home search menu
CGUE, pillole di maggio
Osservatorio internazionale / Europa
CGUE, pillole di maggio
di Alice Pisapia
Prof. a contratto Diritto UE Università dell’Insubria e Avvocato Foro di Milano
Le decisioni più rilevanti della Corte: lavorazione e vendita dei prodotti del tabacco (Polonia), iniziativa dei cittadini europei e politica di coesione

Principi di diritto europeo

Sentenza della CGUE (Seconda Sezione) 4 maggio 2016, causa C-358/14, Repubblica di Polonia contro Parlamento europeo e Consiglio dell'Unione europea.

Tipo di procedimento: Ricorso di annullamento 

Oggetto: Ravvicinamento delle legislazioni - Validità – Lavorazione, presentazione e vendita dei prodotti del tabacco – Divieto di immissione in commercio di prodotti del tabacco contenenti un aroma caratterizzante – Prodotti del tabacco contenenti mentolo – Base giuridica – Articolo 114 TFUE – Principio di proporzionalità – Principio di sussidiarietà

Il principio di sussidiarietà, sancito all’art. 5, par. 3, TUE, stabilisce che l’Unione, nei settori che non sono di sua esclusiva competenza, interviene soltanto se e nei limiti in cui gli obiettivi dell’azione prevista non possono essere sufficientemente realizzati dagli Stati membri e dunque, a motivo delle dimensioni o degli effetti dell’azione prospettata, possono essere meglio realizzati a livello dell’Unione. Inoltre, il protocollo n. 2 sull’applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, allegato al Trattato UE e al Trattato FUE, stabilisce, all’articolo 5, gli orientamenti per accertare se tali requisiti siano soddisfatti (sentenza Estonia/Parlamento e Consiglio, C‑508/13, EU:C:2015:403, punto 44).

Il controllo del rispetto del principio di sussidiarietà è esercitato, in primo luogo, a livello politico, da parte dei parlamenti nazionali secondo le procedure stabilite dal protocollo. Successivamente, tale controllo spetta al giudice dell’Unione.

Nel caso sottoposto all’attenzione della Corte dalla Polonia, trattandosi di un settore, quale il miglioramento del funzionamento del mercato interno, che non figura tra quelli in cui l’Unione dispone di una competenza esclusiva, occorre esaminare se l’obiettivo perseguito dalla direttiva 2014/40 potesse essere meglio realizzato a livello dell’Unione.

La direttiva 2014/40 persegue il duplice obiettivo di favorire il buon funzionamento del mercato interno dei prodotti del tabacco e dei prodotti correlati, assicurando al contempo un livello elevato di tutela della salute umana, in particolare per i giovani. Dall’interdipendenza dei due obiettivi risulta che il legislatore dell’Unione poteva legittimamente ritenere che la sua azione dovesse implicare l’introduzione di un regime di immissione sul mercato dell’Unione di prodotti del tabacco contenenti un aroma caratterizzante e che, in ragione di tale interdipendenza, questo doppio obiettivo potesse essere meglio realizzato a livello dell’Unione (v., per analogia, sentenze Vodafone e a., C‑58/08, EU:C:2010:321, punto 78, nonché Estonia/Parlamento e Consiglio, C‑508/13, EU:C:2015:403, punto 48).

 

Cittadinanza dell’Unione

Sentenza del Tribunale (Prima Sezione) 10 maggio 2016, causa T-529/13, Balázs-Árpád Izsák e Attila Dabis contro Commissione europea.

Tipo di procedimento: Ricorso di annullamento 

Oggetto: Diritto delle istituzioni – Iniziativa dei cittadini europei – Politica di coesione – Regioni a minoranza nazionale – Diniego di registrazione – Assenza manifesta di competenza della Commissione.

In data 18 giugno 2013 i ricorrenti, i sigg. Balázs-Árpád Izsák e Attila Dabis, congiuntamente ad altre cinque persone, hanno presentato alla Commissione europea una proposta di iniziativa dei cittadini, intitolata «Politica di coesione per l’uguaglianza delle regioni e la preservazione delle culture regionali» diretta a promuovere lo sviluppo delle zone geografiche popolate da minoranze nazionali.

Secondo il Trattato UE, dei cittadini dell’Unione, in numero di almeno un milione, e provenienti da almeno un quarto degli Stati membri, possono prendere l’iniziativa di invitare la Commissione, nell’ambito delle sue competenze, a proporre al legislatore dell’Unione di adottare un atto legislativo ai fini dell’applicazione dei trattati.

