Magistratura e società - pagina 10
Da quali fenomeni di lungo periodo trae origine la crisi etica della magistratura? Una proposta ricostruttiva.
Il fattorino, o rider, non più lavoratore ma imprenditore di se stesso è diventato un self-made man, nella retorica accattivante della nuova frontiera della gig economy. Ben presto è divenuto chiaro come dietro ai colori sgargianti dei cubi per le consegne, ed alle promesse di poter decidere quando e come lavorare, si nascondessero in realtà le livree di una nuova e sofisticata forma di sfruttamento.
La notizia che il collegio giudicante del Tribunale di Vibo Valentia, al quale è stata affidata la responsabilità della trattazione del procedimento nato dall’operazione Rinascita Scott sia composto da tre colleghe, ciascuna delle quali ha assunto le funzioni nel maggio del 2018, rappresenta un'importante occasione per sviluppare alcune considerazioni circa le condizioni nelle quali opera la magistratura giudicante in Calabria.
La recensione al volume di Antonio Laronga (PaperFIRST, 2021)
I metodi del processo mediatico si stanno trasferendo prepotentemente anche nel dibattito interno alla magistratura. Vi è così il rischio che possa calare stancamente il silenzio anche sulla Questione Morale, proprio nel momento in cui occorre una nuova stagione di disseminazione dei valori che hanno fatto della magistratura italiana un simbolo dell’affidabilità delle Istituzioni nei momenti più cupi della storia del nostro Paese.
La recensione al volume di Enrico Carloni e Massimo Mazzoni, edito da Carocci (2020)
Le ragioni di un impegno, le idee e le proposte di chi ha scelto di candidarsi in un momento difficile per la magistratura e per il CSM
Dopo tante serie e doverose riflessioni sulle vicende rivelate dalle indagini perugine e sulle interessate deformazioni della storia della magistratura e della giurisdizione contenute nel libro di Palamara e Sallusti, c’è spazio per ripercorrere, sul filo dell’ironia, molte delle stupefacenti affermazioni disseminate nel volume
À la gauche du droit restituisce un quadro composito formato dalle diverse declinazioni dell’impegno politico del giurista in Francia durante il periodo compreso tra la deflagrazione degli événements del 1968 e l’elezione di Mitterrand del 1981. L’andamento degli eventi, cronologicamente ripercorso dalla successione degli otto capitoli, non solo ritrae l’evoluzione delle mobilitazioni giuridiche nel momento definito entre-deux-mai[*], ma mostra anche un doppio legame, da un lato, con il passato del movimento anticolonialista, dall’altro, con l’eredità lasciata dal “lungo ’68” alle riflessioni successive, evidenziando le linee di continuità storica. Inoltre, il multiforme approccio metodologico adottato da Liora Israël apre al lettore svariate strade di riflessione comparata sulle diverse dimensioni professionali, tra espressioni individuali e collettive di protesta.
[*] ORY P., L’entre-deux-mai. Histoire culturelle de la France, mai 1968 - mai 1981, Seuil, Parigi, 1983
La recensione al volume a cura di Alberto Quadrio Curzio, Marco Fortis e Alberto Silvani, edito nel 2020 da Il Mulino
Emilio Sirianni, un giudice che da sempre vive e lavora in Calabria, confida, in una mail indirizzata ai suoi colleghi, le impressioni e le preoccupazioni suscitate in lui da una recentissima trasmissione televisiva sull’indagine denominata Rinascita Scott. Con il consenso dell’autore, Questione Giustizia pubblica questo documento che rappresenta una significativa testimonianza di rivolta morale contro l’oppressione criminale e di intatta passione per un processo giusto.
Il 17 marzo 1981 partiva l'indagine sulla Loggia P2. Quaranta anni dopo, Ezia Maccora ne parla con Gherardo Colombo, protagonista, insieme a Giuliano Turone, di una delle indagini più importanti della storia del nostro Paese e delle sue Istituzioni.
