home search menu
Cedu, pillole di marzo
Osservatorio internazionale / Europa
Cedu, pillole di marzo
di Alice Pisapia* e Pier Francesco Poli**
* Prof. a contratto Diritto UE Univ. dell’Insubria e Avvocato Foro di Milano
**Avvocato Foro di Milano
La Corte di Strasburgo condanna l'Ungheria per il sovraffollamento carcerario e l'Italia per due violazioni dell'art.5: la prima in un procedimento per estradizione e la seconda riguardo alla mancata concessione di una liberazione anticipata

Sentenza pilota della Corte Edu: l’Ungheria condannata per il sovraffollamento carcerario.

Sentenza della Corte EDU (Seconda Sezione) 10 marzo 2015, rich. nn. 1409/12, 73712/12, 34001/13, 44055/13, 64586/13, Varga e altri c. Ungheria

Oggetto: Art. 3 CEDU – Divieto di trattamenti inumani e degradanti – Sovraffollamento carcerario – Violazione – art. 13 CEDU – Assenza di rimedi effettivi posti a tutela dei diritti fondamentali dei detenuti – Violazione –  Importance level 3

I ricorrenti lamentano di essere stati reclusi presso diverse carceri ungheresi in celle gravemente sovraffollate, con uno spazio a disposizione per detenuto oscillante, mediamente, tra 1.8 e 2.5 mq ed in condizioni igienico – sanitarie fortemente compromesse. Osservano che tali condizioni sono contrastanti con i parametri elaborati dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo e si dolgono, altresì, della mancata previsione sul fronte interno di rimedi atti a porre fine alla violazione sussistente. La Corte accoglie il ricorso e i) con riferimento alla violazione dell’art. 3 CEDU, stanti la presenza di ulteriori condanne già pronunciate nei confronti dell’Ungheria per i medesimi fatti e la pendenza di oltre 450 ricorsi, assegna al Paese membro della CEDU un termine di sei mesi per porre rimedio alla violazione; ii) con riguardo alla mancanza di un rimedio effettivo, rigetta l’argomentazione governativa secondo la quale sarebbe esistito un rimedio interno di tipo civile, osservando che i casi in cui la giurisprudenza ungherese si era espressa in questo senso erano stati sporadici e contrastanti con il granitico orientamento maggioritario che invece negava qualsiasi tipo di tutela.

 

Una condanna dell’Italia a Strasburgo per violazione dell’art. 5 CEDU commessa nell’ambito di un procedimento di estradizione.

Sentenza della Corte EDU (Quarta Sezione) 24 marzo 2015, rich. n. 11620/07, Gallardo Sanchez c. Italia

Oggetto: Art. 5, par. 1 lett. f) CEDU – Diritto alla libertà e alla sicurezza – Lungaggini nella procedura di estradizione – Violazione – Importance level 3

Il ricorrente lamenta la lunghezza del tempo trascorso in stato di reclusione presso le carceri italiane – un anno e sei mesi – in attesa che si completasse la procedura di estradizione richiesta all’Italia dalle autorità greche. Sostiene, in particolare, che tale ritardo posto in essere dalle autorità italiane avrebbe costituito una violazione dell’art. 5 paragrafo 1 lettera f) della Convenzione europea. La Corte accoglie il ricorso osservando il differente livello di diligenza richiesto allo stato estradante a seconda che l’estradizione venga richiesta per l’esecuzione della pena ovvero, come era nel caso di specie, nel corso del procedimento penale. In quest’ultimo caso, osservano i giudici di Strasburgo, la persona nei cui confronti deve essere eseguita l’estradizione è presunta innocente e le autorità devono essere particolarmente diligenti anche al fine di consentire a quest’ultima di partecipare attivamente al processo che lo riguarda. Tale diligenza non sussisteva nel caso di specie atteso che la lunghezza del tempo impiegato dall’Italia per concedere l’estradizione non trovava fondamento nella complessità del procedimento.

 

Un’ulteriore condanna dell’Italia a Strasburgo per violazione dell’art. 5 CEDU, questa volta con riguardo alla mancata concessione di una liberazione anticipata.

