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Giurisprudenza e documenti
La Consulta boccia la Fini-Giovanardi
di Andrea Natale
Giudice Tribunale di Torino
Quando la gatta frettolosa fa i gattini ciechi, ovvero: della miopia delle istituzioni

Alleghiamo un primo commento sulla sentenza, le cui motivazioni ancora non sono note, con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima, per eccesso di delega, la norma che, nel 2006, aveva equiparato il trattamento sanzionatorio per i reati in materia di cd droghe leggere a quello per i reati in materia di cd droghe pesanti.

Dopo una breve nota sulla genesi, politica e parlamentare, della norma, Andrea Natale esamina i profili problematici che i giudici di merito (e dell'esecuzione) dovranno affrontare appena pubblicata la sentenza.

1. La notizia

2. L’antefatto e un utile esercizio di memoria

3. Un esercizio di grammatica istituzionale

4. Quali ricadute?

4.1. La reviviscenza del testo originario dell’art. 73 TU Stup

4.2. Potenziali effetti sfavorevoli della sentenza della Consulta?

4.3. La reviviscenza della disciplina originaria e l’art. 73, comma 5, DPR 309/90, come novellato dall’art. 2 del d.l. 146/2013

4.4. Effetti favorevoli

4.5. I termini di custodia cautelare per le droghe leggere

5. La miopia delle istituzioni

13 febbraio 2014
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Quando la legalità costituzionale non può (più) attendere…
Quando la legalità costituzionale non può (più) attendere…
di Andrea Natale
A margine di Corte costituzionale n. 40 del 2019 e della dichiarazione di illegittimità costituzionale delle sanzioni penali in materia di “droghe pesanti”
11 marzo 2019
L’emergenza perenne Ilva di nuovo di fronte alla Corte costituzionale
L’emergenza perenne Ilva di nuovo di fronte alla Corte costituzionale
di Giuseppe Battarino
Gli istituti speciali introdotti per l’Ilva ancora di fronte alla Corte costituzionale: quanto a lungo può durare un’emergenza che sospende la giurisdizione?
5 marzo 2019
La sentenza n. 20/2019 della Corte costituzionale italiana verso un riavvicinamento all’orientamento della Corte di giustizia?
La sentenza n. 20/2019 della Corte costituzionale italiana verso un riavvicinamento all’orientamento della Corte di giustizia?
di Giuseppe Bronzini
Nuovo intervento, dopo l’obiter della n. 269/2017, della Corte costituzionale sul tema dell’applicabilità diretta della Carta di Nizza quando la norma interna viola anche le disposizioni costituzionali. Le precisazioni della Corte sembrano scongiurare una rotta di collisione con l’orientamento della Corte di giustizia, ma a prezzo di una più estesa limitazione della discrezionalità dei giudici comuni
4 marzo 2019
La Corte costituzionale e lo sciopero degli avvocati
La Corte costituzionale e lo sciopero degli avvocati
di Simone Perelli
Sullo sciopero degli avvocati, la Consulta, oltre a dichiarare l’incostituzionalità della norma, sconfessa la Cassazione sulla sospensione del processo a quo. Nota alla sentenza n. 180/2018
26 febbraio 2019
Autorità giudiziaria e polizia giudiziaria: ritorno alla Costituzione
Autorità giudiziaria e polizia giudiziaria: ritorno alla Costituzione
di Giuseppe Battarino
La Corte costituzionale riporta al centro dello schema dei rapporti tra pubblico ministero e polizia giudiziaria l’art. 109 della Costituzione. Un riconoscimento del ruolo e delle prerogative del pm ma anche un impegno per la cultura e la pratica della giurisdizione
13 dicembre 2018
Il caso Cappato alla Corte costituzionale: un’ordinanza ad incostituzionalità differita
Il caso Cappato alla Corte costituzionale: un’ordinanza ad incostituzionalità differita
di Marco Bignami
È illegittimo punire chi agevola il suicidio del malato che, in piena libertà e consapevolezza, decide di rifiutare terapie mediche che gli infliggono sofferenze fisiche o morali, e che reputa contrarie al suo senso di dignità. Tuttavia, urge un intervento del legislatore per definire modi e condizioni di esercizio del diritto a ricevere un trattamento di fine vita. Con l’ordinanza che si commenta, la Corte costituzionale riconosce l’illegittimità dell’art. 580 cod. pen., ma differisce a data futura la relativa declaratoria, assegnando termine al legislatore per emendare il vizio. Nasce così una nuova tecnica decisoria, di cui sono esaminati i tratti essenziali
19 novembre 2018
Al centro, il Giudice. La Corte costituzionale ed il Jobs act
Al centro, il Giudice. La Corte costituzionale ed il Jobs act
di Rita Sanlorenzo* e Anna Terzi**
Con la sentenza n. 194/2018, che dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 3, comma 1, del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23 (cd. Jobs act) relativamente alla previsione di un automatismo collegato all’anzianità di servizio per la liquidazione dell’indennità in caso di licenziamento illegittimo, la Corte costituzionale riafferma l’ineludibilità del potere discrezionale del giudice nell’individuare il punto di equilibrio nel bilanciamento tra i diversi principi costituzionali
9 novembre 2018
Quando il giudice deve “fare da sé” *
di Marco Ruotolo
Dove si colloca il confine tra interpretazione conforme alla Costituzione e disapplicazione della disposizione del testo normativo? Fino a che punto deve giungere lo sforzo interpretativo adeguatore del giudice remittente? Il saggio offre risposte a queste domande, unisce riflessioni teoriche e incursioni giurisprudenziali, attraversa il punto di vista della Corte costituzionale e quello dei giudici ordinari e, non da ultimo, mette in guardia da atteggiamenti supini e deresponsabilizzanti: interpretare, nel segno della Costituzione, non è, infatti, compito esclusivo della Corte costituzionale. In coda al brano, uno strumento prezioso: un breve manuale pratico per il giudice remittente
22 ottobre 2018
Un Viaggio avventuroso!
Un Viaggio avventuroso!
di Marco Patarnello
La decisione della Corte costituzionale di collocare nelle carceri il suo secondo fronte del viaggio nel Paese reale è un fatto senza precedenti. Un incontro ai massimi livelli (la più alta magistratura ed uno dei carceri più popolosi e delicati d’Italia) fra due realtà prive di contatti. Eppur funziona. Fra applausi scroscianti e qualche silenzio tattico, due mondi lontani, per tre ore, hanno comunicato guardandosi in viso, ricordando che il diritto alla dignità, come il valore della Carta costituzionale, non si arresta sulla soglia di un carcere
8 ottobre 2018
Ergastolo e preclusioni all’accesso ai benefici penitenziari: dalla Corte costituzionale un richiamo alla centralità del finalismo rieducativo della pena
Ergastolo e preclusioni all’accesso ai benefici penitenziari: dalla Corte costituzionale un richiamo alla centralità del finalismo rieducativo della pena
di Alessandra Galluccio
La dichiarazione di illegittimità costituzionale dell’art. 58-quater, comma 4, ord. pen. – che prevedeva un trattamento penitenziario estremamente rigido e rigoroso per i condannati all’ergastolo ai sensi degli artt. 630, comma 3 e 289-bis, comma 3 cp (sequestro di persona a scopo di estorsione o terrorismo ed eversione, con morte del sequestrato) – è l’occasione, per la Consulta, di affermare nuovamente la centralità del finalismo rieducativo della sanzione, nella forma del reinserimento sociale del condannato che dimostri di partecipare al percorso rieducativo
16 luglio 2018
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Fascicolo 4/2018
Una giustizia (im)prevedibile?

