home search menu
CEDU, pillole di maggio
Osservatorio internazionale / Europa
CEDU, pillole di maggio
di Pier Francesco Poli* e Alice Pisapia**
* Assegnista di ricerca in Diritto penale nell’Università degli Studi di Milano e Avvocato del foro di Milano
** Prof. a contratto di Diritto UE Univ. Dell’Insubria e Avvocato Foro di Milano
I casi affrontati dalla Corte: maltrattamenti da parte della Polizia (Spagna), legislazione in materia di ricongiungimento familiare (Danimarca), diritto all'equo processo (Romania)

La Spagna condannata a Strasburgo per la carenza di indagine su alcuni maltrattamenti che il ricorrente lamentava di aver subito da parte della Polizia.

Sentenza della Corte EDU (Terza sezione) 21 aprile 2016, rich. nn. 36286/2014, Beortegui Martinez c. Spagna

Oggetto: – Violazione dell’art. 3 CEDU – Sussistenza – Importance level 3.

Il ricorrente è un cittadino spagnolo. Si duole di essere stato ammanettato da parte della polizia e quindi insultato e torturato successivamente all’arresto, avvenuto perché era sospettato di fare parte di un gruppo terroristico legato all’ETA. In particolare lamenta di essere stato sottoposto a molteplici procedure di soffocamento e di sodomizzazione con un bastone. Successivamente alla propria liberazione, il signor Martinez aveva presentato denunce per tali fatti che, tuttavia, erano state archiviate in breve tempo.

Ritiene il ricorrente che quanto esposto integri una violazione dell’art. 3 CEDU da un punto di vista sostanziale e procedurale. La Corte ritiene sussistente la violazione dell’art. 3 solamente da un punto di vista procedurale in ragione della carenza di una serie indagine, da parte delle autorità statuali, su quanto avvenuto. Non ritiene invece sussistente la violazione da un punto di vista sostanziale non essendovi prova che gli atti subiti dal ricorrente abbiano integrato il livello minimo di gravità necessario ai fini dell’integrazione della violazione dell’art. 3 CEDU.

 

La Corte europea ribalta il giudizio della Sezione Semplice e giudica discriminatoria la legislazione danese in materia di ricongiungimento familiare.

Sentenza della Corte EDU (Grande Camera) 24 maggio 2016, rich. nn. 38590/2010 Biao c. Danimarca.

Oggetto: Legge nazionale che prevede che per ottenere il ricongiungimento un soggetto non debba avere legami più stretti con altro Paese – Violazione degli artt. 8 e 14 CEDU – Sussistenza – Importance level 1.

Il ricorrente, cittadino togolese naturalizzato danese dopo nove anni di residenza in Danimarca, si era visto negare il ricongiungimento familiare con la propria compagna, di nazionalità ghanese, sulla base di una disposizione, prevista dalla legge di tale Paese, che stabilisce che esso risulta consentito, per i soggetti che hanno la cittadinanza danese da meno di ventotto anni in Danimarca, solamente nel caso in cui i legami del soggetto che chiede il ricongiungimento siano più stretti con lo Stato ospitante che con il proprio Paese d’origine, nel caso della moglie del signor Biao il Ghana.

La Seconda Sezione della Corte europea aveva ritenuto tale disposizione prevista dalla legge danese, all’esito del giudizio sul ricorso presentato, non in contrasto con i principi racchiusi negli articolo 8 e 14 CEDU. La Grande Camera della Corte europea tuttavia, innanzi al quale era pervenuto il procedimento successivamente alla decisione della sezione semplice, ha ribaltato tale decisione, riscontrando una violazione delle disposizioni in parola.

In particolare, la Corte europea ha ritenuto che la menzionata regola per la quale risultano esenti dal dimostrare il rapporto con il territorio danese i soggetti che risiedono in loco da più di 28 anni risulti discriminatoria, secondo la previsione dell’art. 14 CEDU, nei confronti dei cittadini non originari della Danimarca in quanto solo coloro che hanno tali origini risiedono in Danimarca da così tanti anni. Ha ritenuto altresì violato l’art. 8 CEDU sul rispetto della vita privata e familiare in conseguenza del mancato ricongiungimento in territorio danese della moglie del signor Biao, circostanza che ha comportato la necessità per i coniugi di espatriare in Svezia.

