home search menu
Ancora sulla qualificazione penalistica dell’evidenza epidemiologica. Perché anche nella società del rischio è legittimo il ricorso al diritto penale d’evento
Prassi e orientamenti
Ancora sulla qualificazione penalistica dell’evidenza epidemiologica. Perché anche nella società del rischio è legittimo il ricorso al diritto penale d’evento
di Luca Masera
Professore associato di Diritto penale, Università degli Studi di Brescia
Componente del Comitato Scientifico di Questione Giustizia

L’Autore approfondisce e sviluppa la tesi, già avanzata in lavori precedenti, circa la possibilità di utilizzare il dato epidemiologico di un aumento di mortalità al fine dell’accertamento del nesso causale nei reati di omicidio e lesioni personali, anche in mancanza di prova della causalità individuale.

Nel primo paragrafo, dedicato al ruolo che la giurisprudenza attribuisce al dato dell’eccesso di mortalità, si pone particolare attenzione alla decisione della Cassazione nella nota vicenda Eternit, che contiene un’interessante apertura alla possibilità di utilizzo di tale dato all’interno di processi per omicidio o lesioni.

Nel secondo paragrafo, l’autore replica alle più recenti critiche mosse alla tesi per cui, attraverso l’istituto dell’accertamento alternativo della vittima, la prova di un eccesso di mortalità potrebbe reputarsi sufficiente ad accertare l’elemento oggettivo dei reati di omicidio o lesioni. In particolare, l’Autore si sofferma sulla soluzione che, adottando tale prospettiva, sarebbe da fornire in tema di competenza territoriale e di prescrizione, e sulla possibilità di pervenire a dare rilievo a titolo di omicidio all’eccesso di mortalità anche senza fare ricorso all’accertamento alternativo.

Infine, sotto il profilo delle novità normative, l’Autore verifica se i nuovi delitti contro l’ambiente offrano risposte originali al tema della qualificazione penalistica dell’eccesso di mortalità, e si confronta con la proposta elaborata dalla Commissione ministeriale per la riforma dei reati in materia agroalimentare, che ha formulato un’inedita fattispecie di disastro sanitario.

*Il presente contributo è il testo, rielaborato ed integrato con i riferimenti bibliografici essenziali, della relazione tenuta dall'Autore al VI Ginnasio dei penalisti, Il diritto penale di fronte alle sfide della “società del rischio”. Un difficile rapporto tra nuove esigenze di tutela e classici equilibri di sistema (Pisa, 18 e 19 marzo 2016), i cui Atti sono in corso di pubblicazione. Si ringraziano i curatori, in particolare Gaetana Morgante, per avere concesso la pubblicazione in questa Rivista.

 

10 marzo 2017
Se ti piace questo articolo e trovi interessante la nostra rivista, iscriviti alla newsletter per ricevere gli aggiornamenti sulle nuove pubblicazioni.
Bis in idem e Convenzione EDU. La Corte Costituzionale detta la semantica del “medesimo fatto”
Bis in idem e Convenzione EDU. La Corte Costituzionale detta la semantica del “medesimo fatto”
di Marco Sacquegna
Sintesi delle questioni affrontate con la sentenza della Corte Costituzionale n. 200 del 31.05/21.07.2016
23 luglio 2016
A margine del caso Eternit
di Andrea Natale
Un tentativo di ricostruzione - nelle intenzioni destinato soprattutto a "non giuristi" - di quali possano essere stati gli snodi interpretativi che hanno determinato l'esito giudiziario del c.d. caso Eternit
24 novembre 2014
Eternit: un buco nero
di omissioni
di Roberto Riverso
La Corte d’Appello di Torino ha condannato l'imprenditore elvetico Stephan Schmidheiny a 18 anni di detenzione per disastro doloso
19 giugno 2013
Newsletter


Fascicolo 3/2017
A cosa serve la Corte di cassazione?
Le banche, poteri forti e diritti deboli
Prassi e orientamenti
Linee guida psicoforensi e ascolto dei minori presunte vittime di abuso sessuale o violenza
Linee guida psicoforensi e ascolto dei minori presunte vittime di abuso sessuale o violenza
di Maria Grazia Calzolari
La comunità scientifica ha elaborato − e aggiorna costantemente − delle linee guida per l'ascolto dei minori presunte vittime di abuso sessuale a violenza, ma accade che nei procedimenti giudiziari non se ne tenga conto o che vengano violate. Con quali conseguenze?
17 dicembre 2017
La tenuta dei registri informatici e i risvolti sulla statistica del lavoro dei magistrati, tra bonifica dei dati e insufficienza delle griglie ministeriali*
La tenuta dei registri informatici e i risvolti sulla statistica del lavoro dei magistrati, tra bonifica dei dati e insufficienza delle griglie ministeriali*
di Marco Bisogni
L’autore individua le principali criticità delle “griglie” ministeriali e degli applicativi utilizzati per la formazione delle statistiche in ambito giudiziario. Propone, inoltre − dopo aver constatato che gli attuali sistemi sono orientati ad una rilevazione statistica di tipo meramente quantitativo (per lo più ancorata alla dicotomia sopravvenuti/esauriti) con le conseguenti inevitabili ricadute sull’impostazione del lavoro da parte del singolo magistrato (dirigente e non dirigente) − l’adozione di un diverso “paniere” statistico orientato anche alla rilevazione della qualità del lavoro svolto
20 novembre 2017
Sulla legittimazione ad agire per le discriminazioni collettive afferenti al fattore della nazionalità*
Sulla legittimazione ad agire per le discriminazioni collettive afferenti al fattore della nazionalità*
di Roberto Riverso
La questione processuale in esame – indispensabile ai fini della tutela effettiva del diritto – non è suscettibile di essere risolta sulla base di una semplice interpretazione letterale di un’unica disposizione sostanziale (l’art. 3 del d.lgs n. 215/2003) di provenienza comunitaria, dettata dall’intento di riservare ai singoli Stati la regolazione della materia dell’immigrazione; e che pertanto non interferisce con le regole processuali vigenti negli Stati membri. Si tratta invece di una questione articolata di cui il giudice deve farsi carico raccordando varie norme e principi (comunitari e costituzionali), senza parcellizzazioni, valorizzando l’interpretazione complessiva e l’intenzione dello stesso legislatore, il quale mostra in più sedi di considerare unitariamente i fattori di discriminazione, anche sotto il profilo della loro tutela processuale
2 novembre 2017
Il processo telematico e la lezione del Gattopardo
La Cassazione si cimenta sulla firma digitale: solo CAdES o anche PAdES? 
Istruzioni per l’uso
La Cassazione si cimenta sulla firma digitale: solo CAdES o anche PAdES? Istruzioni per l’uso
di Gianmarco Marinai
Commento all’ordinanza n. 20672/2017 di rimessione alle Sezioni unite della questione concernente gli effetti della violazione delle disposizioni tecniche specifiche sulla forma degli “atti del processo in forma di documento informatico”
19 ottobre 2017
L’affidamento del minore e la continuità affettiva: rivisitazione dell’<i>adozione mite</i> e nuove prospettive in tema di adozione
L’affidamento del minore e la continuità affettiva: rivisitazione dell’adozione mite e nuove prospettive in tema di adozione
di Valeria Montaruli
Pubblichiamo la relazione in tema di affidamento del minore tenuta a Catania il 13 giugno 2017
6 ottobre 2017