Magistratura democratica

Articoli di Anna Terzi

già magistrato
Il danno ulteriore, patrimoniale e non patrimoniale, da licenziamento illegittimo nella recente giurisprudenza della Cassazione e nelle riforme legislative in materia

Una recente pronuncia del giudice di legittimità offre lo spunto per svolgere riflessioni sull’inquadramento sistematico del danno da licenziamento diverso dal danno retributivo nella disciplina anteriore alla riforma cd Fornero, in relazione all’evoluzione della giurisprudenza sulla lesione di diritti a protezione costituzionale e in relazione all’incidenza per questi aspetti delle riforme successive (l. n. 92/2012 e d. lgs n. 23/2015).

07/02/2024
Il lavoro in carcere: premio o castigo? Riflessioni a partire dal riconoscimento della NASpI

Due sentenze – una di merito (Corte di Appello di Catanzaro n. 1125 del 2023) e una di legittimità (Sezione Lavoro, n. 396 del 2024) – accertano il diritto dei detenuti a percepire la NASpI e costituiscono lo spunto per una riflessione su passato, presente e futuro del lavoro penitenziario.

05/02/2024
Salario minimo costituzionale e sindacato del giudice

In margine alle sentenze Cass., n. 27771, 27713, 27769 del 2 ottobre 2023

09/10/2023
Strumenti informatici e corrispondenza privata in una sentenza della Cassazione sull'art. 4 dello Statuto dei lavoratori

Il tema dei cd. controlli difensivi ha impegnato per anni dottrina e giurisprudenza e si ripropone anche con il nuovo testo dell’art. 4 della L n. 300/70 Statuto dei lavoratori, complicato dall’uso generalizzato nelle attività aziendali di dispositivi informatici, dati in dotazione ai lavoratori. L’intreccio tra disciplina dei controlli a distanza e tutela della privacy è stato oggetto di alcune sentenze emesse dal Giudice di legittimità all’esito di una udienza tematica. Su una in particolare si sofferma l’articolo, cogliendo l’occasione per osservazioni di carattere più generale. 

29/04/2022
I licenziamenti GKN, il giudice e l’impresa

Riconoscere la massimizzazione dell’utile come unico elemento giustificativo e come criterio legittimo e indiscutibile per le scelte aziendali, negando limiti etici in considerazione degli altri interessi che entrano in gioco e vengono incisi da queste scelte, come il diritto al lavoro o ad esempio l’uso di beni collettivi come l’aria e lo spazio per il trasferimento delle merci, incunea in uno spazio angusto dove le tutele sono solo formali, non vi sono garanzie sostanziali e l’esito è scontato.

23/09/2021
Contratto collettivo nazionale a termine e facoltà di recesso del singolo datore di lavoro
La decisione della Corte di cassazione sulla disdetta anticipata del contratto da parte di Fiat dopo l’uscita da Confindustria  
10/12/2019
Sicurezza sociale e nuove tipologie contrattuali: l'assegno al nucleo familiare
Il giudice di legittimità indica nell'interpretazione sistematico-evolutiva la via corretta per l’applicazione delle norme previdenziali anteriori alla disciplina delle nuove tipologie di contratto di lavoro
02/07/2019
Al centro, il Giudice. La Corte costituzionale ed il Jobs act
Con la sentenza n. 194/2018, che dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 3, comma 1, del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23 (cd. Jobs act) relativamente alla previsione di un automatismo collegato all’anzianità di servizio per la liquidazione dell’indennità in caso di licenziamento illegittimo, la Corte costituzionale riafferma l’ineludibilità del potere discrezionale del giudice nell’individuare il punto di equilibrio nel bilanciamento tra i diversi principi costituzionali
09/11/2018
Quale sanzione per il licenziamento tardivo? Commento alla sentenza della Cassazione n. 30985/2017 (Sez. Unite)
Attraverso l’esercizio del potere disciplinare il datore di lavoro può imporre l’esatto adempimento della prestazione, colpendo con la sanzione la condotta non conforme. Il trascorrere del tempo senza contestazioni è invece significativo di una valutazione datoriale di fiducia sull’esatto adempimento della prestazione per il futuro, senza necessità di un intervento sanzionatorio. Il licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo, massima sanzione disciplinare, presuppone un inadempimento talmente grave da far venire meno l’elemento fiduciario. Non vi può essere compatibilità tra l’assenza di contestazioni protratta per lungo tempo in ordine alla condotta pienamente conosciuta che si assume inadempiente e l’interesse del datore di lavoro a sanzionarla, e tanto meno tra l’assenza di contestazioni e l’elisione dell’elemento fiduciario del rapporto.
21/05/2018
I lavoratori del Colosseo, il diritto di assemblea, il decreto del Governo. Storia di una vicenda paradossale
Dopo le polemiche sulla chiusura per l'assemblea dei dipendenti, il Governo è intervenuto in via d'urgenza modificando la legge sul diritto di sciopero nei servizi essenziali. Il risultato dell'operazione è che, per quanto riguarda le assemblee, nulla è cambiato
06/10/2015
Cittadini stranieri ed accesso ai pubblici impieghi: una questione ormai risolta?
Il commento alla sentenza Cass., n.18523/2014 consente di approfondire il tema delle discriminazioni nell'accesso al lavoro
11/02/2015
Jobs act, le modifiche all'art. 18 dello Statuto: le vere ragioni, le conseguenze concrete
L’ultima modifica alla legge di delega al Governo introduce la previsione dell’intervento sull’art. 18 dello Statuto, fin qui tenuto fuori dal testo normativo: ma con quali ricadute sulla disciplina concreta?
19/12/2014
Trasferimento di azienda e sorte degli "aiuto bagnanti"
La sentenza del Tribunale di Pisa narra una vicenda emblematica della destrutturazione del diritto del lavoro nel paese
13/05/2014
Rappresentatività sindacale: l’attivismo della Consulta e il letargo del legislatore
La vicenda dell'art.19 fino alla sentenza della Corte Cost. mette in evidenza la perdurante necessità di arrivare a una disciplina legislativa che consenta di “pesare” l’effettiva capacità rappresentativa delle organizzazioni sindacali, sia o non sia di attuazione dell’art. 39
09/08/2013
Quale tutela a fronte di un licenziamento discriminatorio?
La tutela cautelare ex art. 700 cpc è compatibile con il rito "Fornero". La verifica della proporzionalità del licenziamento, rispetto al fatto disciplinare contestato, spetta al giudice del lavoro
19/04/2013
Molestia sessuale sul luogo di lavoro e licenziamento discriminatorio
La sentenza n. 327 del 2011 del Tribunale di Torino affronta il tema della prova della molestia sul luogo di lavoro come atto discriminatorio
02/04/2013