E' qui, è qui la gioiosa luce delle stelle
grigie, il luccichio degli occhi amati...
Anna Achmatova
CHAGALL. LOVE AND LIFE
16 Marzo – 26 Luglio 2015
a cura di Ronit Sorek
Roma, Chiostro del Bramante
La pittura di Chagall è un po’ come la natura enigmatica di Voltaire. Crediamo di essere in un paesaggio naturale e semplice, ma ci sono tanti elementi che ci traggono in inganno, tanti simbolismi difficili da decifrare: l’Ebreo errante, quello che, col sacco sulle spalle appare e riappare nei quadri.. un po’ fosco nelle pennellate scure.
Forse simbolo della cultura yiddish di Chagall, questa figura misteriosa mima diversità e persecuzioni razziali, ma è la sensualità dei due fidanzati avvinghiati, ora in un’unica figura quasi indistinta, ora più chiara oppure, riversi e abbracciati su mazzi di fiori, che può abbacinare.
L’apparente semplicità dei quadri e delle figure che sembrano prive di peso o animali che pascolano sopra il tetto non devono, perciò, ingannare.
La realtà della campagna bielorussa dove Chagall è nato con i suoi tetti di paglia è piena di simbolismi di un pensiero nostalgico, ma molto critico sugli esiti della rivoluzione russa.
Questo incantatore, che nell’apparente semplicità di una pittura piena di fantasia e di amore per la vita e per la sensualità della natura e del richiamo erotico che essa esercita su di noi, ci rovescia in un cocktail pieno di charme tra colori e profumi che ci pare di percepire, ci traghetta sapientemente verso le avanguardie del novecento, senza mai perdere la forza lirica e senza mai scadere nella caricatura o nella disperazione di volti geometrici non più riconoscibili nella loro dimensione umana.
Così, appena facendo debordare i colori fuori dalle figure Chagall le trasfigura e ci accompagna- con delicatezza- verso il cubismo, perché è Picasso che vediamo nei seni geometrici, ma non meno vivi dell’adorata moglie Bella Rosemberg musa onnipresente nei voli e negli abbracci dell’artista.
Ma Chagall non è solo il pittore dell’arte che trasfigura, ma anche l’intellettuale critico e consapevole della sofferenza della Storia ed, infatti, alla persecuzione degli ebrei nell'Europa centrale e orientale si ispirano i quadri sulle crocifissioni bianche che potrete vedere nel percorso della Mostra.
I voli di Chagall ci fanno andare veloci, più veloci del tracotante surrealismo e del mito della velocità e delle eliche che girano.
Come diceva Viktor Šklovskij, intellettuale russo e contemporaneo di Chagall, la velocità distacca dall’umanità ed è necessaria solo a un inseguitore o a un fuggitivo.
Meglio, allora, volare in un’idea antica di riflessione e abbandonarsi fiduciosi al ritmo di una natura benigna e accogliente, lontani dalla velocità compulsiva della nostra contemporaneità, quella stessa che ci condanna ad un eterno presente.