Sentenza della Corte EDU (Quarta Sezione) 24 marzo 2015, rich. n. 39824/07, Antonio Messina c. Italia

Oggetto: Art. 5 par. 1 lett. a) CEDU – Diritto alla libertà e alla sicurezza – Ritardata concessione della liberazione anticipata a causa di un errore da cui dipende l’allungamento del periodo di detenzione – Violazione – Art. 5 par. 5 CEDU – Mancata compensazione per l’ingiusta detenzione subita – Violazione – Importance level 3

Il ricorrente, cittadino italiano, lamenta che un ritardo verificatosi nella concessione della liberazione anticipata a lui spettante sulla base della normativa interna avrebbe determinato un allungamento del periodo di detenzione patito e la conseguente illegittimità di tale protrazione. In particolare, era stata rigettata una domanda di liberazione anticipata concernente il primo periodo di detenzione subito sulla base del fatto che da alcuni documenti in possesso delle autorità risultava che l’attività criminale compiuta dal ricorrente era durata sino al 1998, anno in cui la detenzione era già in essere. Successivamente, tale durata si era rivelata errata ed il periodo in questione era stato corretto in quanto l’attività delittuosa da questi compiuta era cessata non nel 1998 ma nel 1989, conseguentemente il ricorrente era stato immediatamente posto in libertà con un ritardo di nove mesi rispetto alla richiesta originaria. Si duole inoltre del fatto che in conseguenza di tale errore e del prolungamento dello stato detentivo non era stata riconosciuta alcuna compensazione economica in suo favore. La Corte accoglie il ricorso, ritenendo integrata una violazione sia dell’art. 5 par. 1 lett. a) della Convenzione, che dell’art. 5 par. 5.

 

18 giugno 2015
Se ti piace questo articolo e trovi interessante la nostra rivista, iscriviti alla newsletter per ricevere gli aggiornamenti sulle nuove pubblicazioni.
La Dichiarazione di Copenaghen sull’avvenire della Corte Edu
La Dichiarazione di Copenaghen sull’avvenire della Corte Edu
di Emma Rizzato
Gli Stati membri del Consiglio d’Europa hanno discusso, sotto la presidenza danese, del futuro del sistema convenzionale e formulato raccomandazioni con l'obiettivo di garantire maggiore qualità e efficienza ai meccanismi nazionali di protezione dei diritti umani e all'azione della Cedu
14 maggio 2018
Il Protocollo n. 16 addizionale alla Convenzione Edu è pronto per entrare in vigore
Il Protocollo n. 16 addizionale alla Convenzione Edu è pronto per entrare in vigore
di Francesco Buffa
Il 12 aprile scorso, con la ratifica ad opera della Francia, si è perfezionato l’iter del Protocollo n. 16 addizionale alla Convenzione Edu ed il Protocollo può entrare in vigore con decorrenza dal 1° agosto prossimo. Il Protocollo introduce il nuovo istituto del parere consultivo, che i giudici nazionali superiori possono chiedere alla Corte Edu in merito a questioni di principio riguardanti l'interpretazione o l'applicazione dei diritti e delle libertà stabiliti nella Convenzione. La prassi chiarirà l’effettiva utilità ed opportunità del ricorso al nuovo strumento.
2 maggio 2018
Detenzione di giornalisti e repressione della libertà di espressione: da Strasburgo un chiaro messaggio alla Turchia, ma verrà ascoltato?
Detenzione di giornalisti e repressione della libertà di espressione: da Strasburgo un chiaro messaggio alla Turchia, ma verrà ascoltato?
di Francesco Luigi Gatta
Con le due sentenze Şahin Alpay e Mehmet Hasan Altan del 20 marzo 2018, la Corte europea dei diritti dell’uomo dichiara la violazione da parte della Turchia del diritto alla libertà personale e alla libertà di espressione di due giornalisti posti in detenzione per aver espresso opinioni critiche nei confronti del governo. La Corte di Strasburgo va però oltre la vicenda dei due singoli ricorrenti, riconoscendo l’esistenza di gravi e diffusi problemi di rispetto dei diritti umani nell’ordinamento turco, soprattutto in riferimento alla libertà di esprimere il proprio dissenso, elemento che, si sottolinea con forza, rappresenta una caratteristica essenziale e irrinunciabile di una società democratica.
9 aprile 2018
CEDU, pillole di gennaio
CEDU, pillole di gennaio
di Alice Pisapia
Le più interessanti pronunce della Corte Edu emesse a gennaio 2018
4 aprile 2018
Quando la libertà prevale sulla morale: la pubblicità
Quando la libertà prevale sulla morale: la pubblicità
di Nicola Colaianni
Osservazioni sulla sentenza della Corte europea dei diritti umani (Sekmadienis Ltd. v. Lithuania) sul caso della pubblicità a sfondo religioso utilizzata da un’azienda lituana
1 marzo 2018
CEDU, pillole di dicembre
CEDU, pillole di dicembre
di Alice Pisapia
Le più interessanti pronunce della Corte Edu emesse a dicembre 2017
26 febbraio 2018
CEDU, pillole di novembre
CEDU, pillole di novembre
di Alice Pisapia
Le più interessanti pronunce della Corte Edu emesse a novembre 2017
8 febbraio 2018
Corte europea dei diritti dell'uomo, pubblicato il Rapporto 2017
Corte europea dei diritti dell'uomo, pubblicato il Rapporto 2017
Oggi a Strasburgo, si celebra l'inaugurazione dell'anno giudiziario. Tra gli ospiti il presidente della Corte di giustizia europea, Koen Lenaerts.
26 gennaio 2018
CEDU, pillole di ottobre
CEDU, pillole di ottobre
di Alice Pisapia
Le più interessanti pronunce della Corte Edu emesse a ottobre 2017
19 dicembre 2017
CEDU, pillole di settembre
CEDU, pillole di settembre
di Alice Pisapia
Le più interessanti pronunce della Corte Edu emesse a settembre 2017
14 dicembre 2017
Newsletter


