Leggi e istituzioni - pagina 16
Con la sentenza n. 18 del 2022 la Corte costituzionale afferma che la corrispondenza del detenuto in regime derogatorio ex art. 41 bis comma II O.P. con il proprio difensore non è assoggettabile a visto di censura
Il contributo, utilizzando come occasio alcune recenti e note decisioni dei giudici amministrativi, intende analizzare il tema del conferimento degli incarichi direttivi ai magistrati e il successivo, ricorrente sindacato giurisdizionale su tali deliberazioni. L’esame di questa problematica tiene conto, in primo luogo, del rinnovato e delicato contesto nel quale si colloca la questione, al fine di comprendere se la relazione tra chi conferisce l’incarico direttivo (il Csm) e chi giudica l’operato di quest’ultimo (il giudice amministrativo) sia correttamente bilanciata. Per capire appieno la concreta dinamica di questi rapporti, si è inteso isolare la prospettiva di intervento del Csm da quella del giudice amministrativo, con l’obiettivo finale di valutare le due sfere di competenza e approfondire la sostenibilità di possibili riforme.
La sentenza ha dichiarato incostituzionali le norme che non consentivano ai difensori dei non abbienti di ricevere il compenso nei casi di tentativo obbligatorio di mediazione terminato con l’accordo. La decisione si colloca nel movimento di respiro europeo di profondo mutamento del modo di gestione delle liti, dove va valorizzato l’aiuto economico "legale" e non solo "giudiziario" per assicurare l’effettività delle tutele dei diritti e degli interessi delle persone.
Nell’articolo di Gianfranco Amendola - magistrato che ha fatto la storia della tutela dell’ambiente nel nostro Paese e parlamentare europeo dal 1989 al 1994 – si intrecciano la testimonianza della sua personale esperienza in politica e riflessioni generali sul tema della peculiare “politicità” della funzione giudiziaria nell’ambito dei confini invalicabili fissati dalla legge.
Realizzare banche dati di giurisprudenza è uno degli obiettivi dell’ufficio per il processo, sin dalla sua prima istituzione nell’ormai lontano 2015. Oggi realizzare queste banche dati è una delle milestone del PNRR, uno degli obiettivi vincolati dei progetti organizzativi dei nuovi UPP e, dunque, un incombente con cui tutti i magistrati, ciascuno secondo le proprie funzioni e responsabilità, devono misurarsi. Per centrare l’obiettivo è opportuno focalizzarsi – prima che sulle questioni scientifiche e tecniche – sulla funzione che devono assolvere queste banche dati; e domandarsi perché, in un contesto in cui già esistono numerose raccolte di giurisprudenza, realizzate professionalmente e disponibili a tutti i magistrati, la creazione di banche dati di giurisprudenza è indicata come necessario strumento di efficienza dei nostri uffici giudiziari. Rispondere a questo interrogativo è importante per capire quali caratteristiche dovranno possedere le nuove banche dati e, di conseguenza, come potranno essere realizzate.
SOMMARIO: 1. La irrisolta conflittualità tra le fonti acuita dall’emergenza sanitaria. - 2. L’interpretazione conforme a Costituzione nella contemporaneità sociale ed economica. - 3. L’abbandono del giudice nella risoluzione di questioni di dubbia costituzionalità. - 4. L’attività interpretativa sempre più protagonista anche nella giurisprudenza internazionale. - 5. Le peculiarità proprie dell’interpretazione giuridica.
I diritti sono una conquista e il loro riconoscimento effettivo la meta spesso lontana di una strada impervia. La ricerca del diritto allo studio e al lavoro si snoda in un racconto che intreccia il vissuto personale di un giovane avvocato con l’evoluzione sociale e normativa del nostro Paese: dalle aperture dell’Avvocatura sull’accesso alla professione alle sfide nel pubblico impiego e, in divenire, in tutto il mondo del lavoro.
Il 23 febbraio la Corte costituzionale è chiamata a decidere della costituzionalità dell’adozione in casi particolari nella parte in cui l’art. 55 non prevede la costituzione di legami di parentela con la famiglia dell’adottante. Si tratta di questione molto attuale e molto sentita, soprattutto dopo le sentenze n. 32 e 33 del 2021 dello stesso Giudice delle leggi. Tuttavia, all’orizzonte si prospetta il rischio di una pronuncia di inammissibilità in ragione della irrilevanza della questione sollevata dal giudice minorile nel contesto della domanda di adozione.