Prima di poter iniziare a raccogliere il numero necessario di firme, gli organizzatori dell’iniziativa dei cittadini europei devono farla registrare presso la Commissione, che ne esamina tra l’altro l’oggetto e gli obiettivi. La Commissione può rifiutare di registrare l’iniziativa in particolare se l’oggetto di quest’ultima esula manifestamente dalle sue competenze a proporre un atto legislativo al legislatore dell’Unione.

Nel caso di specie, contrariamente a quanto sostengono i ricorrenti, le condizioni di registrazione di cui all’art. 4, par. 2, lett. b), del regolamento n. 211/2011 non erano soddisfatte, come risulta dall’esame delle censure relative a un’errata interpretazione da parte della Commissione degli articoli dei trattati, e pertanto detta istituzione si era fondatamente rifiutata di registrare la proposta controversa. Di conseguenza, la Commissione ha potuto adottare la decisione impugnata senza violare il principio generale di buona amministrazione.

 

25 luglio 2016
Se ti piace questo articolo e trovi interessante la nostra rivista, iscriviti alla newsletter per ricevere gli aggiornamenti sulle nuove pubblicazioni.
La Giustizia in Europa  *
di Mariarosaria Guglielmi
Non è immaginabile una cultura giuridica europea senza la giurisprudenza in tema di libertà e di diritti delle Corti europee che rappresentano la garanzia di uno strumento di verifica del rispetto dei diritti: il discorso sui diritti comprende una capacità di visione attraverso una lente in grado di cogliere uno spettro più ampio di prospettive, in un’ottica non puramente nazionale. Non vi è giudice nei confini dell’Europa che oggi non si senta giudice europeo, che non avverta il senso di un percorso irreversibile che la giurisdizione deve continuare a compiere verso l’effettiva realizzazione di un spazio comune di Giustizia
21 maggio 2019
Pillole di CGUE, primo trimestre 2019
Pillole di CGUE, primo trimestre 2019
di Francesco Buffa* e Salvatore Centonze**
Le più interessanti pronunce della Corte del Lussemburgo emesse nel primo trimestre 2019
17 maggio 2019
Il diritto all’assistenza sociale dei rifugiati. Riflessioni a partire da Corte di giustizia, sentenza 21 novembre 2018 (C-713/17)
Il diritto all’assistenza sociale dei rifugiati. Riflessioni a partire da Corte di giustizia, sentenza 21 novembre 2018 (C-713/17)
di Francesca Biondi Dal Monte
La Corte di giustizia afferma che l’art. 29 della “direttiva qualifiche” obbliga gli Stati membri a riconoscere la parità di trattamento dei beneficiari di protezione internazionale nell’accesso all’assistenza sociale ed è norma produttiva di effetti diretti
8 aprile 2019
La sentenza n. 20/2019 della Corte costituzionale italiana verso un riavvicinamento all’orientamento della Corte di giustizia?
La sentenza n. 20/2019 della Corte costituzionale italiana verso un riavvicinamento all’orientamento della Corte di giustizia?
di Giuseppe Bronzini
Nuovo intervento, dopo l’obiter della n. 269/2017, della Corte costituzionale sul tema dell’applicabilità diretta della Carta di Nizza quando la norma interna viola anche le disposizioni costituzionali. Le precisazioni della Corte sembrano scongiurare una rotta di collisione con l’orientamento della Corte di giustizia, ma a prezzo di una più estesa limitazione della discrezionalità dei giudici comuni
4 marzo 2019
L’europeismo giudiziario: notazioni a margine di una sentenza del giudice del lavoro di Trento
L’europeismo giudiziario: notazioni a margine di una sentenza del giudice del lavoro di Trento
di Ilario Nasso
In una fase storica in cui l’opinione pubblica e una certa politica demolitrice guardano all’Unione europea come alla causa di tutti i mali, una sentenza del giudice del lavoro di Trento, chiaramente intercetta numerosi temi particolarmente attuali: il contributo offerto dalla normativa UE alla salvaguardia dei diritti, la missione istituzionale della Corte di giustizia, il ruolo degli Stati membri nella regolamentazione del mercato
27 febbraio 2019
CGUE, pillole di dicembre
CGUE, pillole di dicembre
di Alice Pisapia
Le più interessanti pronunce della Corte del Lussemburgo emesse a dicembre 2018
22 febbraio 2019
CGUE, pillole di novembre
CGUE, pillole di novembre
di Alice Pisapia
Le più interessanti pronunce della Corte del Lussemburgo emesse a novembre 2018
8 febbraio 2019
CGUE, pillole di ottobre
CGUE, pillole di ottobre
di Alice Pisapia
Le più interessanti pronunce della Corte del Lussemburgo emesse a ottobre 2018
25 gennaio 2019
Il ruolo del giudice nazionale dell’asilo tra effettività dei ricorsi e autonomia procedurale degli Stati membri: il punto sulla sospensiva
Il ruolo del giudice nazionale dell’asilo tra effettività dei ricorsi e autonomia procedurale degli Stati membri: il punto sulla sospensiva
di Francesca Capotorti
Dopo aver pubblicato l’ordinanza del Tribunale di Milano, annotata dalla professoressa Adelina Adinolfi, ecco il commento all’ordinanza della Cgue del 27 settembre 2018, C-422/18
27 novembre 2018
CGUE, pillole di settembre
CGUE, pillole di settembre
di Alice Pisapia
Le più interessanti pronunce della Corte del Lussemburgo emesse a settembre 2018
23 novembre 2018
Newsletter