Fascicolo 1/2018
Il pubblico ministero nella giurisdizione
La responsabilità civile fra il giudice e la legge
Osservatorio internazionale
CGUE, pillole di marzo
CGUE, pillole di marzo
di Alice Pisapia
Le più interessanti pronunce della Corte del Lussemburgo emesse a marzo 2018
18 maggio 2018
La Dichiarazione di Copenaghen sull’avvenire della Corte Edu
La Dichiarazione di Copenaghen sull’avvenire della Corte Edu
di Emma Rizzato
Gli Stati membri del Consiglio d’Europa hanno discusso, sotto la presidenza danese, del futuro del sistema convenzionale e formulato raccomandazioni con l'obiettivo di garantire maggiore qualità e efficienza ai meccanismi nazionali di protezione dei diritti umani e all'azione della Cedu
14 maggio 2018
Divieto di discriminazione religiosa sul lavoro e organizzazioni religiose
Divieto di discriminazione religiosa sul lavoro e organizzazioni religiose
di Nicola Colaianni
La Corte di giustizia si occupa per la prima volta dell’art. 4, par. 2, della direttiva 2000/78/CE sui limiti dell’esenzione delle organizzazioni di tendenza religiosa dal divieto di discriminazioni di carattere religioso in materia di lavoro. A fronte di un ordinamento come quello tedesco, che ha dato attuazione piuttosto blanda alla direttiva favorendo ampiamente l’autonomia confessionale e limitando conseguentemente il controllo giurisdizionale alla mera plausibilità del provvedimento confessionale, Corte giust. 17 aprile 2018, causa C-414/16 opta per l’interpretazione rigorosa del carattere essenziale, legittimo e giustificato del nesso tra mansioni del lavoratore e attività dell’ente, da accompagnare con l’applicazione del principio di proporzionalità (dalla stessa direttiva non richiamato espressamente). Il riconoscimento di una cognizione piena ed esauriente da parte del giudice consente una valutazione oggettiva, e non spiritualistica, del rapporto tra lavoro e tendenza in direzione di una tutela più efficace dei cittadini da discriminazioni di carattere religioso.
3 maggio 2018
Il Protocollo n. 16 addizionale alla Convenzione Edu è pronto per entrare in vigore
Il Protocollo n. 16 addizionale alla Convenzione Edu è pronto per entrare in vigore
di Francesco Buffa
Il 12 aprile scorso, con la ratifica ad opera della Francia, si è perfezionato l’iter del Protocollo n. 16 addizionale alla Convenzione Edu ed il Protocollo può entrare in vigore con decorrenza dal 1° agosto prossimo. Il Protocollo introduce il nuovo istituto del parere consultivo, che i giudici nazionali superiori possono chiedere alla Corte Edu in merito a questioni di principio riguardanti l'interpretazione o l'applicazione dei diritti e delle libertà stabiliti nella Convenzione. La prassi chiarirà l’effettiva utilità ed opportunità del ricorso al nuovo strumento.
2 maggio 2018
CEDU, pillole di febbraio
CEDU, pillole di febbraio
di Alice Pisapia
Le più interessanti pronunce della Corte Edu emesse a febbraio 2018
30 aprile 2018
CGUE, pillole di febbraio
CGUE, pillole di febbraio
di Alice Pisapia
Le più interessanti pronunce della Corte del Lussemburgo emesse a febbraio 2018
18 aprile 2018