Il dovere della comunicazione
Giurisprudenza e documenti
A margine della sentenza di Cassazione n. 15683/19 che ha annullato con rinvio la sentenza della Corte di appello di Ancona in materia di violenza sessuale del 23 novembre 2017
A margine della sentenza di Cassazione n. 15683/19 che ha annullato con rinvio la sentenza della Corte di appello di Ancona in materia di violenza sessuale del 23 novembre 2017
di Vincenza (Ezia) Maccora
Le sentenze che non prestano attenzione all’uso del linguaggio e alla pertinenza delle argomentazioni rischiano di essere fonte di vittimizzazione secondaria e cassa di risonanza di vecchi e resistenti stereotipi
19 aprile 2019
La Cassazione n. 8473/2019: una rondine che speriamo non faccia primavera
La Cassazione n. 8473/2019: una rondine che speriamo non faccia primavera
di Chiara Giovannucci Orlandi
La Corte di cassazione si pronuncia sulla presenza personale delle parti nella procedura di mediazione e, non richiesta, fornisce un’indicazione, molto opinabile, sull’effettività del «primo incontro»
18 aprile 2019
La Corte d’appello di Torino tira la volata ai riders di Foodora
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di Federico Martelloni
Pur arrivando a condivisibili effetti in ordine alla disciplina applicabile ai rapporti tra i ciclofattorini e la nota piattaforma digitale di food-delivery, la Corte d’appello ricostruisce il lavoro etero-organizzato come tertium genus tra subordinazione e autonomia, mentre sarebbe preferibile un inquadramento nell’alveo del lavoro autonomo coordinato più prossimo al confine con il lavoro subordinato. Altra problematicità si solleva a proposito della pretesa esclusione dell’applicabilità delle regole sui licenziamenti: la norma del 2015 si profila come estensione complessiva della disciplina del lavoro subordinato, senza ammettere valutazioni di compatibilità che potrebbero, invece, dar luogo ad esiti incerti e variabili, non autorizzati dalla lettera della norma
17 aprile 2019
Femminicidi di Bologna e Genova: perché quelle sentenze potrebbero sbagliare
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di Fabrizio Filice
Serve spostare il dibattito dal piano mediatico – incentrato sul quantum di pena e su una non condivisibile finalità “esemplare” della sanzione – a quello degli studi giuridici di genere, nel cui ambito tutti gli istituti di diritto sostanziale dovrebbero essere parametrati alla particolarità del bene giuridico protetto, che consiste nella libertà di autodeterminazione della donna
15 aprile 2019
La forza di un abbraccio
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di Salvatore Casabona
I ristretti in regime di 41-bis ord. pen. alla prova della giurisprudenza minorile di Reggio Calabria
12 aprile 2019
Il gip che emette i decreti di proroga delle intercettazioni non può tenere l’udienza preliminare
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di Federico Piccichè
Nota a Cass. Pen., Sez. 2, Sent. 28 novembre 2018 (dep. 10 dicembre 2018), n. 55231, Pres. Gallo, Rel. Pazienza
11 aprile 2019