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Osservatorio internazionale / giudici e PM in Europa e nel mondo
La situazione della giustizia in Portogallo
di Filipe César Marques
Giudice e Rappresentante dei giudici portoghesi presso MEDEL – Magistrats Européens pour la Démocratie et les Libertés
Dopo Francia, Turchia, Germania, Argentina, una nuova tappa del viaggio di QG nella giustizia europea e del mondo
La situazione della giustizia in Portogallo

Come in tanti paesi europei, quando si parla di “giustizia” in Portogallo si fa riferimento ad una “crisi della giustizia”, espressione che, sebbene molto utilizzata, non ha una definizione unanime e non indica cause chiaramente identificate. 

In passato, le critiche rivolte al sistema giudiziario, motivate soprattutto dall’eccessiva durata dei processi e dalla mancanza di effettività delle decisioni (in particolare in materia di esecuzione delle sentenze civili), non hanno mai condizionato i rapporti tra poteri dello Stato.

I problemi del sistema giudiziario non rappresentavano una priorità per la politica. Negli ultimi anni, però, il clima politico è cambiato e l’immagine della magistratura ne ha risentito.

A partire dalla seconda metà del primo decennio degli anni 2000, le indagini sull’orientamento dell’opinione pubblica hanno frequentemente rivelato che la credibilità dei giudici e dei pubblici ministeri –che in passato godevano di grande considerazione – è inferiore a quella dei politici.

Il primo atto di questo cambiamento si è realizzato con il discorso di giuramento del governo di José Socrates, nel 2005: il Primo Ministro ha fatto riferimento ai “privilegi ingiusti” dei magistrati, e ha stabilito una diretta connessione fra il periodo di sospensione feriale dell’attività e l’eccessiva durata dei processi, imputando quest’ultima alla lunghezza delle ferie dei magistrati.

In realtà per i magistrati è previsto un periodo di congedo ordinario pari a quello di tutti i funzionari pubblici( 22 giorni), di durata inferiore alla sospensione feriale dei termini e delle attività nei processi non urgenti. Ciononostante il discorso del Primo Ministro ha avuto un impatto enorme sull’opinione pubblica.

Nel 2008  è stato eletto Presidente dell’Ordine degli Avvocati Portoghesi un Avvocato che ha pronunciato un discorso demagogico, fortemente critico nei confronti dei giudici, accusati di essere privilegiati e causa di tutti i problemi della giustizia. Hanno avuto grande risonanza le affermazioni con le quali ha paragonato i magistrati ad agenti della polizia politica fascista portoghese, e ha denunciato che nei tribunali i cittadini sono trattati come “servi” e gli avvocati come “sudditi”.

L’impatto di questo discorso sull’opinione pubblica è stato tale che l'Avvocato è stato eletto al Parlamento Europeo come candidato di un partito che ha conseguito il 7,14% dei voti, a fronte del risultato pari soltanto allo 0,66%, riportato nelle precedenti elezioni europee.

In questo contesto è cambiato l’atteggiamento dell’opinione pubblica verso i magistrati, che sono oggi considerati "una classe privilegiata". E’ venuta meno la fiducia dei cittadini nei loro confronti e il danno fatto all’immagine del Potere Giudiziario non sarà facilmente riparabile.

A partire dal 2008, la crisi economica ha aggravato ulteriormente la situazione per i tribunali e per i magistrati. La politica di austerità, attuata con tutti i tagli al bilancio dello Stato, ha avuto conseguenze negative sul funzionamento del sistema giudiziario: nei tribunali mancano funzionari ma non sono previste nuove assunzioni; il sistema informatico non è aggiornato e sebbene negli ultimi venticinque anni siano stati costruiti molti nuovi tribunali, non pochi sono gli uffici che ancora lavorano in condizioni precarie, che non garantiscono il minimo decoro istituzionale.

Per quanto riguarda gli interventi sugli stipendi, va precisato che, a partire dal 2011, i magistrati hanno subito non soltanto la riduzione applicata a tutti gli impiegati pubblici, ma anche un ulteriore taglio del 20% di una indennità prevista per i giudici e i pubblici ministeri. La riduzione dello stipendio, che fino al 2013 è stata graduale (dal 3,5% al 10%), dall’inizio di quest’anno è pari al 12% per tutti i magistrati.

Il 30 maggio, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’incostituzionalità del taglio del 12%, ma il governo ha già annunciato che modificherà rapidamente la legge per reintrodurre le misure degli anni passati. L’imposta sul reddito è aumentata come pure le deduzioni per la sicurezza sociale e il servizio sanitario. In termini di reddito netto mensile, la riduzione totale tra 2009 e 2014 è stata di circa il 20% (lo stipendio di inizio di carriera è passato da 2.445,19€ a 1.998,14€ e, nella fascia  più alta, da 4.422,33€  a 3.683,55€).

Si deve inoltre considerare che in Portogallo non esistono meccanismi di adeguamento automatico degli stipendi dei magistrati – che sono obbligati a periodiche negoziazioni con il governo, come ogni altro impiegato pubblico – e che la Costituzione prevede che i giudici non possono svolgere altre attività remunerate, anche se si tratta di insegnamento del Diritto.

Alcuni magistrati si trovano in una situazione di difficoltà economica; altri hanno lasciato la magistratura per andare a lavorare in studi legali o in altri paesi (come l’Angola). Nonostante tutto sono state avviate alcune riforme. Il primo settembre entrerà in vigore la revisione delle circoscrizioni giudiziarie e sarà la riforma più importante degli ultimi decenni nella giustizia portoghese. Le attuali 231 circoscrizioni (una per ogni comune) saranno aggregate  in 23 tribunali con un’area geografica più ampia e tutto il paese avrà uffici a competenza specializzata in materia civile, penale, per la famiglia e i minorenni, per l’istruttoria penale, per il commercio e il lavoro.

Sarà non soltanto una riforma della geografia giudiziaria, ma anche (e soprattutto) dell'organizzazione del lavoro dei magistrati. I giudici presidenti delle circoscrizioni (che sono stati nominati ad aprile) avranno poteri di organizzazione che andranno molto al di là di quelli attuali e lo scopo della riforma è favorire una gestione più flessibile dei magistrati e di tutto il personale impiegato nei Tribunali. Molto dipenderà dal modo in cui i nuovi presidenti delle circoscrizioni eserciteranno i loro poteri.

La crisi della giustizia riguarda tutta l’Europa, ma in Portogallo si è aggravata a causa delle maggiori difficoltà economiche e finanziarie del paese  e del venir meno del rispetto della politica per il ruolo della magistratura.

Spetta a noi magistrati il difficile compito di riconquistare la fiducia dei cittadini nel sistema giudiziario, dimostrando a tutti che, soprattutto in tempi di crisi, soltanto tribunali indipendenti possono garantire una effettiva tutela dei diritti fondamentali.

 

30 settembre 2014
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