Il ddl sulla concorrenza ed il mercato, prevedendo la privatizzazione sistematica dei servizi di acqua potabile, trasporti e rifiuti, oltre a porsi in aperta violazione dell’esito dei referendum del 2011, finirebbe per piegare alla logica del profitto servizi essenziali pregiudicando diritti primari delle persone e delle comunità locali, che solo un’oculata gestione pubblica può garantire.
In occasione del convegno organizzato dall’ANM di Milano per riflettere sui 30 anni di Mani Pulite, un magistrato di mezza età ricorda la “sua” tangentopoli: allora era solo un adolescente e quella indagine, senza che se ne accorgesse, avrebbe profondamente cambiato le sue scelte ideali e professionali. Gli anniversari portano bilanci. Questo è il suo, personalissimo.
Le clausole generali costituiscono un nuovo modo di pensare giuridico che, ponendo al centro il diritto del caso concreto, prospetta un nuovo scenario per l’ambiente di civil law.
Sommario: 1.La genesi delle misure di prevenzione patrimoniali e la necessità della conservazione di tale strumento – 2. L'autonomia del procedimento di prevenzione patrimoniale - 3. Brevi cenni sui presupposti e sulle condizioni applicative della confisca di prevenzione patrimoniale - 4. Le numerose questioni aperte nella gestione dei procedimenti di misure di prevenzione - 5. Considerazioni conclusive
La riforma del processo penale richiede di effettuare negli uffici giudiziari scelte organizzative importanti. La specializzazione per materia negli uffici gip-gup di grandi dimensioni può rappresentare, unitamente al potenziamento ed alla stabilità degli organici, una scelta utile: si apra sul punto un dibattito serio.
SOMMARIO: 1. Premessa. – 2. Sistema delle fonti e Costituzione. – 3. Natura del rapporto tra fonti interne ed esterne. – 4. Fonti interne e CEDU. – 5. Fonti interne ed UE. – 6. Nuove questioni.
Sommario: 1. I timori - 2. L’automatismo delle decisioni ha anche pregi? - 3. Predittività e prevedibilità - 4. Le prospettive e potenzialità della giustizia predittiva - 5. I progetti in corso
Tra passioni civili e silenzi della politica, un tentativo di analizzare il contenuto della proposta referendaria alla luce delle opposte visioni che, a livello globale, si contendono il campo della politica delle droghe.
Questione Giustizia e Magistratura democratica hanno tempestivamente dedicato attenzione ai referendum abrogativi sulla cui ammissibilità la Corte costituzionale si pronuncerà a breve. Nell’imminenza delle decisioni del giudice costituzionale riteniamo utile proporre il video del dibattito promosso da Magistratura democratica, intitolato A proposito di referendum, che si è svolto il 16 dicembre 2021 nella sede della Corte di cassazione (partecipanti: Giulia Merlo, Marco Patarnello, Nello Rossi, Francesco Paolo Sisto) e “rilanciare” tre articoli riguardanti i referendum sulla giustizia e sull’art. 579 del codice penale (omicidio del consenziente) a firma di Giuseppe Battarino e Nello Rossi pubblicati su Questione Giustizia on line.
La soluzione in salsa danese al sovraffollamento carcerario
Un recente contrasto giurisprudenziale sulla possibilità di eseguire la misura cautelare degli arresti domiciliari in un altro Paese dell’Unione europea offre alcuni spunti di riflessione sulle problematiche attuative della decisione quadro 2009/829/GAI del Consiglio dell'Unione Europea del 23 ottobre 2009 sul reciproco riconoscimento delle decisioni sulle misure alternative alla «detenzione cautelare» e, più in generale, sull’attuazione del principio del riconoscimento reciproco delle decisioni giudiziarie in materia cautelare.
La “riforma Cartabia” investe profondamente la fase delle indagini preliminari, incidendo su snodi fondamentali, quali il momento “genetico” dell’iscrizione della notizia di reato e del nominativo della persona cui esso è da attribuire, e il momento “conclusivo” delle determinazioni sull’esercizio dell’azione penale. Sono attribuiti incisivi poteri al giudice per le indagini preliminari, che obbligano a ripensare non solo la fisionomia e la finalità delle indagini, ma anche l’equilibrio di poteri e di rapporti tra pubblico ministero e giudice per le indagini preliminari.