Fascicolo 1/2019
Populismo e diritto
Osservatorio internazionale
La Giustizia in Europa  *
di Mariarosaria Guglielmi
Non è immaginabile una cultura giuridica europea senza la giurisprudenza in tema di libertà e di diritti delle Corti europee che rappresentano la garanzia di uno strumento di verifica del rispetto dei diritti: il discorso sui diritti comprende una capacità di visione attraverso una lente in grado di cogliere uno spettro più ampio di prospettive, in un’ottica non puramente nazionale. Non vi è giudice nei confini dell’Europa che oggi non si senta giudice europeo, che non avverta il senso di un percorso irreversibile che la giurisdizione deve continuare a compiere verso l’effettiva realizzazione di un spazio comune di Giustizia
21 maggio 2019
L’Europa dei diritti e le migrazioni. Le norme e la realtà
L’Europa dei diritti e le migrazioni. Le norme e la realtà
di Elena Paciotti
Con la pubblicazione dell’intervento di Elena Paciotti al seminario su “L’Europa dei diritti e le migrazioni”, tenutosi alla Fondazione Basso il 15 maggio scorso, la redazione di Questione Giustizia on-line intende offrire ai lettori una serie di spunti di riflessione in vista delle elezioni del Parlamento europeo del 26 maggio 2019. I contributi che verranno pubblicati quotidianamente in questa settimana intendono porre in luce alcuni aspetti cruciali della posta in gioco e degli scenari europei che si apriranno con la nuova legislatura nell’Europa integrata dei diritti. Buona lettura!
20 maggio 2019
Pillole di CGUE, primo trimestre 2019
Pillole di CGUE, primo trimestre 2019
di Francesco Buffa* e Salvatore Centonze**
Le più interessanti pronunce della Corte del Lussemburgo emesse nel primo trimestre 2019
17 maggio 2019
Cedu, il primo parere consultivo su gestation pour autrui
Cedu, il primo parere consultivo su gestation pour autrui
di Francesco Buffa
Pubblicato il provvedimento della Grande Chambre ai sensi del Protocollo addizionale n. 16
2 maggio 2019
L’International Criminal Court e l’ipocrisia della comunità internazionale
L’International Criminal Court e l’ipocrisia della comunità internazionale
di Filippo Aragona
La giustizia penale internazionale è ormai paralizzata da comportamenti protervi che danno luogo ad una politica del double standard: la Corte penale internazionale è supportata se si occupa di Stati sottosviluppati e deboli, mentre è boicottata se avvia indagini su crimini di guerra e contro l’umanità commessi da cittadini di Stati potenti e ricchi
26 aprile 2019
Apocalisse dello Stato di diritto in Turchia
Apocalisse dello Stato di diritto in Turchia
di Gualtiero Michelini
Con la sentenza del 16 aprile 2019, la Corte europea dei diritti umani dichiara arbitrario l’arresto del giudice costituzionale Alparslan Altan sulla base di sospetti non ragionevoli
22 aprile 2019