 

La Romania condannata per violazione del diritto all’equo processo.

Sentenza della Corte EDU (Quinta Sezione), 24 maggio 2016, rich. nn. 19181/2009, Sirghi c. Romania

Oggetto: Soggetto tratto in arresto – Mancato avviso, da parte delle autorità di Polizia, sulle accuse rivolte e sul diritto di essere assistito da un Avvocato – Violazione degli artt. 6 par. 1 e 3 CEDU  – Sussistenza – Importance level 2.

Il ricorrente, cittadino romeno residente in Italia, veniva tratto in arresto in Romania dalle forze di Polizia per guida in stato di ebbrezza e guida senza patente. In particolare, il signor Sighi veniva fermato dalle autorità alla guida di un trattore su una strada romena. Lo stesso, richiesto di eseguire l’alcooltest, tentava la fuga ma veniva immobilizzato dalle forze dell’Ordine e condotto presso una struttura ospedaliera nella quale tale test veniva eseguito forzatamente. Gli veniva altresì fatta firmare una dichiarazione nella quale dichiarava di aver guidato ubriaco e senza la licenza di guida. Condannato anche sulla base di tale dichiarazione, nonostante lo stesso l’avesse in seguito disconosciuta, lamentava la violazione del diritto all’equo processo garantito dall’art. 6 CEDU per non essere stato informato, dalle autorità di Polizia, delle accuse a lui rivolte e per non aver potuto usufruire dell’assistenza di un difensore.

La Corte accoglie il ricorso ritenendo che la carenza di informazioni sia sulla natura delle accuse penali a lui rivolte che sulla possibilità di farsi assistere da un difensore integrino due distinte violazioni della disposizione convenzionale.

25 ottobre 2016
Se ti piace questo articolo e trovi interessante la nostra rivista, iscriviti alla newsletter per ricevere gli aggiornamenti sulle nuove pubblicazioni.
CEDU, pillole di dicembre
CEDU, pillole di dicembre
di Alice Pisapia
I casi affrontati dalla Corte: migranti, privazione della libertà e trattamenti disumani (Italia), diritto alla vita (Russia), diritto a un equo processo (Spagna)
26 gennaio 2017
CEDU, Caso Avotinis c. Lettonia
CEDU, Caso Avotinis c. Lettonia
di Alice Pisapia
La Grande Camera della Corte Edu respinge il ricorso presentato da un cittadino lettone per violazione dell’art. 6, par. 1 CEDU, nell’ambito di un giudizio di riconoscimento ed esecuzione di una sentenza straniera disciplinato dal diritto dell’Unione europea
19 gennaio 2017
Migranti, Italia condannata dalla CEDU per trattenimenti illegittimi
Migranti, Italia condannata dalla CEDU per trattenimenti illegittimi
di Francesca Cancellaro
Commento a CEDU, Grande Camera, sent. 15 dicembre 2016, Khlaifia e altri c. Italia
11 gennaio 2017
Quando la tutela dei diritti fondamentali della persona può dirsi effettiva
Le ultime riforme al processo di esecuzione forzata di cui al d.l. 59/2016. Ovvero le banche dettano e il legislatore scrive*
Le ultime riforme al processo di esecuzione forzata di cui al d.l. 59/2016. Ovvero le banche dettano e il legislatore scrive*
di Giuliano Scarselli
La realtà di questa riforma mi sembra evidente: si è voluto avvantaggiare categorie particolari di creditori rispetto ad altri; la stessa rubrica del dl prevede che le norme sono anche “a favore degli investitori in banche in liquidazione”
3 novembre 2016
CEDU, pillole di aprile
CEDU, pillole di aprile
di Alice Pisapia* e Pier Francesco Poli**
I casi affrontati dalla Corte: pessime condizioni del centro di permanenza temporanea (Grecia), aggressione a un avvocato da parte di alcuni poliziotti (Romania), violazione del diritto alla libertà (Turchia)
23 settembre 2016
Ordinamento nazionale e CEDU. Impressioni al sole che è sorto[1]
Ordinamento nazionale e CEDU. Impressioni al sole che è sorto[1]
di Marco Bignami
Al di fuori della sterile contrapposizione tra euroentusiasti ed euroscettici, si deve essere pronti, quando è il caso, a far germogliare i semi di discendenza sovranazionale, a condizione che essi siano davvero fecondi, e non nascondano piuttosto fraintendimenti, o conclusioni palesemente inaccettabili nel confronto con i principi costituzionali. L’azione di regolamento di confini non può essere affidata a uno schema aprioristico di consenso o dissenso, ma va invece vissuta nella quotidianità dei casi concreti, senza che ciò autorizzi gli uni a rimproverare sciovinismo, e gli altri a gridare al cedimento dei valori costituzionali
14 luglio 2016
CEDU, pillole di marzo
CEDU, pillole di marzo
di Alice Pisapia* e Pier Francesco Poli**
I casi affrontati dalla Corte: uccisione da parte della polizia di soggetto erroneamente scambiato per terrorista (Inghilterra), sanzioni penali a un giornalista (Svizzera), utilizzo come prova di una registrazione di comunicazioni telefoniche (Regno Unito)
13 luglio 2016
Guida alla legge 119/2016
Guida alla legge 119/2016
di Sergio Rossetti e Rita Bottiglieri
Le tavole sinottiche del provvedimento contenente disposizioni urgenti in materia di procedure esecutive e concorsuali
6 luglio 2016
CEDU, pillole di febbraio
CEDU, pillole di febbraio
di Alice Pisapia* e Pier Francesco Poli**
I casi affrontati dalla Corte: Italia condannata per il caso Abu Omar, violazione del diritto alla vita (Francia), condizione di detenzione dei richiedenti asilo (Grecia)
1 giugno 2016
Newsletter


