritto di morire e reato di aiuto al suicidio. La questione è rimessa alla Corte costituzionale
Ilva e il diritto alla salute. La Corte costituzionale ci ripensa?
Ilva e il diritto alla salute. La Corte costituzionale ci ripensa?
di Gianfranco Amendola
Il contributo che pubblichiamo ragiona sulla recente decisione n. 58 del 2018, con cui la Consulta torna ad occuparsi del tema della tutela della salute e sicurezza dei lavoratori negli stabilimenti dell’Ilva di Taranto. L’autore registra qualche non irrilevante mutamento di rotta nella giurisprudenza costituzionale rispetto alla precedente sentenza n. 85 del 2013 e rimarca con forza come il diritto alla salute non può soggiacere, se non a prezzo di qualche forzatura del dettato costituzionale, a bilanciamenti con altri interessi pur costituzionalmente rilevanti (essendo il diritto alla salute l’unico diritto che, non a caso, è definito fondamentale dalla nostra Costituzione).
10 aprile 2018
La salute, il lavoro, i giudici
La salute, il lavoro, i giudici
di Riccardo De Vito
Un breve commento alla sentenza (n. 58/2018) con la quale la Consulta ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del cd. decreto Ilva. Vi si leggono parole chiare sul rapporto tra i diritti fondamentali della persona e iniziativa economica
24 marzo 2018
CGUE, pillole di gennaio
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di Alice Pisapia
Le più interessanti pronunce della Corte del Lussemburgo emesse a gennaio 2018
20 marzo 2018
Il seguito in Cassazione della pronuncia della Corte costituzionale n. 269 del 2017: prove pratiche di applicazione
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di Diletta Tega
Di fronte al problema di doppia pregiudizialità rappresentato dalla violazione tanto della Costituzione (e di fonti internazionali, come la Cedu, che operano attraverso la mediazione dell’art. 117, primo comma, Cost.), quanto della Cdfue, l’ordinanza in commento della Corte di cassazione, seguendo l’impostazione della sentenza costituzionale n. 269/17, solleva una articolata questione di legittimità costituzionale, nella quale operano come parametri (interposti) anche le norme della Cdfue, pure quando esse, secondo la Suprema corte, avrebbero efficacia diretta. È espressamente lasciata alla Corte costituzionale la valutazione se rivolgersi con un rinvio pregiudiziale di interpretazione alla Corte di giustizia: alle prese con dubbi di compatibilità della normativa italiana con la Cdfue, la Cassazione avrebbe voluto – e dovuto, in base all’art. 267 Tfue – far rinvio pregiudiziale alla Corte di Lussemburgo; ma consapevole di quanto affermato dalla Corte costituzionale, ha deciso di rivolgersi, in prima battuta, a Palazzo della Consulta.
12 marzo 2018
La sentenza della Cgue sul “caso Uber”: uno spartiacque per la corretta determinazione dei modelli della sharing economy
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di Andrea Previato
Una decisione, quella dei giudici di Lussemburgo, i cui effetti non interesseranno solo la multinazionale convenuta in giudizio, ma potrebbero estendersi anche ad altre startup di primo piano, le cui piattaforme elettroniche ricadono nelle tipologie di economia on-demand, gig economy o rental economy.
6 marzo 2018
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Fascicolo 1/2018
Il pubblico ministero nella giurisdizione
La responsabilità civile fra il giudice e la legge
Osservatorio internazionale
CGUE, pillole di marzo
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di Alice Pisapia
Le più interessanti pronunce della Corte del Lussemburgo emesse a marzo 2018
18 maggio 2018
La Dichiarazione di Copenaghen sull’avvenire della Corte Edu
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di Emma Rizzato
Gli Stati membri del Consiglio d’Europa hanno discusso, sotto la presidenza danese, del futuro del sistema convenzionale e formulato raccomandazioni con l'obiettivo di garantire maggiore qualità e efficienza ai meccanismi nazionali di protezione dei diritti umani e all'azione della Cedu
14 maggio 2018
Divieto di discriminazione religiosa sul lavoro e organizzazioni religiose
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di Nicola Colaianni
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3 maggio 2018
Il Protocollo n. 16 addizionale alla Convenzione Edu è pronto per entrare in vigore
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di Francesco Buffa
Il 12 aprile scorso, con la ratifica ad opera della Francia, si è perfezionato l’iter del Protocollo n. 16 addizionale alla Convenzione Edu ed il Protocollo può entrare in vigore con decorrenza dal 1° agosto prossimo. Il Protocollo introduce il nuovo istituto del parere consultivo, che i giudici nazionali superiori possono chiedere alla Corte Edu in merito a questioni di principio riguardanti l'interpretazione o l'applicazione dei diritti e delle libertà stabiliti nella Convenzione. La prassi chiarirà l’effettiva utilità ed opportunità del ricorso al nuovo strumento.
2 maggio 2018
CEDU, pillole di febbraio
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di Alice Pisapia
Le più interessanti pronunce della Corte Edu emesse a febbraio 2018
30 aprile 2018
CGUE, pillole di febbraio
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di Alice Pisapia
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18 aprile 2018