home search menu
CGUE, pillole di febbraio
Osservatorio internazionale / Europa
CGUE, pillole di febbraio
di Alice Pisapia
Prof. a contratto Diritto UE Univ. dell’Insubria e Avvocato Foro di Milano
Le decisione più rilevanti della Corte: diritto di rimanere in uno Stato membro (Olanda); cittadinanza dell'Unione e parità di trattamento per prestazioni di assistenza sociale; domanda di marchio comunitario (Coca-Cola)

Diritti fondamentali

Sentenza della CGUE (Grande Sezione) 15 febbraio 2016, causa C-601/15 PPU, J. N. contro Staatssecretaris van Veiligheid en Justitie. 

Tipo di procedimento: Rinvio pregiudiziale da Raad van State – Olanda. 

Oggetto: Norme relative all’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale – Diritto di rimanere in uno Stato membro –Trattenimento – Tutela della sicurezza nazionale o dell’ordine pubblico – Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea – Limitazione – Proporzionalità.

I motivi per cui il ricorrente nel procedimento principale è stato trattenuto attengono segnatamente ai reati da lui commessi nel territorio olandese nonché alla circostanza di essere destinatario di una decisione che gli impone di lasciare detto territorio, corredata di un divieto d’ingresso, divenuti definitivi. Il giudice del rinvio fa riferimento alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo (sentenza Nabil e a. c. Ungheria). Secondo tale giurisprudenza, il trattenimento di un richiedente asilo sarebbe contrario all’art. 6 della CEDU quando non sia ordinato a fini di allontanamento.

Si ricorda che i diritti fondamentali riconosciuti dalla CEDU fanno parte del diritto dell’Unione in quanto principi generali. L’esame della validità della direttiva 2013/33 deve quindi essere svolto alla luce unicamente dei diritti fondamentali garantiti dalla Carta. Secondo un principio ermeneutico generale, un atto dell’Unione deve essere interpretato, nei limiti del possibile, in modo da non inficiare la sua validità e in conformità con il diritto primario nel suo complesso e, in particolare, con le disposizioni della Carta. Poiché la tutela della sicurezza nazionale e dell’ordine pubblico costituiscono l’obiettivo perseguito dall’articolo 8 della direttiva 2013/33, è d’uopo constatare che una misura di trattenimento basata sulla menzionata disposizione risponde effettivamente a un obiettivo di interesse generale riconosciuto dall’Unione. Infatti, la tutela della sicurezza nazionale e dell’ordine pubblico contribuisce parimenti alla tutela dei diritti e delle libertà altrui.

Relativamente alla proporzionalità dell’ingerenza constatata, va rammentato che il principio di proporzionalità, richiede, secondo una costante giurisprudenza della Corte, che gli atti delle istituzioni dell’Unione non superino i limiti di quanto idoneo e necessario al conseguimento degli scopi legittimi perseguiti dalla normativa di cui trattasi, fermo restando che gli inconvenienti causati dalla stessa non devono essere sproporzionati rispetto agli scopi perseguiti. Il trattenimento di un richiedente quando lo impone la sicurezza nazionale o l’ordine pubblico è, per sua stessa natura, una misura appropriata per tutelare il pubblico dal pericolo che può costituire il comportamento di un soggetto del genere.

 

Mercato interno: libera circolazione delle persone

Sentenza della CGUE (Prima Sezione) 25 febbraio 2016, causa C-299/14, Vestische Arbeit Jobcenter Kreis Recklinghausen contro Jovanna García-Nieto e a.. 

Tipo di procedimento: Domanda di pronuncia pregiudiziale da Landessozialgericht Nordrhein-Westfalen.

Oggetto: Cittadinanza dell’Unione – Parità di trattamento – Prestazioni di assistenza sociale – Esclusione dei cittadini di uno Stato membro durante i primi tre mesi di soggiorno nello Stato membro ospitante.

Il giudice del rinvio chiede se l’art. 24 della direttiva 2004/38 e l’art. 4 del regolamento n. 883/2004 vadano interpretati nel senso che ostano a una normativa di uno Stato membro che esclude dal beneficio di talune «prestazioni speciali in denaro a carattere non contributivo» e che sono parimenti costitutive di una «prestazione d’assistenza sociale», i cittadini di altri Stati membri.

Per quanto riguarda l’accesso a prestazioni di tal sorta, un cittadino dell’Unione può richiedere la parità di trattamento rispetto ai cittadini dello Stato membro ospitante in forza dell’art. 24 della direttiva 2004/38 solo se il suo soggiorno sul territorio dello Stato membro ospitante rispetta i requisiti sanciti dalla direttiva stessa (sentenze Dano, C‑333/13, EU:C:2014:2358, punto 69, e Alimanovic, C‑67/14, EU:C:2015:597, punto 49).

Lo Stato membro ospitante può avvalersi della deroga di cui al par. 2 dell’art. 24 della direttiva per negare a tale cittadino la concessione della prestazione d’assistenza sociale richiesta (sentenza Dano, C‑333/13, EU:C:2014:2358, punto 70). Infatti, emerge espressamente dal tenore letterale di tale disposizione che lo Stato membro ospitante può negare a persone che non siano lavoratori subordinati o autonomi o che mantengano tale status la concessione di qualsivoglia prestazione d’assistenza sociale durante i primi tre mesi di soggiorno.