Recensione a Luigi Cavallaro, Una sentenza memorabile, Cacucci Editore, Bari, 2020
La recensione al volume di Maurizio Veglio, edito da SEB27 (2020)
Una riflessione sul rapporto tra magistratura e nuovi media sulla scia dell’assalto al Campidoglio di Washington del 6 gennaio di quest’anno.
Note sparse su École Nationale e Scuola Superiore della Magistratura
Il libro di Stefano Giubboni (Giappichelli, 2020) accanto alla ricognizione completa degli snodi critici oggi più sensibili in materia di licenziamenti, prende posizione non solo sulle questioni interpretative ancora aperte, ma soprattutto sul significato complessivo di politica del diritto della stagione “riformatrice” dalla Legge Fornero al Jobs Act, attuata nel segno di un neoliberismo «tanto approssimativo quanto provinciale». E’ l’ora di un cambio di passo, ma restano ignote le intenzioni della politica.
Se l’Italia vuole conservare un accettabile grado di credibilità nel contesto internazionale, deve stringere un cordone sanitario intorno a sortite come quella “araba” di Matteo Renzi, ricordandogli che essere stato presidente del Consiglio comporta oneri anche quando si è cessati dalla carica e che essere parlamentari di una Repubblica democratica non è compatibile – eticamente e politicamente - con l’adulazione dei despoti.
Ne va della capacità del nostro Paese – ed è per questo che una Rivista di magistrati ritiene di dover intervenire - di svolgere il ruolo cui ambisce, e nel quale ha profuso tante energie e risorse, di protagonista nella tutela dei diritti umani fondamentali nel mondo.
La recensione al volume di Paola Di Nicola Travaglini e Francesco Menditto, edito da Giuffré-Francis Lefebvre (2020)
I primi di gennaio 2021 è uscito, per Pacini Giuridica, nella collana Quaderni de L’Altro diritto, il volume Europa Umana. Scritti in onore di Paulo Pinto Pinto de Albuquerque, a cura di Davide Galliani ed Emilio Santoro. Il 31 marzo 2021, alle 15.30 – in allegato trovate la locandina – ne discuteremo insieme agli autori e con Paulo.
La “finanziarizzazione” di un bene comune e vitale come l’acqua è la spia di processi economici ed istituzionali che rischiano di alterare la libertà delle scelte politiche collettive in materia economica sinora limitate solo dal rispetto dei diritti fondamentali e di trasformare la razionalità economica espressa dall’ultraliberismo in una sorta di postulato sovracostituzionale, vera norma fondamentale delle comunità politiche statali e della stessa comunità internazionale.
Riflessioni su due recenti messaggi di Papa Francesco ai giudici di Africa e America Latina
Qui di seguito, la recensione ad una importante riflessione critica – svolta a più voci e con una pluralità di approcci – sulla riforma della legittima difesa
La recensione al volume di Gustavo Piga, uscito nel 2020 per i tipi di Hoepli
Non solo le prime leggi razziali del 1938: il 30 novembre 1943 viene emanato un provvedimento di polizia che prevede l’arresto immediato degli ebrei, la loro concentrazione, la spoliazione dei loro beni. Nei mesi della repubblica fascista e dell’occupazione nazista, intorno al confine italo-svizzero si consuma il dramma delle tante famiglie ebraiche che cercano salvezza nella migrazione: alcuni ce la fanno, altre persone vengono respinte alla frontiera e poi deportate. Intorno a loro le storie degli indifferenti che li trattano come “pratiche” e dei giusti che offrono aiuto.
Che cosa si è alterato nelle dinamiche dell’associazionismo giudiziario, determinando la riduzione o lo svilimento della vita associativa e la contemporanea creazione di canali decisionali paralleli a quelli istituzionali? A volte si è trattato del dominio incontrastato - o poco efficacemente contrastato - di un leader; altre volte dello stabilizzarsi di un governo dei notabili, con il corredo di apparati soggetti e di ferree sfere di influenza territoriale; in altri casi, infine, della costituzione di oligarchie divenute via via meno responsabili rispetto alla loro base associativa ed elettorale. La “questione morale” rivela il suo carattere più profondo e strutturale di “questione democratica”, da affrontare con metodi e rimedi diversi dalla prima.