Fascicolo 4/2016
NUMERO MONOGRAFICO
Il giudice e la legge
Osservatorio internazionale
Trump ed i giudici:
gli Stati Uniti fra politica e Costituzione
Trump ed i giudici: gli Stati Uniti fra politica e Costituzione
di Luigi Marini*
L’ordine esecutivo in tema di immigrazione e la decisione di appello tra Costituzione, diritti e politica
24 febbraio 2017
Parità di trattamento e principio di non discriminazione nell’ordinamento integrato
Parità di trattamento e principio di non discriminazione nell’ordinamento integrato
di Valeria Piccone
Il principio di uguaglianza, sottostante ai divieti di discriminazione sanciti dalle direttive europee, è ormai diventato uno dei principi ordinatori dell’Unione. Dalla parità di trattamento retributiva ai fattori di più recente conio connessi ai divieti di discriminazione per età, il percorso dell’uguaglianza, promosso dalla Corte di giustizia, è diventato la “cartina di tornasole” delle democrazie europee. L’attività ermeneutica riveste un ruolo centrale per garantire, soprattutto mediante il ricorso all’interpretazione conforme, la più spiccata rispondenza del diritto interno a quello sovranazionale sotto il profilo della parità.
15 febbraio 2017
Stato di Washington versus Donald J.Trump
Stato di Washington versus Donald J.Trump
di Luigi Marini*
Pubblichiamo la cronaca dell’Udienza della Corte di appello del 9^ Circuito (San Francisco) del 7 febbraio 2017
9 febbraio 2017
Gli executive orders nell'epoca del trumpismo
Gli executive orders nell'epoca del trumpismo
di Elisabetta Grande
Quali le basi giuridiche dell’executive order di Donald Trump sull’immigrazione e quali i possibili futuri sviluppi della decisione del giudice federale di distretto di bloccarne temporaneamente l’operatività? Un primo commento sulla pronuncia del giudice James Robart del 3 febbraio 2017. Il testo inquadra il tema all’interno della teoria dei pesi e dei contrappesi, che sta alla base della dinamica dei rapporti fra poteri nel sistema costituzionale nord-americano
6 febbraio 2017
Breve vademecum per il rinvio pregiudiziale davanti alla CGUE
Breve vademecum per il rinvio pregiudiziale davanti alla CGUE
di Doriana Vecchio
Sintesi delle raccomandazioni della Corte per la presentazione delle domande di pronuncia
3 febbraio 2017
Prime valutazioni sulle censure del Comitato europeo dei diritti sociali alla normativa italiana sui giudici onorari
Prime valutazioni sulle censure del Comitato europeo dei diritti sociali alla normativa italiana sui giudici onorari
di Chiara Spada
Per il Comitato, dal punto di vista della funzione svolta all’interno dell’ordinamento, vi è equivalenza tra magistratura ordinaria ed onoraria
30 gennaio 2017