 

Proprietà intellettuale

Sentenza del Tribunale (Ottava Sezione) 24 febbraio 2016, causa C-411/14, The Coca-Cola Company contro Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (Marchi, disegni e modelli).

Tipo di procedimento: Ricorso per annullamento. 

Oggetto: Domanda di marchio comunitario tridimensionale – Forma di una bottiglia Contour senza scanalature – Impedimento assoluto alla registrazione – Assenza di carattere distintivo.

Il ricorso della Coca-Cola contro la decisione dell’Ufficio Europeo per la registrazione dei marchi europei è respinto dal Tribunale dell’UE per mancanza di carattere distintivo del marchio richiesto. Infatti, la parte inferiore del marchio richiesto non presenta caratteristiche che permettono di distinguerla da altre bottiglie disponibili sul mercato. È noto che talune bottiglie possono presentare parti inferiori dalle forme molto varie. Varianti del genere, però, non permettono, in generale, al consumatore medio di dedurre l’origine commerciale dei prodotti interessati.  

Per quanto riguarda, poi, la parte centrale del marchio richiesto, si deve rilevare che essa non presenta particolarità rispetto a ciò che è disponibile sul mercato. Tale parte del marchio richiesto serve, in condizioni normali di vendita, ad apporvi un’etichetta sulla quale figurino il nome del marchio, le informazioni sugli ingredienti destinate ai consumatori, la capacità della bottiglia e i nomi del produttore e del distributore. Il fatto che tale parte sia leggermente curva non implica che essa conferisca al marchio richiesto un carattere distintivo che permetta ai consumatori di dedurne l’origine commerciale. Infine, per quanto riguarda la parte superiore del marchio richiesto, composta da un imbuto leggermente bombato a livello del collo, è noto che le bottiglie disponibili sul mercato presentano caratteristiche più o meno simili a quelle del marchio richiesto. Infatti, la parte superiore di una bottiglia è di solito a forma d’imbuto e ha un collo.

Pertanto, anche ammettendo che tale elemento presenti una certa originalità, non si può considerare che si discosti in modo significativo dalle norme o dagli usi del settore. Quindi, il marchio richiesto è costituito da una combinazione di elementi ciascuno dei quali, potendo essere comunemente utilizzato nel commercio dei prodotti interessati dalla domanda di registrazione, è privo di carattere distintivo con riferimento a tali prodotti (v., in tal senso e per analogia, sentenza Forma di una bottiglia di birra, punto 38 supra, EU:T:2004:120, punto 30).

 

11 aprile 2016
Se ti piace questo articolo e trovi interessante la nostra rivista, iscriviti alla newsletter per ricevere gli aggiornamenti sulle nuove pubblicazioni.
La Giustizia in Europa  *
di Mariarosaria Guglielmi
Non è immaginabile una cultura giuridica europea senza la giurisprudenza in tema di libertà e di diritti delle Corti europee che rappresentano la garanzia di uno strumento di verifica del rispetto dei diritti: il discorso sui diritti comprende una capacità di visione attraverso una lente in grado di cogliere uno spettro più ampio di prospettive, in un’ottica non puramente nazionale. Non vi è giudice nei confini dell’Europa che oggi non si senta giudice europeo, che non avverta il senso di un percorso irreversibile che la giurisdizione deve continuare a compiere verso l’effettiva realizzazione di un spazio comune di Giustizia
21 maggio 2019
Pillole di CGUE, primo trimestre 2019
Pillole di CGUE, primo trimestre 2019
di Francesco Buffa* e Salvatore Centonze**
Le più interessanti pronunce della Corte del Lussemburgo emesse nel primo trimestre 2019
17 maggio 2019
Il diritto all’assistenza sociale dei rifugiati. Riflessioni a partire da Corte di giustizia, sentenza 21 novembre 2018 (C-713/17)
Il diritto all’assistenza sociale dei rifugiati. Riflessioni a partire da Corte di giustizia, sentenza 21 novembre 2018 (C-713/17)
di Francesca Biondi Dal Monte
La Corte di giustizia afferma che l’art. 29 della “direttiva qualifiche” obbliga gli Stati membri a riconoscere la parità di trattamento dei beneficiari di protezione internazionale nell’accesso all’assistenza sociale ed è norma produttiva di effetti diretti
8 aprile 2019
La sentenza n. 20/2019 della Corte costituzionale italiana verso un riavvicinamento all’orientamento della Corte di giustizia?
La sentenza n. 20/2019 della Corte costituzionale italiana verso un riavvicinamento all’orientamento della Corte di giustizia?
di Giuseppe Bronzini
Nuovo intervento, dopo l’obiter della n. 269/2017, della Corte costituzionale sul tema dell’applicabilità diretta della Carta di Nizza quando la norma interna viola anche le disposizioni costituzionali. Le precisazioni della Corte sembrano scongiurare una rotta di collisione con l’orientamento della Corte di giustizia, ma a prezzo di una più estesa limitazione della discrezionalità dei giudici comuni
4 marzo 2019
L’europeismo giudiziario: notazioni a margine di una sentenza del giudice del lavoro di Trento
L’europeismo giudiziario: notazioni a margine di una sentenza del giudice del lavoro di Trento
di Ilario Nasso
In una fase storica in cui l’opinione pubblica e una certa politica demolitrice guardano all’Unione europea come alla causa di tutti i mali, una sentenza del giudice del lavoro di Trento, chiaramente intercetta numerosi temi particolarmente attuali: il contributo offerto dalla normativa UE alla salvaguardia dei diritti, la missione istituzionale della Corte di giustizia, il ruolo degli Stati membri nella regolamentazione del mercato
27 febbraio 2019
CGUE, pillole di dicembre
CGUE, pillole di dicembre
di Alice Pisapia
Le più interessanti pronunce della Corte del Lussemburgo emesse a dicembre 2018
22 febbraio 2019
CGUE, pillole di novembre
CGUE, pillole di novembre
di Alice Pisapia
Le più interessanti pronunce della Corte del Lussemburgo emesse a novembre 2018
8 febbraio 2019
CGUE, pillole di ottobre
CGUE, pillole di ottobre
di Alice Pisapia
Le più interessanti pronunce della Corte del Lussemburgo emesse a ottobre 2018
25 gennaio 2019
Il ruolo del giudice nazionale dell’asilo tra effettività dei ricorsi e autonomia procedurale degli Stati membri: il punto sulla sospensiva
Il ruolo del giudice nazionale dell’asilo tra effettività dei ricorsi e autonomia procedurale degli Stati membri: il punto sulla sospensiva
di Francesca Capotorti
Dopo aver pubblicato l’ordinanza del Tribunale di Milano, annotata dalla professoressa Adelina Adinolfi, ecco il commento all’ordinanza della Cgue del 27 settembre 2018, C-422/18
27 novembre 2018
CGUE, pillole di settembre
CGUE, pillole di settembre
di Alice Pisapia
Le più interessanti pronunce della Corte del Lussemburgo emesse a settembre 2018
23 novembre 2018
Newsletter


Fascicolo 1/2019
Populismo e diritto
Osservatorio internazionale
La Giustizia in Europa  *
di Mariarosaria Guglielmi
Non è immaginabile una cultura giuridica europea senza la giurisprudenza in tema di libertà e di diritti delle Corti europee che rappresentano la garanzia di uno strumento di verifica del rispetto dei diritti: il discorso sui diritti comprende una capacità di visione attraverso una lente in grado di cogliere uno spettro più ampio di prospettive, in un’ottica non puramente nazionale. Non vi è giudice nei confini dell’Europa che oggi non si senta giudice europeo, che non avverta il senso di un percorso irreversibile che la giurisdizione deve continuare a compiere verso l’effettiva realizzazione di un spazio comune di Giustizia
21 maggio 2019
L’Europa dei diritti e le migrazioni. Le norme e la realtà
L’Europa dei diritti e le migrazioni. Le norme e la realtà
di Elena Paciotti
Con la pubblicazione dell’intervento di Elena Paciotti al seminario su “L’Europa dei diritti e le migrazioni”, tenutosi alla Fondazione Basso il 15 maggio scorso, la redazione di Questione Giustizia on-line intende offrire ai lettori una serie di spunti di riflessione in vista delle elezioni del Parlamento europeo del 26 maggio 2019. I contributi che verranno pubblicati quotidianamente in questa settimana intendono porre in luce alcuni aspetti cruciali della posta in gioco e degli scenari europei che si apriranno con la nuova legislatura nell’Europa integrata dei diritti. Buona lettura!
20 maggio 2019
Pillole di CGUE, primo trimestre 2019
Pillole di CGUE, primo trimestre 2019
di Francesco Buffa* e Salvatore Centonze**
Le più interessanti pronunce della Corte del Lussemburgo emesse nel primo trimestre 2019
17 maggio 2019
Cedu, il primo parere consultivo su gestation pour autrui
Cedu, il primo parere consultivo su gestation pour autrui
di Francesco Buffa
Pubblicato il provvedimento della Grande Chambre ai sensi del Protocollo addizionale n. 16
2 maggio 2019
L’International Criminal Court e l’ipocrisia della comunità internazionale
L’International Criminal Court e l’ipocrisia della comunità internazionale
di Filippo Aragona
La giustizia penale internazionale è ormai paralizzata da comportamenti protervi che danno luogo ad una politica del double standard: la Corte penale internazionale è supportata se si occupa di Stati sottosviluppati e deboli, mentre è boicottata se avvia indagini su crimini di guerra e contro l’umanità commessi da cittadini di Stati potenti e ricchi
26 aprile 2019
Apocalisse dello Stato di diritto in Turchia
Apocalisse dello Stato di diritto in Turchia
di Gualtiero Michelini
Con la sentenza del 16 aprile 2019, la Corte europea dei diritti umani dichiara arbitrario l’arresto del giudice costituzionale Alparslan Altan sulla base di sospetti non ragionevoli
22 aprile 2019